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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 6250/2022 del 22/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

De Turris impugnava la sentenza della Corte d'assise d'appello che lo aveva ritenuto responsabile, in concorso con Ciro Guarente, dell'omicidio premeditato di Vincenzo Ruggiero e di reati connessi (detenzione, porto e cessione della pistola Beretta calibro 7.65 e porto/detenzione di altra pistola calibro 22). Il ricorso per cassazione articolava quattro motivi principali: 1) vizio di motivazione e insufficienza della prova circa la consapevolezza dell'intento omicida, sostenendo che la cessione dell'arma fosse avvenuta per difesa personale e non per commettere un omicidio; 2) erronea valutazione e interpretazione delle intercettazioni e delle dichiarazioni dei familiari di Guarente, denunciate come inattendibili o selezionate parzialmente; 3) mancato accoglimento del principio del dubbio ragionevole, che avrebbe dovuto portare ad una assoluzione almeno con formula dubitativa; 4) errata ricostruzione giuridica della condotta, che a parere della difesa integrerebbe al massimo il reato di favoreggiamento personale e non il concorso nell'omicidio, dato che l'aiuto materiale sarebbe avvenuto prima per motivi di difesa e gli ulteriori atti sarebbero stati successivi.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto la motivazione della Corte d'appello ampia e coerente, idonea a dimostrare oltre ogni ragionevole dubbio la consapevolezza di De Turris circa l'intenzione omicida di Guarente e il suo apporto materiale e volitivo tramite il procacciamento di un'arma efficiente e l'aiuto nel dopo-fatto. La Corte ha escluso che si trattasse di favoreggiamento personale e ha confermato la qualificazione del fatto come concorso in omicidio premeditato. Per effetto della declaratoria di inammissibilità, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali, al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende e alla rifusione delle spese di difesa delle parti civili (liquidate, tra le altre, in euro 4.500,00 per Christian e Federica Ruggiero), con indicazioni per la liquidazione delle spese a carico dello Stato per chi ammesso al gratuito patrocinio.

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen.

    Richiamato come principio della responsabilità per concorso di persone nel reato: la corte ha ritenuto applicabile per De Turris in ragione dell'apporto materiale e della condivisione dell'intento omicida

  • art. 575 cod. pen.

    Norma che definisce il delitto di omicidio; utilizzata per inquadrare il reato principale di cui De Turris è stato ritenuto concorrente

  • art. 577, primo comma, n. 3) cod. pen.

    Riguarda le circostanze aggravanti, in particolare la premeditazione; la Corte ha ritenuto l'aggravante estensibile anche al concorrente tenuto conto della consapevolezza e della partecipazione alla fase di procacciamento dell'arma

  • art. 378 cod. pen.

    Norma sul favoreggiamento personale; la Corte ha escluso questa qualificazione ritenendo che la condotta di De Turris non fosse meramente successiva né estranea al reato presupposto, ma idonea a rafforzare la volontà delittuosa e a concorrere materialmente nel delitto

  • artt. 192 e ss. cod. proc. pen.

    Riferiti dalla difesa in tema di valutazione delle prove intercettate; la Corte ha osservato che l'apprezzamento delle intercettazioni è questione di fatto rimessa al giudice di merito

  • art. 530, comma 2, cod. proc. pen.

    Riferita dalla difesa con riguardo alla valutazione della prova e alla obbligatorietà dell'assoluzione in caso di insufficienza probatoria; la Corte ha ritenuto che la prova nel suo insieme superasse il dubbio ragionevole

  • art. 533, comma 1, cod. proc. pen.

    Richiama il criterio della condanna solo quando la responsabilità sia provata oltre ogni ragionevole dubbio; la Corte ha ritenuto tale soglia raggiunta dalle risultanze processuali

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che consente la condanna alle spese e l'irrogazione di somme alla Cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso; applicata per condannare il ricorrente al pagamento di 3.000 euro

  • artt. 82 e 83 d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

    Norme sul gratuito patrocinio in favore delle parti civili; richiamate per la liquidazione delle spese delle parti ammesse al patrocinio a spese dello Stato

Massime di principio

  • La cessione o il procacciamento di un'arma può integrare concorso in omicidio quando emerga la consapevolezza, anche indiziaria e provata mediante elementi convergenti, dell'intenzione omicida del destinatario; non è necessaria una confessione diretta dell'imputato se il quadro probatorio mostra la rappresentazione e il rafforzamento della volontà delittuosa
  • Le intercettazioni e le dichiarazioni spontanee di terzi sono valutate dal giudice di merito: la Cassazione esercita un sindacato limitato alla manifesta illogicità o alla insufficienza motivazionale, non riesaminando i fatti nel merito
  • Il criterio dell'«oltre ogni ragionevole dubbio» non impone che la Corte suprema scelga tra ricostruzioni alternative plausibili quando il giudice di merito abbia motivatamente escluso l'ipotesi difensiva; la valutazione sulla prevalenza probatoria resta in gran parte riservata ai giudici di merito
  • La qualificazione tra concorso e favoreggiamento dipende dal momento e dalla natura dell'apporto: un intervento che materialmente agevola la realizzazione del reato e contribuisce a rafforzare la determinazione dell'autore integra concorso, mentre l'aiuto esclusivamente successivo e finalizzato a eludere le investigazioni può costituire favoreggiamento
  • Lamentare una valutazione selettiva delle prove senza dimostrare manifesta irragionevolezza della motivazione processuale raramente porta alla cassazione: è necessario indicare profili specifici di illogicità o contraddittorietà nella valutazione adottata dal giudice di merito

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