Cassazione Penale, Sentenza n. 34560/2024 del 12/09/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Trapani che aveva rigettato l'istanza di dissequestro di una Fiat 500 di proprietà di Cammareri Sabrina. Il ricorrente deduceva: 1) il Tribunale non aveva considerato il dato notorio secondo cui i pagamenti in contanti fino a €5.000,00 sono consentiti, mentre il prezzo di acquisto era €4.900,00 (ciò avrebbe spiegato la modalità di versamento); 2) errore nella valutazione temporale della vendita rispetto al sequestro, poiché il decreto era formalmente emesso il 4/10/2023 ma depositato il 17/10/2023, mentre l'atto di compravendita era trascritto il 9/10/2023, dunque anteriore al deposito.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di ammissibilità "per saltum": in materia di misure di prevenzione, contro i provvedimenti del tribunale è esperibile il ricorso alla corte d'appello e non il ricorso diretto alla Corte di Cassazione. In conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., al versamento di €3.000,00 alla Cassa delle ammende per profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.
Norme richiamate
decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159 (codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione)
Dal combinato disposto degli artt. 10 e 27 emerge che contro il decreto adottato dal tribunale in materia di misure di prevenzione è esperibile il ricorso dinanzi alla corte d'appello e non il ricorso diretto in Cassazione; pertanto il "ricorso per saltum" è inammissibile
codice di procedura penale
Consente di condannare la parte che propone un ricorso inammissibile alle spese del procedimento e, quando ricorrono profili di colpa, all'applicazione di una somma a favore della Cassa delle ammende; la Corte ha applicato tale misura fissando €3.000,00
Massime di principio
- In materia di misure di prevenzione (d.lgs. n.159/2011) le impugnazioni contro i provvedimenti del tribunale devono essere proposte in primo luogo alla corte d'appello; il ricorso diretto alla Corte di Cassazione è, salvo ipotesi espressamente previste, inammissibile.
- Prima di proporre ricorso in Cassazione verificare sempre la specifica via di impugnazione stabilita dalla normativa speciale applicabile: un "ricorso per saltum" rischia di essere dichiarato inammissibile con conseguente condanna alle spese e possibile sanzione pecuniaria.
- Quando si chiede il dissequestro di beni intestati a terzi, occorre documentare con precisione le modalità di acquisto (modalità di pagamento, prove di avvenuto pagamento, data dell'atto) e la cronologia degli atti (data di sottoscrizione, trascrizione, deposito del decreto di sequestro), poiché la valutazione temporale e probatoria è centrale per determinare la legittimità del sequestro.
- La mera formulazione di argomenti sostanziali non supplisce all'irregolarità o all'inammissibilità del mezzo di impugnazione: occorre scegliere la sede giurisdizionale corretta prima di entrare nel merito.
- Se esistono dubbi sulla sequenza temporale (es. data di emissione vs deposito di un decreto rispetto alla trascrizione di un atto) è fondamentale produrre documentazione ufficiale (estratti, istanze di trascrizione, certificati di deposito in cancelleria) per dimostrare l'effettiva anteriorità dell'acquisto rispetto al sequestro.
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