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Sentenza

Sentenza n. 4549/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l'annullamento a) del provvedimento di diniego del visto per lavoro subordinato dell''Ambasciata d''Italia Cancelleria Consolare Il Cairo Prot. n. 1631, del 10/07/2023, Pratica n 220080199 e notificato brevi manu in data 10.07.2023; b) di ogni altro atto preordinato, presupposto, connesso o consequenziale agli atti impugnati e che con gli stessi debba considerarsi comunque posto in rapporto di correlazione, nonché i pareri, le proposte e le valutazioni che possano aver concorso all'emanazione degli stessi.

Giustizia amministrativa202311761

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, prendendo atto della rinuncia e della dichiarata perdita di interesse alla decisione. Non è stato esaminato il merito della legittimità del diniego del visto. Le spese processuali sono state compensate in ragione della definizione in rito.

TAR Lazio - Roma, Sez. V QuaterSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del visto per lavoro subordinato adottato dall'Ambasciata d'Italia - Cancelleria Consolare al Cairo

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego del visto per lavoro subordinato, chiedendone l'annullamento unitamente agli atti presupposti, connessi e consequenziali. Prima della decisione, con dichiarazione depositata il 27 ottobre 2025, ha rinunciato al ricorso e dichiarato di non avere più interesse alla decisione. L'amministrazione resistente non ha eccepito in ordine a tale dichiarazione.

Norme richiamate

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale fondamento dei presupposti per l'oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, unitamente all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • La rinuncia al ricorso accompagnata dalla dichiarazione di non avere più interesse alla decisione determina, quando non vi siano contestazioni dell'amministrazione resistente, la dichiarazione di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, senza esame dei motivi di merito.
  • In caso di definizione del giudizio per sopravvenuta carenza di interesse derivante dalla rinuncia del ricorrente, le spese possono essere compensate in ragione della decisione in rito.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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