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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43952/2023 del 31/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame di Trapani che aveva confermato il decreto di sequestro preventivo della somma di euro 7.695,00 emesso dal G.I.P. e convalidato dopo provvedimento urgente del Pubblico Ministero. Il ricorrente deduceva violazione dell'art. 321, comma 3‑bis c.p.p., censurando l'assenza del carattere d'urgenza che avrebbe giustificato il sequestro d'urgenza eseguito il giorno successivo all'arresto in flagranza e sostenendo che il PM avrebbe dovuto chiedere il sequestro preventivo ordinario.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha rilevato che, in tema di misure cautelari reali, non sono impugnabili né il decreto di sequestro disposto d'urgenza dal Pubblico Ministero né l'ordinanza di convalida resa ai sensi dell'art. 321, comma 3‑bis c.p.p.; l'impugnazione avrebbe dovuto rivolgersi al provvedimento che effettivamente dispone il vincolo reale (il decreto di sequestro giudiziale/ordinanza che istituisce il vincolo). Per l'inammissibilità il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 321, comma 3‑bis, cod. proc. pen.

    La convalida del sequestro d'urgenza da parte del giudice, prevista da questa norma, non è impugnabile in sede di legittimità; il decreto del PM ha carattere provvisorio e può essere sostituito dal successivo provvedimento giudiziale che istituisce il vincolo

  • art. 240‑bis cod. pen.

    Richiamato come presupposto per la confisca obbligatoria collegata al sequestro: il denaro è stato ritenuto "cosa pertinente al reato" e idoneo agli effetti di confisca

  • artt. 73 e 80 d.P.R. 309/90

    Norme del testo unico sulle sostanze stupefacenti che individuano il reato e l'eventuale confisca obbligatoria per i reati di droga, contestati all'indagato

  • art. 85‑bis d.P.R. 309/90

    Richiamato in relazione alla natura del sequestro funzionale alla confisca obbligatoria prevista per i reati in materia di stupefacenti

  • art. 322‑bis cod. proc. pen.

    Riferimento negativo: il decreto del PM non è elencato tra i provvedimenti impugnabili previsti da questa norma, rafforzando la tesi della non impugnabilità del provvedimento d'urgenza

  • Corte costituzionale, sentenza 13 giugno 2000, n. 186

    Richiamata in relazione all'onere di condanna per spese e, in presenza di colpa nella proposizione del ricorso, alla possibilità di irrogare un contributo alla Cassa delle ammende

Massime di principio

  • Il decreto di sequestro d'urgenza adottato dal Pubblico Ministero e la successiva ordinanza di convalida ai sensi dell'art. 321, comma 3‑bis c.p.p. non sono impugnabili in Cassazione: l'impugnazione deve mirare al provvedimento che crea il vincolo reale definitivo
  • Quando il sequestro è strumentale alla confisca obbligatoria (es. reati di stupefacenti), il giudice valuta i presupposti di cui alle norme penali richiamate e può confermare il vincolo se sussistono tali presupposti
  • La natura provvisoria del decreto del PM giustifica una limitazione dell'impugnabilità: esso può decadere in assenza di convalida o essere sostituito dal decreto giudiziale che costituisce il titolo del vincolo
  • Un ricorso manifestamente inammissibile può comportare la condanna alle spese e, se ravvisata colpa nella proposizione, l'obbligo di versare una somma alla Cassa delle ammende
  • In situazioni analoghe il difensore dovrebbe impugnare il provvedimento giudiziale che dispone il vincolo reale (decreto di sequestro giudiziale o ordinanza che istituisce il vincolo), anziché il decreto d'urgenza del PM o la sua convalida

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