Sentenza n. 15694/2026 - Roma, Sezione 3
per l'annullamento - della Delibera del Consiglio di Presidenza della Giustizia amministrativa assunta nella seduta di plenum del 21 maggio 2021, del relativo verbale e di tutti gli atti connessi, presupposti e conseguenti, ivi compreso il verbale della seduta del CPGA dell'11 giugno 2021; - nonché, per quanto di ragione, delle Delibere del Consiglio di Presidenza della Giustizia amministrativa assunte nelle sedute di plenum dell'11 giugno 2021 e del 25 giugno 2021 e di tutti gli atti connessi, presupposti e conseguenti.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: delibera del Consiglio di Presidenza della Giustizia amministrativa del 21 maggio 2021, approvata l’11 giugno 2021, recante criteri interpretativi sulla decorrenza giuridica rilevante per la nomina a presidente di sezione del Consiglio di Stato, nonché le delibere dell’11 e 25 giugno 2021 e gli atti connessi
Esito
Favorevole al resistente (organi amministrativi)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il consigliere di Stato aveva chiesto l’annullamento della delibera con cui il Consiglio di Presidenza aveva interpretato l’art. 19, comma 1, n. 3, terzo periodo, della legge n. 186/1982, disponendo la sterilizzazione della decorrenza giuridica riconosciuta ai consiglieri di Stato nominati per concorso ai fini della nomina a presidente di sezione. Dal testo non risultano ulteriori motivi di censura specificamente esposti.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. La delibera impugnata era già stata annullata dal Consiglio di Stato, Sezione VII, con le sentenze nn. 3624 e 3625 del 7 aprile 2023; trattandosi di un atto a contenuto generale, l’annullamento ne aveva comportato la rimozione dall’ordinamento, realizzando l’utilità perseguita dal ricorrente. Non residuava quindi un’utilità concreta e attuale, neppure strumentale, ottenibile con la decisione del presente giudizio. Il ricorrente aveva inoltre dichiarato il 4 giugno 2026 il sopravvenuto difetto di interesse e non si era opposto all’improcedibilità. Spese integralmente compensate.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Ritenuto, pertanto, che il ricorso debba essere dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), del Codice del processo amministrativo;
Il ricorso è improcedibile quando, dopo la sua proposizione, viene meno l’interesse concreto e attuale alla decisione, anche nella sua eventuale utilità strumentale.
art. 19, comma 1, n. 3, terzo periodo, l. 27 aprile 1982, n. 186
Premesso che, con il ricorso introduttivo, il ricorrente ha impugnato la delibera del Consiglio di Presidenza della Giustizia amministrativa, assunta nella seduta plenaria del 21 maggio 2021 e approvata nella seduta dell’11 giugno 2021, recante determinazioni interpretative in merito all’art. 19, comma 1, n. 3, terzo periodo, della legge 27 aprile 1982, n. 186, nella parte in cui disponeva la sterilizzazione, ai fini della nomina a presidente di sezione del Consiglio di Stato, della decorrenza giuridica riconosciuta ai consiglieri di Stato nominati per concorso, nonché gli atti connessi, presupposti e conseguenti;
La disposizione è richiamata per identificare l’oggetto interpretativo della delibera impugnata; la sentenza non ne stabilisce autonomamente il significato, poiché definisce il ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.
Massime di principio
- L’annullamento giurisdizionale di un atto a contenuto generale, che ne determina la rimozione dall’ordinamento, fa venir meno l’interesse a un distinto giudizio avente a oggetto il medesimo atto quando l’utilità perseguita dal ricorrente sia già stata integralmente realizzata e non residui alcuna utilità concreta e attuale, neppure strumentale.
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