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Sentenza lavoro

Cassazione Civile, Sentenza n. 11948/2025 del 07/05/2025

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza della Corte d'Appello di Napoli che aveva dichiarato illegittimo il licenziamento disciplinare intimato dalla ASL a Sannino in relazione all'avvio di un procedimento penale per plurime imputazioni connesse alla gestione illecita di numerosi appalti pubblici. La ASL ha dedotto che la Corte territoriale ha errato nel non valutare gli atti del procedimento penale ai fini disciplinari, ritenendo insufficiente il mero richiamo agli atti e chiedendo l'applicazione delle regole sull'onere della prova e sulla rilevanza probatoria degli atti penali come presunzioni gravi, precise e concordanti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della ASL, ritenendo che la Corte d'Appello avesse omesso di valutare gli atti del procedimento penale e che il richiamo a tali atti da parte del datore di lavoro potesse, se dotato di elementi circostanziati, essere idoneo a dimostrare la fondatezza della contestazione disciplinare. La sentenza impugnata è stata cassata e la causa rinviata alla Corte d'Appello di Napoli in diversa composizione per nuovo esame. Inoltre la Corte ha disposto l'attribuzione delle spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 2697 c.c.

    Richiamata in relazione all'onere della prova: la Corte osserva che, ove la ASL abbia rinviato agli atti del procedimento penale contenenti una descrizione circostanziata dei fatti, tale rinvio può integrare l'allegazione idonea e non può essere semplicemente disatteso dal giudice d'appello senza valutazione degli atti stessi

  • art. 55-bis e art. 55-ter d.lgs. n.165/2001

    artt. 55-bis e 55-ter d.lgs. n.165/2001

    Evocate in tema di procedimento disciplinare nella pubblica amministrazione: la Corte ne trae il principio secondo cui l'amministrazione può avvalersi degli atti del procedimento penale per costruire la contestazione disciplinare e dimostrarne la fondatezza

  • art. 2729 c.c.

    Richiamato con riferimento alla valenza probatoria degli atti e delle presunzioni: la Corte indica che gli elementi desumibili dagli atti penali possono costituire presunzioni anche gravi, precise e concordanti, valutabili dal giudice del lavoro

  • artt. 115 e 116 c.c.

    Citate in relazione alla prova e alla valutazione degli elementi istruttori: la Corte utilizza tali riferimenti per sostenere che non può essere ritenuto insufficiente il semplice rinvio agli atti penali quando questi contengano elementi valutabili dal giudice

  • Cass. n. 5284/2017

    La Corte richiama questo precedente per confermare il principio che l'amministrazione pubblica, nel procedimento disciplinare e nel successivo giudizio, può legittimamente avvalersi degli atti del procedimento penale, i quali sono liberamente e autonomamente valutabili dal giudice nel loro contenuto probatorio

Massime di principio

  • Il datore di lavoro pubblico può validamente richiamare e produrre gli atti del procedimento penale per sostenere la fondatezza di una contestazione disciplinare; tali atti vanno esaminati e valutati dal giudice del lavoro e non possono essere automaticamente esclusi per il solo fatto di provenire da un processo penale
  • Il mero rinvio agli atti penali non è per sé sempre insufficiente: se dagli atti emergono elementi circostanziati e valutabili, essi possono costituire prova o presunzioni gravi, precise e concordanti della condotta disciplinarmente rilevante
  • Il giudice di merito non può disattendere senza motivazione la rilevanza probatoria degli atti penali prodotti dalla pubblica amministrazione; è necessario che valuti il contenuto dei documenti e la loro incidenza sulla fondatezza degli addebiti disciplinari
  • L'onere della prova resta in capo al ricorrente che allega fatti; tuttavia, nel contesto disciplinare della pubblica amministrazione, l'amministrazione è ammessa a far valere i risultati delle indagini penali come elementi probatori ove adeguatamente documentati
  • Per evitare contestazioni procedurali, il datore di lavoro che intende fondare il licenziamento su indagini penali dovrebbe allegare e depositare gli atti o estratti significativi che rendano evidenti gli elementi contestati, pur essendo possibile anche il richiamo per relationem quando gli atti siano acquisiti in giudizio
  • In caso di rinvio in altra sede (cassazione e rinvio), la nuova valutazione dovrà essere compiuta dalla Corte d'Appello tenendo conto dei principi di valutabilità e rilevanza degli atti penali stabiliti dalla Cassazione

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