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Cassazione Penale, Ordinanza n. 09507/2025 del 07/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha quindi confermato la decisione di merito quanto alla responsabilità dell'imputato per il reato contestato e ha applicato le conseguenze processuali previste per l'inammissibilità, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato era stato condannato per il reato di gestione illecita di rifiuti. Nel gravame ha dedotto, in sostanza, l'omessa motivazione del giudice di merito sulla richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p. A sua discolpa aveva rappresentato di aver trasportato i rottami per necessità di guadagno e al tempo stesso per rendere un servizio alla collettività. La Corte ha ritenuto il motivo infondato/inconsistente perché dalla motivazione della sentenza impugnata emergeva comunque la non particolare tenuità del fatto: trasporto di 1055 rottami ferrosi, qualificato come quantitativamente elevato, assenza dei formulari di identificazione dei rifiuti e di documentazione sulla provenienza, nonché mancanza dei requisiti formali per svolgere l'attività di raccolta del ferro.

Norme richiamate

  • art. 256 d.lgs. n. 152 del 2006

    norma incriminatrice posta a fondamento della condanna per gestione illecita di rifiuti; nel caso concreto è stata ritenuta integrata dal trasporto di rottami ferrosi in assenza della documentazione richiesta e dei requisiti formali per l'attività di raccolta.

  • art. 131-bis c.p.

    la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto è stata ritenuta non applicabile, poiché la motivazione di merito già evidenziava elementi incompatibili con la particolare tenuità (numero elevato di rottami, assenza di FIR e di documentazione sulla provenienza, mancanza di requisiti formali).

  • art. 616 c.p.p.

    in caso di declaratoria di inammissibilità del ricorso, comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende, qui determinata equitativamente in euro 3.000.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità, la censura di omessa motivazione sul diniego della particolare tenuità del fatto è infondata quando dalla sentenza di merito si desumono elementi concreti incompatibili con l'art. 131-bis c.p.
  • Ai fini della particolare tenuità del fatto, assumono rilievo negativo la consistenza quantitativa della condotta, l'assenza della documentazione obbligatoria e la mancanza dei requisiti formali per svolgere l'attività illecita.
  • Le giustificazioni soggettive dell'imputato, come l'esigenza di trarre un guadagno o l'asserito servizio reso alla collettività, non sono di per sé idonee a fondare l'applicazione dell'art. 131-bis c.p. se il quadro oggettivo del fatto depone in senso contrario.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta automaticamente, salvo i casi previsti dalla legge, la condanna del ricorrente alle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieGestione rifiutiImpugnazioni
RamiReati ambientaliProcesso penale
IstitutiParticolare tenuità del fattoNullità processuale

Testo integrale

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