Sentenza del 18/10/2018 n. 26190 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale il privato
La controversia
La controversia riguardava l'avviso di accertamento relativo all'anno d'imposta 1999, con cui l'Agenzia delle Entrate aveva rideterminato i redditi ai fini IRPEG e IRAP e irrogato sanzioni. L'Amministrazione contestava alla società, tra l'altro, la deduzione di quote di ammortamento relative a immobili e aziende condotti in affitto, nonché l'imputazione temporale di costi per certificazione e revisione dei bilanci e di altre spese. L'Agenzia sosteneva inoltre che la Commissione Tributaria Regionale avesse omesso o contraddittoriamente motivato alcuni punti. La società, con ricorso incidentale, contestava la tempestività dell'accertamento, la ripresa di alcuni costi, presunte omissioni di pronuncia e l'applicazione delle sanzioni.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato sia il ricorso principale dell'Agenzia delle Entrate sia il ricorso incidentale della società. Ha ritenuto insindacabile in cassazione, in assenza di vizi logici o giuridici, l'interpretazione dei contratti di affitto d'azienda compiuta dai giudici di merito, i quali avevano riconosciuto la deducibilità delle quote di ammortamento. Ha confermato l'applicazione del principio di competenza: i costi per servizi non periodici sono deducibili nell'esercizio in cui le prestazioni sono ultimate, quindi quelli ultimati nel 1999 erano deducibili nel 1999, mentre quelli ultimati nel 2000 non lo erano nel 1999. Ha inoltre ritenuto tempestivo l'accertamento, applicando la proroga biennale prevista dalla legge sul condono anche ai contribuenti che non potevano usufruire del condono per effetto di un precedente processo verbale di constatazione. Le ulteriori censure sono state dichiarate inammissibili o infondate. Le spese di giudizio sono state compensate per reciproca soccombenza.
Norme richiamate
D.P.R. n. 917 del 1986, art. 109, commi 2 e 3 (già art. 75 TUIR)
I ricavi, le spese e gli altri componenti positivi e negativi concorrono a formare il reddito nell'esercizio di competenza; le spese di acquisizione dei servizi si considerano sostenute alla data in cui le prestazioni sono ultimate, salvo i corrispettivi periodici.
Per i servizi non periodici, il costo è deducibile nell'esercizio in cui la prestazione viene completata, indipendentemente dalla data di fatturazione o di contabilizzazione.
Codice civile, artt. 2561 e 2562
In materia di affitto d'azienda, l'affittuario è normalmente tenuto a conservare l'efficienza dell'organizzazione e degli impianti. L'eventuale deroga deve risultare dai contratti e la sua esistenza costituisce una questione di fatto, valutabile dal giudice di merito.
D.P.R. n. 42 del 1988, art. 14
La disciplina delle quote di ammortamento nei rapporti di locazione o affitto può variare in presenza di una specifica deroga contrattuale agli obblighi ordinari di conservazione dei beni.
D.P.R. n. 600 del 1973, art. 43
Stabilisce i termini ordinari entro i quali l'Amministrazione finanziaria può notificare gli avvisi di accertamento.
Legge n. 289 del 2002, art. 10
La proroga di due anni dei termini per l'accertamento opera nei confronti dei contribuenti che non si avvalgono delle disposizioni di condono previste dagli artt. 7, 8 e 9.
La proroga biennale si applica sia a chi sceglie di non aderire al condono sia a chi non può aderirvi per una causa prevista dalla legge, come la precedente notifica di un processo verbale di constatazione con esito positivo.
Codice di procedura civile, art. 360, comma 1, nn. 3, 4 e 5
I motivi di ricorso per cassazione devono essere formulati con chiarezza e corretta qualificazione del vizio denunciato: violazione di legge, error in procedendo o vizio di motivazione. La sovrapposizione ambigua di censure può comportare l'inammissibilità.
D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 36
La sentenza tributaria deve contenere gli elementi essenziali di motivazione e decisione. È sufficiente una motivazione effettiva, anche per relationem, purché consenta di comprendere il percorso logico seguito dal giudice.
Legge n. 212 del 2000, art. 10, comma 3; D.Lgs. n. 472 del 1997, art. 6; D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 8
Le questioni relative alla disapplicazione delle sanzioni per obiettive condizioni di incertezza normativa devono essere dedotte in modo chiaro e specifico; una censura generica o ambigua è inammissibile.
Massime di principio
- La Corte di cassazione non può sostituire la propria valutazione a quella del giudice di merito nell'interpretazione dei contratti o nella ricostruzione dei fatti, salvo violazione dei criteri legali di interpretazione, motivazione apparente o contraddittoria.
- Per i costi relativi a servizi non periodici rileva il momento di ultimazione della prestazione: il costo va imputato all'esercizio di competenza e non semplicemente a quello di fatturazione o pagamento.
- Una proroga dei termini di accertamento prevista dalla legge sul condono può applicarsi anche al contribuente che non poteva aderire al condono, se la norma non distingue tra mancata adesione volontaria e impossibilità di adesione.
- Nel ricorso per cassazione ogni censura deve essere formulata con precisione, indicando il vizio corretto e spiegando specificamente perché la sentenza sarebbe illegittima; motivi ambigui o promiscui rischiano di essere dichiarati inammissibili.
- La motivazione per relationem è valida quando richiama consapevolmente una decisione precedente e consente di ricostruire le ragioni della pronuncia.
- La richiesta di disapplicazione delle sanzioni per incertezza normativa deve essere specifica e coerente; se formulata solo in via subordinata e in modo poco chiaro, può essere dichiarata inammissibile o ritenuta assorbita.
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