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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12475/2022 del 04/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato la sentenza impugnata limitatamente alla mancata pronuncia sulla richiesta di sospensione condizionale della pena, disponendo il rinvio per nuovo giudizio sul punto ad altra sezione della Corte d'Appello di Napoli. Decisione emessa il 13/01/2022.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'Appello che lo aveva condannato per il reato di cui all'art. 648 c.p., lamentando violazione dell'art. 163 c.p. e difetto di motivazione per non essersi pronunciata sulla richiesta, espressamente formulata nella memoria di appello e nella istanza ex art. 599-bis c.p.p., di riconoscimento del beneficio della sospensione condizionale della pena. Nel procedimento era stato raggiunto un concordato sulla pena: la difesa aveva chiesto la sospensione "se concedibile"; il pubblico ministero aveva espresso il suo consenso alla pena così determinata senza opporsi alla richiesta di sospensione, devolvendo quindi la questione al giudice di merito. La Corte territoriale, invece, aveva ritenuto che il concordato comportasse rinuncia a tutti i motivi di appello eccetto quelli relativi a una rideterminazione sanzionatoria, omettendo di valutare la richiesta di sospensione.

Norme richiamate

  • art. 648 cod. pen.

    reato per cui il Vassallo era stato condannato

    indica il fatto-reato per il quale è intervenuta la condanna; utilizzata come riferimento di reato nel processo

  • art. 163 cod. pen.

    violazione dedotta dal ricorrente

    articolo richiamato a sostegno della censura per difetto di motivazione: la Corte ha ritenuto fondata la doglianza circa l'omissione di decisione su questione devoluta al giudice

  • art. 599-bis cod. proc. pen.

    istanza avanzata per la definizione del procedimento

    norma che disciplina la definizione del procedimento con accordo sulla pena in appello; richiamata perché nella relativa istanza era stata espressamente chiesta la sospensione condizionale

  • Giurisprudenza (Sez. 7, ordinanza n. 46053/08-10-2019, Rv. 277416)

    principio estensibile al concordato in appello sulla possibilità di concedere la sospensione anche quando la questione sia devoluta al giudice da entrambe le parti

    la Corte ricorda che la sospensione condizionale può essere concessa non solo quando è parte integrante dell'accordo, ma anche quando entrambe le parti devolvono esplicitamente la questione al potere discrezionale del giudice

Massime di principio

  • La richiesta di sospensione condizionale della pena, se espressamente formulata dalle parti e non espressamente rinunciata, deve essere valutata e motivata dal giudice: l'omissione è vizio che può portare all'annullamento limitato del provvedimento
  • Il consenso del pubblico ministero alla pena concordata senza opposizione alla richiesta di sospensione devolve la decisione al giudice di merito; il patteggiamento/concordato non determina automaticamente la rinuncia ad altri benefici non espressamente esclusi
  • Quando si negozia un concordato o patteggiamento è importante esplicitare se la sospensione condizionale (o altri benefici) siano compresi o rinunciati, per evitare incertezze giuridiche e rischi di annullamento parziale
  • La Corte di Cassazione può annullare la sentenza limitatamente alla questione omessa (senza travolgere l'intero dispositivo) e disporre il rinvio per nuovo giudizio sulla specifica materia
  • In situazioni analoghe, la parte che intende preservare la possibilità di ottenere benefici della pena deve porre la richiesta in modo chiaro e, se il beneficio dipende dai limiti di pena, segnalare il rapporto con la rideterminazione sanzionatoria proposta
  • Il giudice d'appello ha l'obbligo di pronunciarsi su questioni devolute da entrambe le parti al suo potere discrezionale; il silenzio decisionale su tali questioni costituisce vizio di motivazione

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