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Sentenza

Sentenza del 15/07/2020 n. 14999 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Impugnazione dell'avviso di accertamento relativo al 2007 per: omissione in contabilita' di ricavi (storno contestato di corrispettivo di appalto), indebita deduzione di componenti passive (debiti iscritti a bilancio e finanziamento soci), errata applicazione del regime del reverse charge su prestazioni edili in subappalto, recupero di IRES, IRAP e IVA non versate e irrogazione di sanzioni; oltre a censure procedurali sulla motivazione e sugli oneri probatori.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo (errata attribuzione dell'onere della prova da parte della Commissione Regionale e omesso esame circa il momento di ultimazione/accettazione dei lavori, rilevante per la competenza dei ricavi), ha dichiarato assorbito il secondo motivo, ha ritenuto inammissibile il quinto e ha rigettato gli altri motivi. La sentenza impugnata e' cassata limitatamente al motivo accolto e la causa e' rinviata alla Commissione Tributaria Regionale del Piemonte in diversa composizione per nuovo esame (anche per le spese). In pratica: successo parziale del ricorrente sul profilo relativo all'onere della prova e alla riconducibilita' temporale dei ricavi; gli altri rilievi (tra cui quelli relativi a passività, reverse charge e formalità dell'atto) sono stati in massima parte confermati o non ritenuti fondati dalla Cassazione.

Norme richiamate

  • Testo Unico delle Imposte sui Redditi (D.P.R. 917/1986)

    Art. 75 (principio di competenza): i componenti reddituali rilevano per competenza quando la loro esistenza/ammontare e' determinabile; l'onere di provare l'esistenza dei ricavi grava sull'Amministrazione, mentre le componenti negative sono provate dal contribuente. Art. 88 (sopravvenienze) e altri articoli (es. 109, 7) utilizzati per questioni di determinazione del reddito e deducibilita'.

  • Codice Civile

    Art. 1665 c.c.: disciplina l'accettazione del committente e il collaudo nei contratti di appalto, rilevanti per il momento di competenza dei corrispettivi. Art. 2697 c.c.: principio generale sull'onere della prova; altri articoli (1988, 2720, 1406, 1469, 2470) richiamati in relazione alla prova, prescrizioni e rapporti societari.

  • D.P.R. 29/9/1973 n. 600

    Artt. 39, 42, 43: contenuti e formalita' dell'avviso di accertamento; la Corte afferma che omissioni meramente formali (es. indicazione della norma violata o nominativo del legale rappresentante non piu' in carica) non comportano necessariamente la nullita' dell'atto se le ragioni di fatto e di diritto risultano sufficientemente indicate.

  • D.P.R. 26/10/1972 n. 633

    Art. 17 (comma 6, lettera a): disciplina il reverse charge interno per il settore edile (subappalti). La Corte osserva che, essendo il regime derogatorio, se l'Ufficio contesta la sussistenza dei presupposti, spetta al contribuente fornire elementi idonei a dimostrare la corretta applicazione dell'inversione contabile.

  • L. 27 luglio 2000 n. 212 (Statuto del contribuente)

    Artt. 7 e 10 richiamati in tema di garanzie processuali e del diritto alla prova; la Corte esclude che l'impossibilita' di fornire prova scritta di contratti verbali costituisca di per se' una "probatio diabolica" insormontabile.

  • Costituzione / CEDU

    Riferimenti agli artt. 25, 97, 111 Cost. e all'art. 6 CEDU per richiamare principi di tutela giurisdizionale e di giusto processo nella materia tributaria.

  • Codice di Procedura Civile, art. 360

    Richiamato nei motivi in relazione ai vizi di nullita' della sentenza per difetto di corrispondenza tra chiesto e pronunciato, omessa motivazione e omesso esame di fatto decisivo; la Corte ha valutato tali censure e accolto solo quelle fondate (in particolare l'omesso esame del momento di ultimazione dei lavori).

  • L. 7 agosto 1990 n. 241, art. 3

    Richiamata in relazione al principio di motivazione degli atti amministrativi; la Corte ricorda che la motivazione dell'avviso deve consentire l'esercizio del diritto di difesa, ma non e' necessario indicare sempre la norma specifica se i presupposti di fatto e le ragioni di diritto sono evidenti.

Massime di principio

  • Onere della prova: l'Amministrazione finanziaria deve dimostrare l'esistenza e l'ammontare dei ricavi contestati; il contribuente deve provare l'esistenza, l'ammontare e l'inerenza delle poste passive dedotte.
  • Competenza dei ricavi nei contratti di appalto: i corrispettivi per lavori si considerano conseguiti alla data di ultimazione/accettazione; se la provenienza del ricavo dipende dal collaudo o dall'accettazione, il momento di tale evento e' fatto decisivo da esaminare.
  • Reverse charge interno (edilizia): essendo un regime derogatorio, se l'Ufficio contesta la sussistenza dei presupposti, il contribuente deve fornire documentazione/elementi oggettivi (contratti, fatture, prove del subappalto) per dimostrare l'applicabilita' dell'inversione contabile.
  • Formalita' dell'avviso di accertamento: omissioni puramente formali (es. mancata indicazione della norma o nominativo non aggiornato del rappresentante) non invalidano automaticamente l'atto se le ragioni di fatto e di diritto risultano comprensibili e consentono il contraddittorio.
  • Esito parziale e rinvio: la cassazione parziale che riguarda oneri probatori o fatti decisivi comporta rinvio per nuovo esame; le questioni non cassate restano acclarate e non riaperte se la Corte le ha rigettate.

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