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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7898/2024 del 22/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il ricorrente ha contestato il giudizio di gravità indiziaria sostenendo che il contenuto di alcune conversazioni, valorizzato dal giudice in chiave accusatoria, non sarebbe sufficiente a dimostrare la partecipazione al reato associativo. Ha altresì dedotto l'assenza di dichiarazioni accusatorie di altri collaboratori, di prove dichiarative (acquirenti) e di filmati relativi al prelevamento o occultamento di sostanza stupefacente, sostenendo quindi la mancanza di prova del reato associativo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il Tribunale di Catanzaro abbia fornito una motivazione puntuale e basata su molteplici fonti di prova: ricostruzione della struttura dell'associazione, composizione e ruoli, canali di rifornimento e smercio, luoghi delle attività (abitazioni indicate) e specifiche condotte del ricorrente, comprensive di dichiarazioni accusatorie del collaboratore Mirarchi Santo e altri indizi ritenuti chiari e gravi. La Corte ha richiamato il limite del sindacato di legittimità sulla valutazione dei fatti e delle prove, osservando che le censure del ricorrente si risolvevano in una mera rivalutazione alternativa degli elementi già esaminati dal giudice di merito. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro tremila a favore della Cassa delle ammende; la sentenza dispone altresì gli adempimenti di trasmissione alla cancelleria ai sensi dell'art. 94, comma 1-ter, disp. att. c.p.p.

Norme richiamate

  • d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 73, comma 1

    art. 73, comma 1, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    La norma sostanziale sugli illeciti in materia di sostanze stupefacenti è stata richiamata per inquadrare i singoli episodi di detenzione e spaccio contestati; il Tribunale ha ritenuto che gli elementi ricostruiti configurassero la condotta di commercio di stupefacenti attribuita al ricorrente.

  • cod. proc. pen., art. 273

    Il principio dei 'gravi indizi di colpevolezza' è stato applicato come parametro per valutare la legittimità della custodia cautelare: la Corte ha ritenuto che il Tribunale avesse adeguatamente dimostrato l'esistenza di tali indizi.

  • cod. proc. pen., art. 274

    La norma sulle esigenze cautelari è stata considerata nella valutazione della necessità della misura carceraria (pericolo di reiterazione, inquinamento delle prove, ecc.); la Corte ha accettato la valutazione del giudice di merito circa l'adeguatezza della misura.

  • disp. att. cod. proc. pen., art. 94, comma 1-ter

    art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.

    Norma procedurale richiamata per gli obblighi di trasmissione alla cancelleria a seguito della decisione della Corte; applicata per gli adempimenti conseguenti alla sentenza.

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non riesamina i fatti né rivaluta il peso delle prove: le censure che propongono una diversa lettura degli elementi di prova sono inammissibili se non indicano violazioni di legge o manifesta illogicità della motivazione.
  • Per impugnare con successo una misura cautelare occorre dimostrare specifiche carenze nella motivazione del giudice di merito (contraddizioni, lacune motivazionali, violazioni di legge), non limitarsi a prospettare ricostruzioni alternative dei fatti.
  • Le dichiarazioni di collaboratori e altri elementi indiziari, se adeguatamente contestualizzati e supportati da riscontri, possono formare una base sufficiente per ritenere sussistenti i gravi indizi di colpevolezza e le esigenze cautelari.
  • La mera assenza di riprese video o di specifiche prove materiali non invalida automaticamente un quadro indiziario complessivo ben motivato; l'attenzione deve essere sulla coerenza e sulla convergenza delle diverse fonti probatorie.
  • In procedimenti cautelari è fondamentale che la difesa evidenzi con precisione quali passaggi motivazionali siano contraddittori o illogici e perché, al fine di superare il limitato sindacato di legittimità della Cassazione.

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