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Cassazione Penale, Ordinanza n. 35500/2025 del 30/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Conseguentemente ha applicato le statuizioni previste dall'art. 616 c.p.p., condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Resta ferma la conferma della condanna pronunciata in appello per il reato contestato.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha impugnato la sentenza della Corte d'appello che aveva confermato la condanna per il delitto di detenzione di stupefacenti, deducendo sostanzialmente due profili: da un lato, l'insussistenza di un concorso nel reato e la propria estraneità alla condotta di trasporto/detenzione della droga, prospettando in alternativa una mera inconsapevolezza del trasporto o una connivenza non punibile; dall'altro, la censura al trattamento sanzionatorio, per il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche. La Corte di cassazione ha ritenuto i motivi reiterativi e privi di specifico confronto con la motivazione di appello, osservando che la sentenza impugnata aveva già indicato plurimi elementi fattuali, tra cui il rinvenimento in casa dell'imputato di un rilevante quantitativo di eroina, idonei a sostenere la condotta concorsuale. Quanto alle attenuanti generiche, il ricorso è stato considerato generico perché la Corte di merito aveva motivato il diniego valorizzando la cospicua quantità di eroina sequestrata e i precedenti pendenti per reati della stessa indole, in assenza di elementi di segno contrario.

Norme richiamate

  • art. 73, comma 1, d.P.R. n. 309 del 1990

    richiamato come base della condanna confermata in appello per il delitto in materia di stupefacenti

  • art. 40 c.p.

    evocato per distinguere la connivenza non punibile, che non comporta obbligo giuridico di impedire l'evento, dal concorso punibile

  • art. 110 c.p.

    richiamato per affermare che il concorso richiede un consapevole contributo alla condotta criminosa, anche in forme di agevolazione o rafforzamento del proposito del concorrente

  • art. 616 c.p.p.

    richiamato per le conseguenze dell'inammissibilità del ricorso, tra cui condanna alle spese e alla somma in favore della Cassa delle ammende

Massime di principio

  • Nel settore dei reati in materia di stupefacenti, la distinzione tra connivenza non punibile e concorso nel reato dipende dalla presenza di un contributo consapevole e positivo alla condotta criminosa: la mera passività non basta a integrare il concorso, mentre è sufficiente una collaborazione, anche indiretta, che agevoli il programma illecito o dia maggiore sicurezza all'autore principale.
  • Un motivo di ricorso per cassazione è inammissibile quando si limita a riproporre censure già esaminate e confutate dal giudice di merito senza confrontarsi in modo puntuale con la motivazione impugnata.
  • La richiesta di attenuanti generiche deve essere sorretta da specifiche ragioni di segno favorevole; il diniego è legittimo se il giudice valorizza elementi negativi come l'elevata quantità di sostanza stupefacente e i precedenti per reati della stessa indole, in assenza di fattori contrari.
  • La sola prospettazione alternativa dei fatti, se incompatibile con una motivazione logica e coerente della sentenza impugnata, non è sufficiente a superare la valutazione di responsabilità già compiuta nei gradi di merito.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioImpugnazioniElemento soggettivo
RamiStupefacentiProcesso penaleParte generale
IstitutiConcorso di persone

Testo integrale

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