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Ordinanza

Ordinanza n. 1593/2026 - Roma, Sezione 2

per l'annullamento, previa sospensione dell'efficacia, - del provvedimento n. 33/2025 a firma del direttore generale di AMA S.p.a. del 22 settembre 2025 , di aggiudicazione in favore del RTI Adapta S.p.a.-Grassi S.p.a., del lotto 1 relativo al “servizio di noleggio, lavaggio, manutenzione, fornitura e logistica di vestiario e DPI per il personale di AMA e dei cimiteri capitolini” (CIG: B4F3D3B87D), comunicato con nota prot. AMA n. 152268.U del 29 settembre 2025; - dei verbali nn. 7-8 relativi alle sedute della Commissione rispettivamente in data 29 aprile e 20 maggio 2025, della relazione di chiusura dei lavori della Commissione del 6 giugno 2025, prot. AMA n. 3043.I, della proposta di aggiudicazione del 9 settembre 2025 del RUP, prot. AMA n. 4351.I, tutti nella parte in cui è stata valutata la insussistenza delle cause di esclusione in capo al RTI concorrente, e nella parte in cui l’offerta di quest’ultima è stata ritenuta congrua e non anomala; - del parere del Servizio legale di AMA, ignoto e non reso noto, che la Commissione avrebbe preso a fondamento della ritenuta insussistenza del grave illecito professionale a carico di Adapta, di cui si fa menzione nel verbale n. 8; e per la condanna al risarcimento del danno nella forma della reintegrazione in forma specifica mediante aggiudicazione dell’appalto alla ricorrente, con conseguente subentro nel servizio per la durata contrattuale originariamente prevista, eventualmente previa rivalutazione del grave illecito professionale e/o dell’anomalia dell’offerta del RTI aggiudicatario; in ogni caso, con dichiarazione di inefficacia del contratto ove medio tempore stipulato.

Giustizia amministrativa202601834

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: aggiudicazione del lotto 1 del servizio di noleggio, lavaggio, manutenzione, fornitura e logistica di vestiario e DPI al RTI controinteressato

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (stazione appaltante)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato l'aggiudicazione del lotto 1 in favore del RTI composto da Adapta S.p.A. e Grassi S.p.A., nonché gli atti presupposti, contestando l'ammissione del raggruppamento e la valutazione della sua offerta. In particolare, ha dedotto l'insussistenza o l'erroneità della valutazione relativa al grave illecito professionale riferibile ad Adapta, censurando anche il parere del Servizio legale di AMA richiamato nel verbale della Commissione, sebbene non conosciuto. Ha inoltre contestato il giudizio di congruità e non anomalia dell'offerta del RTI aggiudicatario. La ricorrente ha chiesto, in via cautelare, la sospensione dell'efficacia dell'aggiudicazione e, nel merito, l'annullamento degli atti, il risarcimento mediante reintegrazione in forma specifica con aggiudicazione e subentro, nonché la dichiarazione di inefficacia del contratto eventualmente stipulato.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare. Quanto al periculum in mora, ha ritenuto che esso non fosse configurabile, poiché la durata dell'appalto, pari a 48 mesi, è idonea a consentire, nell'eventuale giudizio di merito favorevole, la tutela in forma specifica mediante subentro della ricorrente, previa dichiarazione di inefficacia del contratto. Quanto al fumus boni iuris, con la sommaria cognizione propria della fase cautelare, ha rilevato che le censure non presentavano nel complesso sufficienti profili di fondatezza, con particolare riferimento alla contestata ammissione del RTI controinteressato: la valutazione della stazione appaltante circa la configurabilità del grave illecito professionale appariva prima facie compiuta secondo i termini previsti dal codice dei contratti pubblici. È stata fissata l'udienza pubblica per il 13 maggio 2026 e sono state compensate le spese della fase cautelare.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata esaminata secondo i presupposti propri della tutela cautelare nel processo amministrativo; il giudice ha escluso il periculum in mora e ha ravvisato, in via sommaria, insufficienti profili di fondatezza delle censure.

  • codice dei contratti pubblici

    La valutazione della stazione appaltante sulla configurabilità del grave illecito professionale in capo al concorrente è apparsa, prima facie, eseguita nei termini previsti dalla disciplina dei contratti pubblici.

Massime di principio

  • La domanda cautelare può essere respinta per carenza di periculum in mora quando la durata residua dell'appalto consenta, in caso di eventuale accoglimento del ricorso nel merito, la tutela in forma specifica mediante subentro e previa declaratoria di inefficacia del contratto.
  • Nella fase cautelare, la valutazione della stazione appaltante sulla configurabilità di un grave illecito professionale può essere ritenuta prima facie legittima quando risulti compiuta secondo i criteri previsti dal codice dei contratti pubblici, senza che il giudice debba anticipare la definizione piena della controversia.

Come è indicizzato

MaterieRequisiti di partecipazione ed esclusioneOfferta e valutazioneRito appalti e sorte del contrattoTutela cautelare
RamiContratti pubbliciProcesso amministrativo
SottomaterieGrave illecito professionaleAnomalia dell'offerta
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnicaResponsabilità precontrattuale

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