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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41322/2023 del 11/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna l'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva rigettato il reclamo avverso l'ordinanza del GIP del Tribunale di Lamezia Terme che gli aveva applicato gli arresti domiciliari per il reato di cui all'art. 73 comma 1, d.P.R. n. 309/1990 (detenzione ai fini di spaccio). A Saladino erano contestati 37,6 g di cocaina e 5,6 g di marijuana; il Tribunale del riesame aveva ritenuto elementi indizianti della destinazione allo spaccio: rinvenimento di quattro dosi di cocaina indosso, presenza in auto in luogo appartato, assenza di spiegazioni alternative e mancanza di stabile occupazione. Il ricorrente deduce vizi di motivazione e violazione dell'art. 73, lamentando l'eccessiva valorizzazione del semplice dato ponderale e richiamando la giurisprudenza (Sez. 6, n. 45061/2022) secondo cui il peso lordo da solo non è decisivo e va considerato il numero medio delle dosi e altre valutazioni statistiche e probatorie.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse: la Cancelleria ha accertato che il ricorrente è stato rimesso in libertà il 20/06/2023 in seguito alla revoca della misura cautelare da parte del Tribunale di Lamezia Terme, venendo così meno l'interesse all'impugnazione. Per tali ragioni la Corte non ha esaminato nel merito le censure sul vizio di motivazione. Inoltre è stato disposto che alla dichiarazione di inammissibilità non consegue condanna alle spese né sanzione pecuniaria ai sensi dell'art. 616, comma 1, c.p.p., non essendovi soccombenza delle parti.

Norme richiamate

  • art. 309 cod. proc. pen.

    Individua la competenza del Tribunale quale giudice del riesame; citato per inquadrare il ruolo del Tribunale di Catanzaro che ha deciso sul riesame.

  • art. 73 d.P.R. n. 309/1990

    Norma che disciplina la detenzione di stupefacenti e le ipotesi di lieve entità (comma 5). La questione centrale riguarda l'interpretazione del rilievo del peso della droga rispetto all'ipotesi lieve: il ricorrente invoca la prevalenza della valutazione sul numero di dosi/uso personale rispetto al mero dato ponderale.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede la sanzione pecuniaria a favore della cassa delle ammende in caso di ricorso inammissibile o manifestamente infondato; la Corte ha ritenuto che non si applicasse in assenza di soccombenza, vista la dichiarazione di inammissibilità per sopravvenuta carenza d'interesse.

  • Sentenza Cass. Sez. 6, n. 45061/2022

    Giurisprudenza richiamata dal ricorrente per sostenere che il peso lordo non è da solo decisivo per escludere l'ipotesi di lieve entità e che vanno valutati, tra gli altri elementi, il numero medio delle dosi e dati statistici connessi all'uso personale.

  • Orientamenti giurisprudenziali su sopravvenuta carenza d'interesse

    es. Sez. 1, n. 13607 del 10/12/2010; Sez. U, n. 7 del 25/06/1997

    Principio consolidato secondo cui il ricorso contro un'ordinanza cautelare è inammissibile se la misura cautelare è stata revocata nel frattempo, per sopravvenuta carenza di interesse; inoltre chiarisce che in tali casi non si applicano automaticamente sanzioni pecuniarie o condanne alle spese.

Massime di principio

  • Se la misura cautelare oggetto di impugnazione viene revocata prima della decisione della Corte, il ricorso può essere dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse e il merito non viene esaminato.
  • Nel giudizio cautelare relativo a reati di detenzione di stupefacenti la sola quantità (peso lordo) non è sempre sufficiente a provare la destinazione allo spaccio: i giudici valutano congiuntamente il numero di dosi, le modalità di detenzione, il luogo, il comportamento dell'imputato e circostanze personali (es. occupazione) per escludere l'uso esclusivamente personale.
  • Per contestare con successo una misura cautelare basata su detenzione di droga conviene fornire elementi concreti che prospettino un uso personale (ad es. documentazione su consumo personale, prova di assenza di attività di spaccio, analisi del numero reale di dosi) e confutare gli indici ritenuti probatori (luogo, modalità, spiegazioni alternative).
  • Chi propone impugnazioni deve monitorare eventuali sopravvenienze (revoca o cessazione della misura): se la misura viene revocata è possibile che il ricorso perda interesse, salvo che sussistano questioni di principio o profili rilevanti che giustifichino la prosecuzione dell'azione.
  • La Corte può decidere l'inammissibilità per carenza di interesse senza entrare nel merito, e in tali ipotesi normalmente non dispone condanne per spese o sanzioni pecuniarie se non sussiste una soccombenza effettiva.

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