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Sentenza

Sentenza del 26/06/2018 n. 1737 - Comm. Trib. Reg. Emilia Romagna

Reddito d'impresa - determinazione - accertamento induttivo - utilizzo di indici presuntivi - è possibile. Reddito d'impresa - determinazione induttiva - ristorante - consumo di bottiglie di acqua minerale - cd. "bottigliometro" - è ammissibile.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'Ufficio ha determinato induttivamente il reddito d'impresa, ritenendo che la contabilità, pur formalmente corretta, non rappresentasse integralmente i ricavi conseguiti. A tal fine ha utilizzato indici presuntivi, in particolare il numero di bottiglie di acqua minerale consumate o acquistate, il cosiddetto "bottigliometro", per ricostruire in via presuntiva il numero dei clienti e i maggiori ricavi dell'attività di ristorazione. Il ricorrente contestava l'utilizzabilità di tale metodo e la sufficienza degli elementi presuntivi.

La decisione

La sentenza ha ritenuto ammissibile il ricorso a una determinazione induttiva anche in presenza di una contabilità formalmente regolare, quando siano disponibili elementi presuntivi dotati di elevato valore indiziario. Il consumo di acqua minerale può costituire un indice idoneo a ricostruire presuntivamente i ricavi di un ristorante. È sufficiente che il fatto ignoto, ossia l'ammontare dei ricavi effettivi, derivi dal fatto noto secondo criteri di ragionevole probabilità; non è necessaria una relazione di assoluta necessità o certezza. Ne consegue il riconoscimento della legittimità dell'accertamento fondato sul "bottigliometro".

Norme richiamate

  • Norme in materia di accertamento induttivo del reddito d'impresa

    L'Amministrazione finanziaria può superare una contabilità formalmente regolare e procedere alla ricostruzione induttiva dei ricavi quando disponga di elementi presuntivi gravi, idonei e coerenti a evidenziare maggiori ricavi non dichiarati.

  • Disciplina delle presunzioni semplici

    La prova presuntiva non richiede che il fatto ignoto sia necessariamente collegato al fatto noto. È sufficiente che, secondo regole di ragionevole probabilità e comune esperienza, dal fatto noto possa desumersi l'esistenza del fatto da provare.

Massime di principio

  • La regolarità formale della contabilità non impedisce all'Amministrazione di procedere a un accertamento induttivo se emergono elementi concreti che fanno presumere l'incompletezza dei ricavi dichiarati.
  • Gli indici presuntivi possono essere utilizzati per ricostruire i ricavi quando presentano una relazione plausibile e verificabile con il volume dell'attività, anche senza dimostrare un rapporto matematico inevitabile.
  • Nel settore della ristorazione, consumi di materie prime o prodotti accessori, come acqua minerale, caffè o altri beni normalmente correlati ai pasti serviti, possono costituire basi presuntive per stimare il numero dei clienti e i ricavi.
  • Il contribuente può contestare la presunzione dimostrando, con elementi specifici, che il consumo rilevato non è correlato ai pasti venduti, ad esempio per sprechi, consumi del personale, omaggi, scorte, eventi eccezionali o modalità operative particolari.
  • La presunzione deve comunque essere sorretta da un percorso logico motivato e da dati attendibili; un indice astratto o applicato senza considerare le caratteristiche concrete dell'impresa non è automaticamente sufficiente.

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