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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25604/2025 del 11/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di Torre Annunziata (20/02/2025) che aveva revocato l'ingiunzione a demolire n. 12/2024 R.E.S.A. relativa a opere di Contaldo Salvatore, ritenendola incompatibile con la sentenza del TAR Campania n. 4191/2024 che aveva annullato l'ordinanza di demolizione n. 159 del Comune di Pompei. Il ricorso lamentava violazione di legge e vizio di motivazione, evidenziando che l'ordinanza non spiegava le ragioni della revoca e che l'annullamento del TAR era dovuto a vizi procedurali (difetto di istruttoria e di motivazione) che non incidono necessariamente sull'ordine di demolizione emesso dal giudice penale.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso del Procuratore ritenendolo fondato. Ha constatato che il Tribunale, nella sua motivazione lacunosa, ha collegato direttamente la revoca dell'ingiunzione all'annullamento del TAR senza esaminare le ragioni dell'annullamento e la loro incidenza sull'ordine di demolizione penale. La Corte ha richiamato il consolidato orientamento secondo il quale l'ordine di demolizione può essere revocato solo se risulta assolutamente incompatibile con atti amministrativi o giurisdizionali che conferiscano altra destinazione o sanatoria, mentre la mera pendenza di procedure o un annullamento per vizi procedurali non sono di per sé idonei a determinare la revoca. Ha altresì evidenziato l'ostacolo alla regolarizzazione rappresentato dalla condanna per il reato di cui all'art. 95 DPR 380/2001 e i limiti alla sanatoria (doppia conformità e carenza di autorizzazione sismica). Per questi motivi la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di Torre Annunziata affinchè motivi adeguatamente e valuti l'effettiva incidenza dell'annullamento amministrativo sull'ordine di demolizione.

Norme richiamate

  • D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 (Testo Unico dell'edilizia) - art. 95

    Il reato previsto dall'art. 95 è richiamato come ostacolo alla concessione della sanatoria; la condanna deriva dall'illecito edilizio e rende più difficoltosa, se non impedisce, la regolarizzazione degli immobili oggetto dell'ordine di demolizione.

  • D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 - artt. 36 e 45

    Gli artt. 36 e 45 disciplinano il permesso di costruire in sanatoria e la necessità della cosiddetta doppia conformità (conformità alle norme vigenti al momento della realizzazione e a quelle vigenti all'atto della domanda). La sentenza richiama che la doppia conformità può essere esclusa, ad esempio, in presenza di opere realizzate senza preventiva autorizzazione sismica.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (principi su revoca/sospensione ordine di demolizione)

    Richiamato il consolidato principio secondo cui l'ordine di demolizione può essere revocato solo se assolutamente incompatibile con atti amministrativi o giurisdizionali che conferiscano diversa destinazione o sanatoria; può essere sospeso solo se è ragionevolmente prevedibile, su basi concrete e in tempi brevissimi, che un atto incompatibile venga adottato. La mera pendenza di procedimenti o la possibilità ipotetica futura non sono sufficienti.

Massime di principio

  • La revoca di un ordine di demolizione emesso dal giudice penale richiede una motivazione puntuale che dimostri una incompatibilità effettiva e non meramente ipotetica tra l'ordine e un atto amministrativo o giurisdizionale.
  • L'annullamento di un provvedimento amministrativo per vizi procedurali non necessariamente incide sull'esecuzione penale dell'ordine di demolizione; occorre valutare le ragioni dell'annullamento e la loro effettiva rilevanza rispetto all'ordine penale.
  • La semplice pendenza di un procedimento amministrativo o giurisdizionale non giustifica la revoca o la sospensione dell'ordine di demolizione, salvo che non vi siano elementi concreti che rendano prevedibile, in tempi brevissimi, un provvedimento incompatibile.
  • La presenza di una condanna per reati edilizi (es. art. 95 DPR 380/2001) rende più difficile ottenere una sanatoria e costituisce un elemento contrario alla revoca dell'ordine di demolizione.
  • Il giudice dell'esecuzione deve articolare una valutazione prognostica motivata, confrontando specificamente i profili dell'annullamento amministrativo con l'ordine penale, prima di disporre revoche o sospensioni.

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