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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36744/2022 del 28/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione del decreto che confermava la sorveglianza speciale nei confronti di Soderini e disponeva la confisca di prevenzione di quattro immobili formalmente intestati alla madre Borio. I ricorrenti contestano la sussistenza del requisito del "vivere abitualmente" di proventi illeciti (attività di esercizio abusivo della professione) e la sproporzione degli acquisti rispetto ai redditi dichiarati, facendo presente che parte degli immobili era stata acquistata con mutui bancari e che Soderini aveva prodotto reddito da attività di odontotecnico.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto inammissibile il ricorso di Borio per mancanza di procura speciale a favore del difensore. Quanto alle censure di merito dei ricorrenti, la Corte ha ritenuto che si trattasse di doglianze sulla motivazione non traducibili in violazione di legge ammissibile in sede di legittimità; ha confermato che i giudici di merito hanno adeguatamente motivato il collegamento degli acquisti agli illeciti di Soderini, indicando pagamenti, mutuo acceso da Soderini, assegni tratti su conto cointestato e condanne ripetute per esercizio abusivo della professione in periodi compatibili con le acquisizioni (2005-2006 e 2013). Sono state valorizzate anche indagini fiscali (art. 4 D.lgs. 74/2000) indicanti illeciti arricchimenti. La Corte ha quindi ritenuto soddisfatti i requisiti di abitualità dell'attività illecita, della sproporzione tra acquisti e reddito lecito e della prevalenza di reddito illecito e ha confermato il rigetto del ricorso. I ricorrenti sono condannati alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • D.lgs. 159/2011 (art. 1 e art. 4)

    L'applicazione delle misure di prevenzione fondate sulla pericolosità generica richiede che i delitti siano commessi abitualmente in un arco temporale significativo, che abbiano prodotto profitti e che costituiscano la fonte principale o comunque rilevante di reddito; i giudici di merito devono darne adeguata motivazione.

  • Art. 27 D.lgs. 152/2011 (richiama art. 10)

    In materia di procedimento di prevenzione il ricorso per cassazione è ammesso solo per violazione di legge; il sindacato sulla motivazione è pertanto limitato alla mancanza o apparente esistenza della motivazione, non all'illogicità manifesta delle argomentazioni.

  • Art. 606, lett. e) cod. proc. pen.

    La censura per illogicità manifesta della motivazione è, in materia di prevenzione, esclusa nel senso esteso previsto per i procedimenti di legittimità; in cassazione si può denunciare solo motivazione inesistente o meramente apparente.

  • Art. 100 cod. proc. civ.

    Il terzo interessato, portatore di interessi civilistici, può stare in giudizio solo tramite difensore munito di procura speciale alle liti; l'assenza di tale procura rende inammissibile il ricorso proposto dal terzo.

  • Art. 83, comma 12-ter, D.L. 18/2020 (convertito)

    Norma richiamata per l'ammissione di requisitoria scritta del Sostituto Procuratore Generale, che in questa sede ha concluso per il rigetto del ricorso.

  • Art. 4 D.lgs. 74/2000

    Le indagini per violazioni fiscali sono state utilizzate dal giudice di merito come elemento probatorio per dimostrare illeciti arricchimenti e rafforzare la valutazione sulla prevalenza di reddito illecito.

  • Sentenza Corte Cost. n. 24/2019

    Richiamata per il principio che definisce i requisiti oggettivi e temporali delle categorie di delitto che giustificano la misura fondata sulla pericolosità generica (abitualità, produzione di profitti, rilevanza come fonte di reddito).

Massime di principio

  • In materia di misure di prevenzione, la Corte di Cassazione sindaca in via principale la correttezza dell'applicazione delle norme e può censurare la motivazione solo se inesistente o meramente apparente; non è ricorribile in cassazione ogni contestazione di logicità della motivazione.
  • Il terzo interessato con interessi civilistici deve stare in giudizio tramite difensore munito di procura speciale: la sua assenza determina l'inammissibilità del ricorso.
  • Per ritenere la pericolosità generica e legittimare la confisca preventiva è necessario dimostrare, con adeguata motivazione, che i delitti sono stati commessi abitualmente in un arco temporale significativo, che hanno prodotto profitti e che tali profitti hanno costituito la fonte principale o almeno rilevante del reddito.
  • Elementi concreti come mutui stipulati da terzi, pagamenti con assegni o conti cointestati alimentati dal proposto, pagamenti delle rate da parte del proposto e indagini fiscali che documentano arricchimenti possono costituire prova del collegamento tra beni e proventi illeciti.
  • La sola allegazione che un acquisto sia stato finanziato con mutuo o che il ricorrente abbia svolto un'attività lecita non è di per sé sufficiente: occorre dimostrare la compatibilità effettiva tra redditi leciti dichiarati e capacità di sostenere le spese sostenute per gli acquisti.

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