Risoluzione n. 103 del 21/04/2009
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa risoluzione afferma che i corrispettivi per il servizio informagiovani/lavoro reso da una cooperativa sociale per un comune non possono beneficiare né dell’aliquota IVA del 4% prevista dal n. 41-bis della Tabella A, parte II, del DPR 633/1972, né dell’esenzione di cui all’art. 10, n. 20, dello stesso decreto, poiché il servizio è informativo/consulenziale e non è prestato nei confronti delle categorie di destinatari richieste dalla norma.
IVA sul servizio informagiovani/lavoro: esclusa aliquota ridotta ed esenzione
Trattamento IVA del servizio informagiovani/lavoro
La risoluzione riguarda l’istanza di interpello presentata da una cooperativa sociale che svolge per conto di un comune il servizio "informagiovani/lavoro". L’Agenzia delle Entrate esamina se i corrispettivi percepiti per tale attività possano beneficiare dell’aliquota IVA ridotta del 4% oppure dell’esenzione IVA.
Quesito posto dal contribuente
La società istante chiede se il servizio possa essere inquadrato:
- nel n. 41-bis), parte seconda della Tabella A allegata al DPR 26 ottobre 1972, n. 633, con applicazione dell’aliquota IVA del 4%;
- in alternativa, nell’art. 10, n. 20), del medesimo DPR, con conseguente esenzione dall’IVA.
Il servizio viene descritto come rivolto a utenti generici di ogni età, tra i quali anche minori e soggetti svantaggiati.
Posizione del contribuente
La cooperativa sociale ritiene che:
- in quanto cooperativa sociale, i corrispettivi per la gestione del servizio possano fruire dell’aliquota del 4% ex n. 41-bis);
- il servizio possa anche essere considerato una prestazione di carattere educativo, quindi esente ai sensi dell’art. 10, n. 20).
Valutazione dell’Agenzia delle Entrate
L’Agenzia qualifica il servizio informagiovani/lavoro come un servizio di accoglienza e informazione, consistente nella:
- raccolta di informazioni;
- consultazione di materiali relativi alla ricerca di lavoro;
- attività di consulenza e orientamento.
Requisiti del n. 41-bis e loro insussistenza
Il n. 41-bis), parte seconda della Tabella A, prevede l’aliquota IVA del 4% per prestazioni rese da cooperative e loro consorzi, anche in esecuzione di appalti o convenzioni, purché siano rispettate congiuntamente due condizioni:
- le prestazioni siano effettuate in favore di anziani e inabili adulti, tossicodipendenti e malati di AIDS, handicappati psicofisici, minori, anche coinvolti in situazioni di disadattamento e devianza;
- le prestazioni siano socio-assistenziali, educative, di assistenza domiciliare ambulatoriale o in comunità e simili, ovunque rese.
Secondo l’Agenzia, tali condizioni non risultano soddisfatte nel caso concreto, perché:
- il servizio è reso nei confronti di utenti di ogni età, e non esclusivamente dei destinatari indicati dalla norma;
- le prestazioni hanno natura essenzialmente informativa, di consulenza e orientamento, e non rientrano tra quelle espressamente elencate dal n. 41-bis), incluse quelle educative.
Esclusione dell’esenzione ex art. 10, n. 20)
L’Agenzia esclude anche l’applicabilità dell’esenzione prevista dall’art. 10, n. 20), del DPR n. 633/1972, che riguarda le prestazioni educative dell’infanzia e della gioventù e quelle didattiche di ogni genere, anche per formazione, aggiornamento, riqualificazione e riconversione professionale, rese da istituti o scuole riconosciuti da pubbliche amministrazioni e da ONLUS.
Le caratteristiche del servizio informagiovani/lavoro non consentono di ricondurlo a tali prestazioni educative o didattiche.
Conclusione
La risoluzione conclude che il corrispettivo relativo al servizio informagiovani/lavoro:
- non può beneficiare dell’aliquota IVA ridotta del 4% di cui al n. 41-bis), parte seconda della Tabella A allegata al DPR n. 633/1972;
- non può beneficiare neppure dell’esenzione IVA di cui all’art. 10, n. 20), del medesimo decreto.
Le Direzioni Regionali sono incaricate di vigilare affinché le istruzioni e i principi espressi nella risoluzione siano osservati dagli uffici.
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