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Sentenza

Sentenza n. 773/2026 - Cagliari, Sezione 2

per l’accertamento del silenzio inadempimento in ordine alla diffida del 28.1.2025, relativa all’ampliamento asseritamente abusivo di un appartamento, al piano terra di proprietà della sig.ra -OMISSIS-, sito all'interno di un fabbricato nel sentiero -OMISSIS- (già Via -OMISSIS-) in località -OMISSIS-; nonché a seguito dell’istanza del 20.2.2025, con cui è stata reiterata la richiesta in ordine all’ampliamento asseritamente abusivo di un appartamento, al piano terra di proprietà della sig.ra -OMISSIS-, sito all’interno di un fabbricato nel sentiero -OMISSIS- (già Via -OMISSIS-) in località -OMISSIS-(SS); nonché a seguito dell’ulteriore reiterazione dell’istanza del 6.3.2025, in riferimento all’ampliamento asseritamente abusivo di un appartamento, al piano terra di proprietà della sig.ra -OMISSIS-, sito all'interno di un fabbricato nel sentiero -OMISSIS- (già Via -OMISSIS-) in località -OMISSIS-(SS).

Giustizia amministrativa202501213

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sardegna - Cagliari, Sez. IISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio asseritamente inadempiente del Comune sulle istanze volte all'accertamento e al ripristino di un ampliamento edilizio ritenuto abusivo

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ricorrente ha denunciato al Comune, a partire dal 2021, un asserito abuso edilizio consistente nell'ampliamento di un locale realizzato nello spazio sottostante la passerella di accesso alla propria unità immobiliare. Dopo ulteriori solleciti, ha presentato una diffida il 28 gennaio 2025 e ha reiterato la richiesta il 20 febbraio e il 6 marzo 2025, chiedendo l'adozione dei provvedimenti necessari al ripristino dello stato dei luoghi. Ha dedotto la violazione dei principi di buon andamento e imparzialità dell'azione amministrativa e degli artt. 3 e 97 Cost., sostenendo che il Comune non avesse adottato alcun provvedimento espresso. Il Comune ha eccepito l'inammissibilità del ricorso, rilevando di avere sempre riscontrato le istanze, nonché la carenza di interesse della ricorrente e l'intento di ottenere una risposta conforme alle proprie richieste. La controinteressata ha eccepito, tra l'altro, il difetto di procura speciale, la carenza di interesse e l'insussistenza di un obbligo di provvedere.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso nel merito, ritenendo di poter prescindere dalle eccezioni processuali. Dalle note comunali del 25 febbraio e del 14 marzo 2025 emergeva una risposta espressa, conclusiva e non meramente interlocutoria. Il Comune aveva ritenuto la situazione dei luoghi conforme al titolo edilizio del 2015, il cui progetto prevedeva la demolizione della scala interna e la chiusura del sottoscala, e aveva precisato che gli ulteriori elementi contestati risultavano assentiti o comunque non necessitavano di titolo secondo la disciplina richiamata nelle note. Aveva inoltre distinto i profili edilizi da quelli relativi alla titolarità dell'area sottostante la passerella, qualificati come questioni petitorie e di vicinato rimesse al giudice ordinario. Secondo il TAR, l'adozione di un provvedimento espresso in risposta all'istanza interrompe l'inerzia amministrativa anche quando la risposta sia negativa e non soddisfi l'interesse pretensivo del privato. Non era quindi configurabile il silenzio-inadempimento. Le spese sono state compensate per la peculiarità della vicenda.

Norme richiamate

  • artt. 3 e 97 Cost.

    Sono stati invocati dalla ricorrente a sostegno della dedotta violazione dei principi di buon andamento e imparzialità dell'azione amministrativa; il TAR ha respinto la censura poiché il Comune aveva concluso il procedimento con risposte espresse.

  • SCIA a zero giorni

    Il Comune ha rilevato che la demolizione della scala interna avrebbe richiesto semplicemente una SCIA a zero giorni; il riferimento è utilizzato per escludere la necessità di un diverso intervento repressivo comunale.

  • articolo 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato nel dispositivo ai fini dell'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi delle persone fisiche.

  • art. 10 Regolamento UE 2016/679

    Richiamato nel dispositivo, unitamente alla disciplina nazionale, ai fini della tutela dei diritti e della dignità delle persone menzionate nella sentenza.

Massime di principio

  • Nel giudizio avverso il silenzio-inadempimento, l'adozione di un provvedimento espresso in risposta all'istanza del privato esclude la configurabilità dell'inerzia, anche quando il provvedimento sia negativo e non satisfattivo dell'interesse pretensivo dedotto.
  • Una risposta amministrativa è idonea a interrompere l'inerzia quando presenta un contenuto conclusivo e non meramente interlocutorio, esprimendo la posizione definitiva dell'amministrazione sulla richiesta formulata.
  • Il giudizio sul silenzio non può essere utilizzato per ottenere dall'amministrazione una decisione necessariamente conforme alle richieste del privato: una volta intervenuta una determinazione espressa, l'eventuale illegittimità del suo contenuto deve essere contestata mediante l'impugnazione dell'atto, non attraverso l'azione contro il silenzio.
  • Le controversie sulla titolarità dominicale o sui rapporti di vicinato relativi all'area interessata da un'opera edilizia attengono a profili petitori estranei alla competenza amministrativa e sono rimesse alla cognizione del giudice ordinario, ferma la distinta valutazione dei profili edilizi di competenza comunale.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniTermini del procedimento e silenzioDecisione e riti speciali
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneRiparto di giurisdizioneLegittimazione e interesse a ricorrere

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