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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 5600/2022 del 17/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per violazione di legge e difetto di motivazione. Il ricorrente contestava che la Corte d'appello, pur avendo riconosciuto il vincolo della continuazione tra reati oggetto di due sentenze di condanna, non abbia correttamente individuato e scorporato i reati già riuniti in continuazione ai fini dell'individuazione del reato più grave; inoltre la quantificazione degli aumenti per i reati-satellite sarebbe stata motivata in modo generico e insufficiente (richiami astratti a "natura e gravità", "intensità del dolo", ecc.), con riproposta di aumenti analoghi a quelli già calcolati in sede di cognizione senza adeguata analisi dei singoli episodi.

La decisione

Il ricorso è stato accolto. La Corte di legittimità ha annullato l'ordinanza impugnata e ha disposto il rinvio alla Corte d'appello di Bologna, in diversa composizione, per un nuovo giudizio limitato alla rideterminazione della pena. La Corte ha ritenuto carente la motivazione in ordine all'individuazione del reato più grave (non è stato scorporato il reato continuato su cui la pena era stata precedentemente determinata) e in ordine alla quantificazione degli aumenti per i reati-satellite, per i quali occorre motivare distintamente e con sufficiente specificità.

Norme richiamate

  • art. 81 cod. pen.

    La Corte richiama il principio che gli aumenti previsti dall'art.81 cod. pen. devono essere calcolati e motivati distintamente per ciascun reato-satellite quando si procede per reato continuato in sede esecutiva, evitando un cumulo materiale surrettizio.

  • art. 132 cod. pen.

    Richiamato come parametro del potere discrezionale del giudice nella determinazione della pena; la motivazione deve dimostrare il rispetto dei criteri di determinazione (proporzione, individualizzazione).

  • art. 133 cod. pen.

    Richiamato come principio direttivo per la determinazione della pena in relazione alla personalità del reo e alle circostanze, richiedendo motivazione adeguata nell'esercizio della discrezionalità.

  • Corte costituzionale, sent. n. 183/2013

    La pronuncia impone la rinnovata composizione del giudice dell'esecuzione in alcuni casi; la Cassazione ha disposto il rinvio in diversa composizione in ossequio a tale decisione.

  • Corte di cassazione, Sez. 1, sent. n. 21424 del 19/03/2019, Rv. 275845

    "...dapprima scorporare ... i reati riuniti in continuazione, individuare quello più grave e solo successivamente, sulla pena come determinata per quest'ultimo dal giudice della cognizione, operare autonomi aumenti per i reati satellite, compresi quelli già riuniti in continuazione con il reato posto a base del nuovo computo"

    Principio che impone lo scorporo dei reati già riuniti in continuità nella fase esecutiva per identificare correttamente il reato-base e poi calcolare autonomamente gli aumenti per i satellite.

  • Corte di cassazione, Sez. U, n. 7930/95, Rv. 201549

    Richiama l'obbligo di motivare distintamente gli aumenti per i reati-satellite, con grado di dettaglio commisurato all'entità degli stessi, per consentire il controllo della proporzionalità e dei limiti di legge.

  • Corte di cassazione, Sez. U, n. 47127 del 24/06/2021, Rv. 282269

    Conferma il principio secondo cui il giudice dell'esecuzione è tenuto a motivare l'entità dei singoli aumenti per i reati-satellite ex art.81, comma secondo, cod. pen., oltre alla pena-base.

  • Corte di cassazione, Sez. 1, n. 800 del 07/10/2020, dep. 2021, Rv. 280216

    Sottolinea che il rispetto del limite legale (es. il triplo della pena-base) non esenta il giudice dall'obbligo di fornire motivazione specifica sugli aumenti, per permettere il controllo logico-giuridico del calcolo.

Massime di principio

  • In sede esecutiva, quando si applica la disciplina del reato continuato, il giudice deve prima scorporare i reati precedentemente riuniti in continuazione per individuare il reato-base effettivo su cui calcolare la pena.
  • Dopo aver individuato la pena-base, il giudice deve quantificare e motivare separatamente l'aumento di pena relativo a ciascun reato-satellite; la motivazione non può limitarsi a formule generiche ma deve collegare gli aumenti alla natura, gravità, intensità del dolo, motivi e al risultato sanzionatorio di ciascun episodio.
  • La motivazione richiesta è proporzionata all'entità degli aumenti: maggiori aumenti richiedono più elevato grado di dettaglio motivazionale per consentire il controllo di proporzionalità e il rispetto dei limiti di legge (art.81 cod. pen.).
  • Non è sufficiente riproporre in sede esecutiva gli stessi aumenti effettuati in sede di cognizione senza nuovo e specifico esame degli episodi: occorre un'autonoma valutazione esecutiva.
  • La mancanza di una motivazione adeguata sulla determinazione degli aumenti può portare all'annullamento dell'ordinanza con rinvio per nuovo giudizio limitato alla rideterminazione della pena.
  • Quando la Corte di cassazione dispone il rinvio, può imporre la rinnovata composizione del giudice dell'esecuzione se prevista da giurisprudenza costituzionale (es. Corte cost. n.183/2013).
  • Per difendere efficacemente il proprio assistito in simili casi è opportuno contestare specificamente l'omessa scissione dei reati continuati, la genericità delle motivazioni sugli aumenti e chiedere che il giudice espliciti i criteri e i calcoli seguiti per ciascun reato-satellite.

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