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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24477/2023 del 07/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava la conferma della condanna per minacce, danneggiamento e lesioni e la misura di sicurezza della libertà vigilata. Tra i motivi di cassazione rilevanti è stato dedotto che la richiesta di trattazione orale, inviata via PEC il 28/05/2022, era stata illegittimamente respinta/ignorata; inoltre si contestava la motivazione sulla responsabilità penale (perquisizione senza esito, strumenti rinvenuti non di proprietà del ricorrente), la mancata concessione delle attenuanti generiche e la mancata adeguata valutazione della misura di sicurezza e dello stato di pericolosità.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo (violazione del diritto di difesa per mancata trattazione orale richiesta tempestivamente) e lo ha ritenuto capacità assorbente degli altri. Ha affermato che, nel periodo della disciplina emergenziale, la trattazione orale tempestivamente richiesta non può essere elusa con un rito camerale non partecipato; il rigetto della richiesta era privo di motivazione e la comunicazione tardiva ha impedito l'esercizio del diritto di difesa. Perciò la Suprema Corte ha annullato la sentenza impugnata senza rinvio e ha disposto la trasmissione degli atti alla Corte di appello di Lecce, sezione distaccata di Taranto, per il prosieguo del procedimento.

Norme richiamate

  • art. 23, comma 8, d.l. n. 137/2020

    Disciplina emergenziale che consente lo svolgimento del giudizio con modalità scritte; tuttavia la Corte riconosce che, se il difensore ha tempestivamente richiesto la trattazione orale, il processo non può essere celebrato in rito camerale non partecipato senza motivata e tempestiva esclusione della richiesta, pena la nullità per lesione del contraddittorio.

  • art. 178 e ss. cod. proc. pen.

    Norme procedurali relative alla trattazione e alla partecipazione al giudizio: la loro applicazione richiede che la richiesta di discussione orale sia esaminata e, se respinta, il provvedimento di rigetto sia motivato; l'omessa o tardiva comunicazione integra vizio procedurale rilevante.

  • art. 62-bis cod. pen.

    Norma sulle cause di esclusione delle attenuanti generiche; nel caso specifico il motivo relativo alla mancata concessione delle attenuanti è stato assorbito dalla declaratoria di nullità procedurale e non è stato deciso nel merito dalla Suprema Corte.

Massime di principio

  • Se il difensore presenta tempestiva e rituale richiesta di trattazione orale, il giudice d'appello non può celebrare un rito camerale non partecipato senza motivare il rigetto: la mancata motivazione e la tardiva comunicazione configurano nullità rilevabile in cassazione per violazione del diritto di difesa.
  • La comunicazione tardiva del provvedimento che respinge la richiesta di trattazione orale può rendere impossibile l'esercizio di altre forme di difesa (es. presentazione di conclusioni scritte) e aggrava il vizio di violazione del contraddittorio.
  • Quando la Corte di cassazione accerta una nullità procedurale che assorbe le questioni sostanziali, può annullare la sentenza e rinviare gli atti per un nuovo esame, evitando la decisione sulle ulteriori censure meritorie.
  • Le censure di merito (es. proprietà degli oggetti rinvenuti, esito delle perquisizioni, riconoscimento delle attenuanti, valutazione della pericolosità) devono essere riesaminate dalla Corte d'appello all'esito della regolare prosecuzione del processo, se la nullità procedurale venga sanata con nuovo svolgimento del giudizio.
  • I provvedimenti di rigetto relativi a diritti processuali fondamentali devono essere motivati e comunicati in tempi compatibili con l'effettiva possibilità per la difesa di esercitare i propri diritti; altrimenti la loro nullità è impugnabile in Cassazione.

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