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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9691/2024 del 06/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso contestava l'ordinanza del Tribunale di Modena che, in sede di riesame del sequestro preventivo disposto in relazione a plurimi reati tributari e connessi, aveva rideterminato e parzialmente confermato il sequestro nei confronti di Claudio Amoroso. La difesa deduceva: (i) violazione di legge e mutamento di fatto da parte del Tribunale del riesame, che avrebbe fondato la decisione su una diversa qualificazione della condotta rispetto a quella contenuta nell'imputazione provvisoria; (ii) carenza assoluta della astratta configurabilità del reato di cui all'art. 11 d.lgs. 74/2000 perché la cancellazione della società dal registro non costituirebbe un atto di disposizione di beni e non provocherebbe di per sé l'inefficacia della procedura di riscossione; (iii) insussistenza dell'elemento volto a rendere inutilizzabile la procedura di riscossione, non essendovi prova di un effetto estintivo del debito o di una prognosi che la cancellazione avrebbe impedito il recupero, considerata anche la disciplina che consente l'azione esattoriale anche dopo la cancellazione.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso dichiarandolo infondato e ha confermato l'ordinanza del Tribunale di Modena. In particolare la Corte ha ritenuto che: (i) il Tribunale non abbia mutato il fatto contestato ma ne abbia precisato il contenuto patrimoniale entro i limiti della contestazione provvisoria; (ii) il profitto confiscabile in tema di sottrazione fraudolenta alle imposte non coincide con l'intero importo del debito tributario ma con il valore dei beni sottratti alla funzione di garanzia, e il Tribunale ha correttamente individuato, sulla base delle risultanze di bilancio, crediti sociali trasferiti verso i soci/soggetti riconducibili per un totale che giustificava il sequestro parziale relativo ai capi 4, 5 e 6; (iii) la cancellazione della società, nel contesto di un sistema criminale che ha usato societa' di comodo, omissioni contabili e meccanismi di riciclaggio, può integrare condotte idonee a rendere difficoltosa o inefficace la riscossione. Conseguentemente il ricorso è respinto e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • D.lgs. n. 74/2000, art. 11

    Disciplina la sottrazione fraudolenta alle imposte; la Corte interpreta il profitto confiscabile come il valore dei beni sottratti alla funzione di garanzia (non l'intero debito tributario) e ammette che trasferimenti patrimoniali relativi all'azienda possono costituire oggetto della sottrazione

  • D.lgs. n. 74/2000, artt. 10-bis, 10-ter, 12-bis

    Citati come reati e circostanze collegati al contesto di illecito tributario e alla determinazione del profitto del reato

  • Codice di procedura penale, art. 321

    Norma richiamata in relazione al sequestro preventivo e alla confisca per equivalente; utilizzata come base procedurale per il provvedimento cautelare

  • Codice di procedura penale, artt. 324 e 178 lett. b)

    Richiamati nelle censure difensive sulla competenza e sui limiti del riesame: la Corte conferma che il giudice del riesame non può fondare la decisione su fatti nuovi ma può precisare la portata della contestazione entro i limiti della imputazione provvisoria

  • D.lgs. n. 175/2014, art. 28 comma 4

    Richiamato per evidenziare che la cancellazione della società non impedisce in assoluto l'azione esattoriale, ma la Corte osserva che il fenomeno successorio può comunque rendere più difficoltosa la riscossione nel contesto di condotte fraudolente

  • Codice penale, artt. 648-ter, 648-ter.1, 648-quater

    Norme relative al riciclaggio e al reimpiego di proventi illeciti, richiamate nel contesto del quadro criminoso complessivo che ha contribuito alla valutazione della fumosità dei reati

  • Codice penale, artt. 640-bis, 640-quater

    Richiamati in relazione alle frodi informatiche/connessi reati contestati nell'ambito del complesso impianto accusatorio

Massime di principio

  • In materia di sottrazione fraudolenta alle imposte (art. 11 D.lgs. 74/2000) il profitto confiscabile va calcolato sui beni effettivamente sottratti alla funzione di garanzia e non sull'intero ammontare del debito tributario.
  • La cancellazione di una società dal registro delle imprese può integrare, se collegata ad omissioni contabili e a meccanismi di dispersione patrimoniale, un atto idoneo a rendere difficoltosa o inefficace la riscossione tributaria; va valutato il contesto complessivo (teste di legno, trasferimenti di crediti, riciclaggio).
  • In fase cautelare il giudice può utilizzare risultati contabili e bilanci come indici idonei a determinare, in via preliminare, il valore dei beni sottratti e il fumus del reato; tali emergenze saranno poi verificate nel merito.
  • Il giudice del riesame non può fondare la propria decisione su fatti sostanzialmente diversi da quelli posti a base dell'imputazione provvisoria, ma può precisare la portata patrimoniale della sottrazione nel rispetto dei limiti della contestazione iniziale.
  • Una difesa generica di estraneità è inefficace se l'ordinanza di merito fornisce motivazioni dettagliate sulla partecipazione e sul contributo personale dell'imputato al contesto criminoso; i mezzi di impugnazione devono affrontare specificamente le risultanze contestate.

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