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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15851/2023 del 14/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha confermato il decreto di sequestro probatorio di PC, telefoni, pen drive e altri supporti informatici adottato dal PM nell'ambito di indagini per corruzione. Il ricorrente censura violazione di legge e vizio di motivazione sostenendo che il sequestro fosse meramente esplorativo, basato su elementi vaghi non specifici rispetto alla sua posizione, e in violazione del principio di proporzionalità. Inoltre deduce che, contrariamente a quanto previsto dal decreto (sequestro necessario solo per consentire la copia forense), il materiale risultava ancora sotto sequestro oltre il tempo necessario.

La decisione

Rigetto del ricorso. La Corte ha ritenuto che il Tribunale del riesame abbia motivato adeguatamente la sussistenza del fumus commissi delicti in relazione all'accusa di corruzione, rilevando elementi concreti quali conversazioni intercettate. Ha inoltre confermato che il sequestro esteso dei dispositivi informatici dell'indagato è giustificato dalla necessità di ulteriori accertamenti finalizzati a verificare rapporti illeciti con terzi e l'esistenza di un sodalizio. La misura non è stata ritenuta manifestamente sproporzionata: la giurisprudenza consente l'acquisizione ampia di supporti informatici purché non abbia valenza meramente esplorativa e sia adeguatamente motivata rispetto al tipo di reato, al ruolo dell'indagato e all'impossibilità di individuare ex ante l'oggetto del sequestro. Sulla durata del sequestro oltre il tempo indicato per la copia forense la Corte osserva che si tratta di questione di fatto estranea al sindacato del riesame qui compiuto e, in ogni caso, non ricade nel sindacato di legittimità della Corte medesima. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 275 cod. proc. pen.

    Il principio di proporzionalità applicato alle misure cautelari reali richiede valutazione preventiva e modulazione della misura in modo da non limitare più di quanto necessario i diritti fondamentali; la norma è richiamata per giustificare il controllo sulla proporzionalità del sequestro probatorio

  • Fonti del diritto dell'Unione (richiamate: art. 5 TUE, art. 49 e art. 52 Carta dei diritti fondamentali)

    art. 5, par. 3 e 4 TUE; art. 49, par. 3; art. 52, par. 1 Carta dei diritti fondamentali

    Richiamate per sostenere che il principio di proporzionalità trova fondamento anche nel diritto sovranazionale e funziona da parametro per verificare la giustizia della soluzione concreta

  • Convenzione europea dei diritti dell'uomo (Corte EDU)

    La giurisprudenza Europea è evocata per rafforzare il rilievo del principio di proporzionalità e della tutela dei diritti individuali nelle misure cautelari

  • Corte Costituzionale, sent. n. 85 del 2013

    Richiamata quale principio orientativo sulla necessità di conformare le misure cautelari al rispetto dei diritti fondamentali e di evitare inutili sacrifici di diritti

Massime di principio

  • Il sequestro probatorio di supporti informatici può essere esteso a intere categorie di dispositivi se necessario, ma non deve avere carattere meramente esplorativo: il pubblico ministero deve motivare l'impossibilità di usare strumenti meno invasivi e le ragioni dell'acquisizione ampia
  • La valutazione della proporzionalità richiede considerazione del tipo di reato, del ruolo attribuito all'indagato e della difficoltà di individuare ex ante i dati rilevanti; il vincolo deve essere modulato per ridurre il sacrificio dei diritti non strettamente funzionale alla finalità probatoria
  • La presenza di elementi indiziari concreti (ad es. intercettazioni significative) giustifica il fumus commissi delicti e può sostenere il mantenimento del sequestro in vista di ulteriori approfondimenti forensi
  • Le contestazioni sulla durata effettiva del sequestro e sul permanere dei vincoli oltre il tempo necessario per la copia forense sono questioni di fatto che possono richiedere specifici rimedi o verifiche, ma il sindacato del riesame in sede cautelare è limitato alla verifica dei presupposti giuridici del vincolo
  • In situazioni analoghe è consigliabile documentare e chiedere con precisione le modalità tecniche (e.g. imaging forense), i tempi stimati per la copia e la restituzione, e proporre misure meno invasive o modalità di accesso che tutelino l'uso professionale degli strumenti quando possibile

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