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Sentenza

Sentenza n. 527/2026 - Latina, Sezione 1

per il risarcimento dei danni derivanti dal titolo edilizio in sanatoria n. 9875/S rilasciato in data 12 luglio 2006 in favore di Lo Russo Gilberto annullato con sentenza del Consiglio di Stato n. 1540 del 2017, passata in giudicato;

Giustizia amministrativa201700875

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Latina, Sez. ISentenzaAzione risarcitoria

Atto impugnato: domanda risarcitoria per i danni asseritamente derivanti dal rilascio del titolo edilizio in sanatoria n. 9875/S del 12 luglio 2006, successivamente annullato in sede giurisdizionale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha chiesto, ai sensi dell'art. 30 c.p.a., il risarcimento di danni patrimoniali e non patrimoniali, quantificati in euro 1.000.000 per danno biologico ed euro 250.000 per danno morale, assumendo che il Comune avesse illegittimamente rilasciato nel 2006 una concessione edilizia in sanatoria relativa ad ampliamenti e alla realizzazione di un vano ascensore, con conseguente compromissione della salubrità dell'aria e dell'amenità del proprio appartamento e insorgenza di patologie. La ricorrente ha dedotto l'illiceità della condotta comunale e la colpa o il dolo dell'amministrazione, richiamando il precedente annullamento del titolo in sanatoria da parte del Consiglio di Stato. In via preliminare, il Comune ha contestato la tardività dei documenti depositati dalla ricorrente oltre le ore 12:00 dell'ultimo giorno utile.

La decisione

Il Collegio ha preliminarmente espunto dal materiale probatorio i documenti depositati dalla ricorrente alle ore 18:38 dell'ultimo giorno utile, rilevando che, per gli atti depositati in vista di un'udienza già fissata, il termine delle ore 12:00 costituisce termine perentorio a garanzia del contraddittorio. La deroga per il deposito tardivo è ammessa solo in presenza di una richiesta di parte e della dimostrazione dell'estrema difficoltà di rispettare il termine, circostanze non provate nel caso concreto. Nel merito, il ricorso è stato respinto. Il giudice ha richiamato la natura extracontrattuale della responsabilità della pubblica amministrazione per illegittimo esercizio della funzione e la necessità di provare cumulativamente illegittimità della condotta, dolo o colpa dell'amministrazione, nesso causale, danno ingiusto e spettanza del bene della vita. L'annullamento del provvedimento non determina automaticamente il diritto al risarcimento e il danneggiato deve provare sia l'esistenza e l'ammontare del danno sia il nesso causale e l'elemento soggettivo. Nella fattispecie, i danni lamentati erano riconducibili, secondo il TAR, alla realizzazione materiale dell'ascensore e degli ampliamenti, già ultimati nel 1994 in forza della concessione edilizia n. 4367/1994, e non al successivo titolo in sanatoria del 2006, che non aveva modificato lo stato dei luoghi. Inoltre, la ricorrente non si era opposta alla concessione del 1994. Il giudice ha ritenuto non provato che l'annullamento della sanatoria avrebbe consentito la demolizione dell'ascensore, anche alla luce della successiva sentenza del Consiglio di Stato n. 1473/2026, che aveva annullato l'ordinanza di demolizione e riconosciuto la possibile applicazione della fiscalizzazione, nonché la rilevanza dell'affidamento del proprietario delle opere sulla sanzione pecuniaria. È stata quindi esclusa la prova del nesso causale tra la sanatoria illegittima e i pregiudizi dedotti, oltre che la spettanza del bene della vita consistente nel ripristino dei luoghi. Le spese sono state integralmente compensate.

Norme richiamate

  • art. 30 c.p.a.

    Nel determinare il risarcimento il giudice valuta tutte le circostanze di fatto e il comportamento complessivo delle parti e, comunque, esclude il risarcimento dei danni che si sarebbero potuti evitare usando l'ordinaria diligenza, anche attraverso l'esperimento degli strumenti di tutela previsti.

    L'azione risarcitoria per lesione di interessi legittimi richiede la prova degli elementi costitutivi della responsabilità e impone di considerare il comportamento complessivo del danneggiato, escludendo i danni evitabili con l'ordinaria diligenza o mediante gli strumenti di tutela disponibili.

