Cassazione Penale, Sentenza n. 37647/2023 del 14/09/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza per mancata/grave carenza di gravità indiziaria rispetto ai reati contestati: (i) estorsione (capo 49) in concorso con Rocco Bellocco nei confronti di Fabrizio Plebani per il versamento di 1.000 euro; si deduce che Plebani fosse in realtà vicino o intraneo alla cosca e che il pagamento fosse un acconto dovuto per un debito/affare immobiliare, senza violenza o minaccia; si contesta inoltre la rilevanza della modalità del pagamento (PostePay) e l'invito a recarsi in Calabria; (ii) partecipazione ad associazione di tipo 'ndranghetistica (art. 416-bis), contestando la sussistenza di un rapporto stabile e organico con la cosca e la valutazione probatoria delle dichiarazioni dei collaboratori e dei contatti con terzi (Teramo, Costa). L'impugnazione denuncia inosservanza/erronea applicazione di norme processuali e di merito e vizio di motivazione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo inammissibile o infondato nei vari profili. Ha confermato la valutazione di gravità indiziaria sia per l'estorsione (sottolineando il contesto intimidatorio della cosca, i ripetuti solleciti tramite Fiumara, il versamento su PostePay intestata al ricorrente e l'intervento di altre persone della cosca) sia per la partecipazione all'associazione mafiosa (dichiarazioni di collaboratori che collegano Fiumara a Rocco Bellocco, corroborate dall'episodio estorsivo). La Corte ha richiamato il principio dell'estorsione ambientale (assenza di minacce esplicite non esclude il reato se la vittima percepisce la forza intimidatoria del contesto). Il ricorso è stato quindi respinto e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali; non è stata disposta la rimessione in libertà.
Norme richiamate
art. 416-bis cod. pen.
commi primo, secondo, terzo, quarto, quinto e sesto
La norma è stata applicata per valutare la partecipazione a un'associazione di tipo mafioso: la Corte ritiene che le dichiarazioni dei collaboratori, unitamente a condotte concretamente collegate al clan (es. recupero crediti con modalità intimidatorie), configurino gravi indizi di intraneità e ruolo funzionale nel sodalizio
art. 629 cod. pen.
La disposizione sull'estorsione è stata richiamata per motivare che la richiesta di denaro, anche priva di minacce esplicite, può configurare estorsione quando si inserisce in un contesto intimidatorio 'ambientale' che determina l'altrui sottomissione
art. 110 cod. pen.
Richiamato per la partecipazione in concorso nei reati contestati (concorso di persone nella commissione del reato)
art. 273 cod. proc. pen.
Norma processuale richiamata in relazione alle prove e all'onere motivazionale nella fase cautelare; la Corte ha ritenuto congrua la valutazione delle fonti probatorie
art. 606 cod. proc. pen.
Norma che disciplina i motivi di ricorso per cassazione (violazione di legge e vizio di motivazione); la Corte ha esaminato e ritenuto infondati o inammissibili i motivi dedotti ai sensi di tale disposizione
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Richiamato in relazione ai limiti della motivazione e alla esposizione sintetica dei motivi in cassazione; la Corte ha motivato la decisione nel rispetto dei limiti di sintesi previsti
art. 94 disp. att. cod. proc. pen.
Norma procedurale per gli adempimenti successivi quando la decisione non determina la rimessione in libertà; la cancelleria è appunto incaricata degli adempimenti previsti
Giurisprudenza citata
Sez. 2, n. 22976 del 13/04/2017, Neri, Rv. 270175 - 01
La Corte ha richiamato il principio consolidato secondo cui l'assenza di minacce esplicite non esclude l'estorsione quando la richiesta è percepita come intimidatoria in ragione del contesto (estorsione ambientale)
Massime di principio
- L'assenza di minacce esplicite non esclude la configurabilità dell'estorsione se la richiesta di denaro si inserisce in un contesto intimidatorio mafioso (estorsione ambientale); il giudizio deve considerare la percezione della vittima e il contesto relazionale
- Il versamento di somme su strumenti apparentemente meno tracciabili (es. carte prepagate) non esclude di per sé l'illiceità della richiesta: la modalità di pagamento va valutata nel contesto probatorio complessivo
- La vicinanza o rapporti economici tra vittima e sodalizio non precludono automaticamente la qualifica di "persona offesa": anche soggetti 'vicini' possono subire estorsioni dal gruppo con cui hanno rapporti
- Nella fase cautelare il giudizio della gravità indiziaria può fondarsi su un insieme di elementi, incluse dichiarazioni di collaboratori e comportamenti concreti; la Cassazione non rivede puntualmente le valutazioni di fatto se la motivazione del giudice di merito è congrua
- Per impugnare con successo in Cassazione decisioni cautelari è necessario proporre censure specifiche e autosufficienti che dimostrino errori di diritto o evidenti vizi logici nella motivazione, non una semplice rivalutazione dei fatti
- Un singolo episodio (es. richiesta/ricezione di denaro) può essere valorizzato come elemento sintomatico di intraneità al sodalizio se inserito in un quadro probatorio coerente che ne dimostri il collegamento con la struttura mafiosa
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