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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37149/2023 del 12/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione proposto dall'imputata con due linee di doglianza: 1) vizio procedurale per nullità della querela in quanto proposta da Giovanni Padovese in qualità di procuratore generale ma priva della necessaria procura speciale (si deduceva violazione degli artt. 336, 337, 96, 101 e 122 c.p.p.); 2) doglianza di merito sulla responsabilità penale ai sensi dell'art. 388 c.p., contestando la motivazione che avrebbe ritenuto simulato il rapporto di debito mediante un assegno privo di causale, deducendo che l'assegno per sua natura è privo di causale, che era stato presentato dall'ex coniuge e non dall'imputata, che non c'era stato danno concreto e che il credito della persona offesa risultava comunque garantito

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso. Ha ritenuto che la querela fosse inesistente perché il procuratore generale (Giovanni Padovese) era titolare solo di una procura generale notarile che non conteneva il contenuto minimo richiesto per la procura speciale prevista dalla normativa processuale, ossia la determinazione dell'oggetto e dei fatti per cui viene conferita. Ha escluso che la costituzione di parte civile o una successiva ratifica potessero sanare il vizio, poiché le attività di ratifica sono avvenute oltre il termine perentorio previsto per la presentazione della querela. Conseguentemente la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio per improcedibilità dell'azione penale per difetto di querela

Norme richiamate

  • art. 388 cod. pen.

    Norma contestata in relazione al fatto (illecito attribuito all'imputata). La Corte non ha deciso nel merito della sussistenza dell'elemento materiale o soggettivo del reato perché ha annullato per vizio procedurale preliminare

  • artt. 336, 337, 96, 101 e 122 cod. proc. pen.

    Le disposizioni sul procedimento e sui requisiti della querela/procura sono state richiamate per sostenere che la querela proposta dal procuratore generale non era valida: in particolare la sentenza interpreta l'art. 122 (nel testo processuale richiamato) come richiedente che la procura speciale contenga la determinazione dell'oggetto e dei fatti per i quali si agisce, requisito non soddisfatto dalla procura generale

Massime di principio

  • La querela proposta da un rappresentante richiede una procura speciale che indichi il contenuto minimo richiesto dalla legge (determinazione dell'oggetto e dei fatti): una procura generale non è di per sé sufficiente
  • Una costituzione di parte civile successiva o una ratifica formale non sanano automaticamente un vizio di procura relativo alla presentazione della querela se la regolarizzazione avviene oltre il termine perentorio previsto per la querela
  • Se manca una querela valida per i reati procedibili a querela, l'azione penale è improcedibile e la condanna deve essere annullata senza rinvio per difetto di azione
  • Nel processo penale la valutazione di questioni procedurali preliminari (es. validità della querela) può essere decisiva e impedire qualsiasi approfondimento sul merito dell'accusa
  • Sotto il profilo sostanziale, l'emissione di un assegno privo di causale non è automaticamente decisiva per la configurazione del reato: va valutata la complessiva prova del dolo e dell'idoneità dell'atto a pregiudicare la vittima; tuttavia, nel caso concreto tale valutazione è rimasta assorbita dal difetto procedurale

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