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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10666/2022 del 24/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La Procura ha impugnato la sentenza del Giudice di Pace di Lecce che aveva dichiarato "non doversi procedere" nei confronti di Roberto Greco ai sensi dell'art. 34 d.lgs. n. 274/2000 e aveva assolto Rita e Francesca Greco perché il fatto non sussiste. Il ricorso denunciava: (a) motivazione apodittica e non suffragata su valutazione dell'elemento soggettivo relativa a Roberto; (b) errata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, poiché tale istituto può operare solo se la persona offesa non si oppone, mentre nella specie la parte civile si era costituita e aveva chiesto la condanna e il risarcimento.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Pubblico Ministero. Ha ritenuto che, ai sensi dell'art. 34, comma 3, d.lgs. 274/2000 e alla luce della giurisprudenza delle Sezioni Unite (sent. n. 43264/2015), la costituzione di parte civile con richiesta di risarcimento equivale a opposizione all'operatività della causa di non punibilità per particolare tenuità. Pertanto mancavano i presupposti per applicare l'art. 34 a favore di Roberto Greco. La sentenza impugnata è stata annullata limitatamente alla posizione di Roberto Greco e rinviata per nuovo giudizio al Giudice di pace di Lecce (ad altro giudice dello stesso ufficio). Le posizioni di Rita e Francesca, assolvete perché il fatto non sussiste, non sono state toccate.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 274/2000 (art. 34)

    La particolare tenuità del fatto può essere dichiarata con sentenza solo se la persona offesa non si oppone; la costituzione di parte civile con richiesta di risarcimento equivale a opposizione e dunque impedisce l'applicazione dell'istituto.

  • cod. proc. pen. (art. 606)

    Il Pubblico Ministero può proporre ricorso per cassazione anche contro sentenze inappellabili del giudice di pace, per motivi tra cui la contraddittorietà o manifesta illogicità della motivazione.

  • cod. proc. pen. (art. 623)

    In mancanza di norma specifica sul giudice di rinvio, il giudice di rinvio è il giudice equiordinato a quello che ha emesso la sentenza; per le sentenze del giudice di pace ciò comporta il rinvio ad altro giudice di pace dello stesso ufficio.

  • giurisprudenza (Sez. Un., sent. n. 43264/2015, Steger)

    sent. n. 43264 del 16/07/2015

    Le Sezioni Unite hanno chiarito che la volontà di opposizione della persona offesa è implicita quando questa, costituitasi parte civile, formula in udienza richiesta di risarcimento; ciò impedisce l'operatività dell'art. 34 d.lgs. 274/2000 nella fase successiva all'azione penale.

Massime di principio

  • Il pubblico ministero può impugnare in Cassazione anche le sentenze inappellabili del giudice di pace, compresi i proscioglimenti, per vizi della motivazione (es. contraddittorietà o manifesta illogicità).
  • La causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 34 d.lgs. 274/2000) richiede, per operare dopo l'esercizio dell'azione penale, che la persona offesa non si sia opposta; la costituzione di parte civile con richiesta di risarcimento costituisce opposizione.
  • Se la parte civile si è costituita e ha chiesto il risarcimento, il giudice non può applicare l'art. 34 nella fase decisoria successiva all'azione penale e dovrà valutare nuovamente fatti e responsabilità in sede di riproposizione del giudizio.
  • In caso di annullamento con rinvio di una sentenza inappellabile del giudice di pace, il giudice di rinvio deve essere un altro giudice di pace dello stesso ufficio (giudice equiordinato).
  • La valutazione dell'elemento soggettivo (dolo/colpa) non può essere basata su semplici affermazioni apodittiche: se censurata, la motivazione deve essere riformulata nel nuovo giudizio.

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