  • art. 2043 c.c.

    La responsabilità della pubblica amministrazione per illegittimo esercizio della funzione è ricondotta all'illecito aquiliano e richiede danno ingiusto, nesso causale ed elemento soggettivo del dolo o della colpa.

  • art. 2697 c.c.

    Il danneggiato deve provare tutti gli elementi costitutivi della domanda risarcitoria, inclusi danno, ammontare, ingiustizia, nesso causale e dolo o colpa dell'amministrazione.

  • art. 7, comma 4, c.p.a.

    Il risarcimento per lesione di interessi legittimi presuppone che l'esercizio illegittimo del potere abbia inciso su un bene della vita che il privato aveva titolo a conservare o conseguire.

  • art. 73, comma 1, c.p.a.

    Le parti possono produrre documenti fino a quaranta giorni liberi prima dell'udienza, memorie fino a trenta giorni liberi e presentare repliche, ai nuovi documenti e alle nuove memorie depositate in vista dell'udienza, fino a venti giorni liberi.

    I termini per il deposito dei documenti e delle memorie in vista dell'udienza sono perentori, salvo la deroga eccezionale prevista per l'estrema difficoltà di rispettarli.

  • art. 54, comma 1, c.p.a.

    La presentazione tardiva di memorie o documenti può essere eccezionalmente autorizzata, su richiesta di parte, dal collegio, assicurando comunque il pieno rispetto del diritto delle controparti al contraddittorio su tali atti, qualora la produzione nel termine di legge sia risultata estremamente difficile.

    Il deposito tardivo può essere autorizzato solo eccezionalmente, su richiesta della parte e previa dimostrazione dell'estrema difficoltà della produzione tempestiva, nel rispetto del contraddittorio.

  • art. 4, comma 4, disp. att. c.p.a.

    Agli effetti dei termini a difesa e della fissazione delle udienze camerali e pubbliche il deposito degli atti e dei documenti in scadenza effettuato oltre le ore 12:00 dell'ultimo giorno consentito si considera effettuato il giorno successivo.

    Per gli atti e documenti depositati in vista di un'udienza già fissata, il deposito oltre le ore 12:00 dell'ultimo giorno utile è tardivo, anche se il sistema telematico rimane tecnicamente disponibile fino alle ore 24:00.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    La causa è stata trattata da remoto nell'ambito dell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato.

Massime di principio

  • La responsabilità della pubblica amministrazione per illegittimo esercizio della funzione ha natura extracontrattuale e richiede la prova cumulativa dell'illegittimità della condotta, del danno ingiusto, del nesso causale, del dolo o della colpa dell'amministrazione e della lesione di un bene della vita spettante al privato.
  • L'annullamento giurisdizionale di un provvedimento amministrativo non determina automaticamente il diritto al risarcimento: il danneggiato deve provare l'effettività del pregiudizio, il suo ammontare e il collegamento causale diretto tra il provvedimento illegittimo e il danno lamentato.
  • Quando il danno deriva materialmente da opere realizzate in forza di un titolo edilizio originario e il successivo titolo in sanatoria non modifica lo stato dei luoghi, i pregiudizi connessi alla presenza delle opere non sono causalmente imputabili, senza ulteriore prova, all'illegittima sanatoria.
  • Ai fini del risarcimento ex art. 30 c.p.a., il giudice deve valutare il comportamento complessivo del danneggiato ed escludere i pregiudizi evitabili mediante l'ordinaria diligenza o l'utilizzo degli strumenti di tutela disponibili.
  • Nel processo amministrativo, il termine delle ore 12:00 previsto per il deposito di atti e documenti in vista di un'udienza già fissata opera quale termine di garanzia del contraddittorio; il deposito oltre tale orario è tardivo, salvo autorizzazione eccezionale richiesta e giustificata dall'estrema difficoltà della produzione tempestiva.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioDanno da provvedimento illegittimoIstruttoria processuale
RamiEdiliziaProcesso amministrativoResponsabilità della pubblica amministrazione
IstitutiRisarcimento del danno da attività amministrativaOnere della prova e principio dispositivoLegittimo affidamentoTermini del procedimento

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