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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10043/2026 del 16/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente deduceva violazione di legge e vizio di motivazione nella determinazione della pena complessiva in applicazione del vincolo di continuazione fra due condanne per associazione di tipo mafioso (sentenza 1999 irrevocabile 2000 e sentenza 2021 irrevocabile 2023). In particolare il giudice dell'esecuzione aveva individuato come pena base quella irrogata con la sentenza del 2021 (anni 11 e mesi 8) e aveva poi aumentato la pena per il delitto giudicato con la sentenza del 1999 di anni 4 e mesi 2 senza alcuna motivazione. Questo aumento, oltre a non essere motivato, risultava quasi pari alla pena autonomamente inflitta nel 1999 (anni 6) e superiore alla pena minima edittale vigente al 1992 per i meri partecipi ex art. 416 bis, con il concreto rischio di un cumulo materiale surrettizio di pene.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha rilevato l'omessa motivazione dell'aumento di pena per i reati satellite e la necessità di osservare il principio consolidato dalle Sezioni Unite (sent. n. 47127/2021) secondo cui il giudice deve calcolare e motivare l'aumento per i reati satellite, con un grado motivazionale proporzionato all'entità dell'aumento per evitare un cumulo surrettizio. Di conseguenza la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata nella parte relativa alla determinazione dell'aumento di pena per il reato associativo giudicato con la sentenza del 10 febbraio 1999 e ha rinviato alla Corte di appello di Reggio Calabria per un nuovo giudizio.

Norme richiamate

  • art. 416 bis cod. pen.

    pena minima edittale all'epoca pari ad anni quattro di reclusione per i meri partecipi

    La Corte osserva che l'aumento per continuazione superava la pena minima edittale vigente alla cessazione della partecipazione (1992), fatto che richiede adeguata motivazione per evitare che l'aumento realizzi di fatto un cumulo materiale di pene

  • sentenza Sezioni Unite n. 47127 del 24/06/2021 (Pizzone)

    Secondo le Sezioni Unite, in tema di reato continuato il giudice deve individuare il reato più grave, fissare la pena base e calcolare e motivare gli aumenti per i reati satellite; l'onere motivazionale è correlato all'entità dell'aumento e serve a escludere un surrettizio cumulo di pene

Massime di principio

  • Quando viene riconosciuta la continuazione tra più reati il giudice deve individuare la pena base (quella per il reato più grave) e poi calcolare e motivare, separatamente, l'aumento per ciascun reato satellite.
  • La motivazione dell'aumento è tanto più stringente quanto maggiore è l'incremento: aumenti vicini o superiori alle pene autonome o ai minimi edittali richiedono spiegazioni puntuali per escludere un cumulo materiale.
  • Se l'aumento supera la pena minima edittale vigente al tempo del fatto, il giudice deve tenere conto della disciplina temporale della pena edittale e motivare in relazione alla tutela contro cumuli surrettizi di sanzioni.
  • La mancata motivazione dell'aumento per la continuazione legittima l'annullamento della determinazione della pena e il rinvio per un nuovo esame da parte del giudice di merito.
  • In sede esecutiva e di rinvio il giudice è vincolato ai principi di recente giurisprudenza di legittimità (es. Sezioni Unite Pizzone) e non può elidere l'analisi motivazionale richiesta per gli aumenti di pena.

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