Sentenza del 30/12/2021 n. 315 - Comm. Trib. Reg. per l'Umbria
Società estinta - Debito societario - Successione automatica in capo agli ex soci - Non sussiste
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale il privato
La controversia
Notifica di cartella esattoriale all'ex socio per debiti tributari della società cancellata; l'Amministrazione sosteneva una "successione automatica" delle passività societarie sugli ex soci e la responsabilità illimitata per la mancata inclusione del debito nel bilancio di liquidazione, mentre il contribuente rilevava l'applicabilità degli artt. 2495 c.c. e 36 DPR 602/73, che limitano la responsabilità dei soci alle somme effettivamente percepite in sede di liquidazione (o nei due esercizi precedenti), e denunciava l'assenza dell'avviso di accertamento obbligatorio ai sensi dell'art. 36 DPR 602/73.
La decisione
La Commissione Tributaria Regionale ha respinto l'appello dell'Agenzia e confermato la sentenza di primo grado. Il collegio ha ritenuto infondata l'asserita "successione automatica" dei debiti societari sugli ex soci, richiamando l'obbligo per l'Amministrazione di emettere un avviso di accertamento motivato per trasferire l'obbligazione tributaria ai soci e rilevando che, nel caso concreto, dal bilancio finale di liquidazione risulta che l'ex socio non ha percepito somme. Pertanto la cartella notificata è stata considerata priva dei presupposti e l'appello è stato rigettato. L'Agenzia è stata condannata al pagamento delle spese di giudizio del grado (euro 1.500,00 oltre accessori) e non è stata accolta la richiesta di condanna per responsabilità aggravata ex art.96 c.p.c.
Norme richiamate
art. 2495 cod. civ.
I soci di società cancellata non acquisiscono la veste di successori universali; rispondono dei debiti societari solo nei limiti delle somme effettivamente percepite in sede di liquidazione e nei limiti di quanto riscosso secondo il bilancio finale di liquidazione.
art. 36 DPR 602/73
L'Amministrazione finanziaria deve procedere mediante specifico avviso di accertamento nei confronti del socio per l'IRES (e, in generale, per debiti tributari della società) se intende chiamarlo a rispondere; la responsabilità sussiste solo nei limiti di denaro o beni percepiti nei due esercizi precedenti la messa in liquidazione o nel periodo di liquidazione.
art. 96 c.p.c.
Richiesta di condanna per responsabilità aggravata respinta: non emergono comportamenti tali da configurare lite temeraria o responsabilità aggravata dell'Agenzia.
art. 53 D.Lgs. 546/92
Riferito dall'appellato per eccepire genericità dell'appello; il collegio non ha accolto l'eccezione come causa di inammissibilità autonoma dell'appello in questa decisione.
art. 57 D.Lgs. 546/92
Richiamato in relazione al divieto di nuove domande in appello: l'appellante non poteva introdurre principi nuovi tali da eludere i limiti di legge posti agli strumenti impugnatori.
Ordinanza Cass. n. 8701/14 (giurisprudenza)
Richiama il principio che, nel diritto tributario, il trasferimento dell'obbligazione su terzi richiede un atto motivato dell'Amministrazione (avviso di accertamento) che giustifichi il 'passaggio' dell'obbligo; la mera iscrizione a ruolo non è sufficiente quando l'obbligazione si trasferisce su altri soggetti.
Cass. 13259/15 e Cass. 897/19 (giurisprudenza)
Confermano che la cancellazione della società non estingue i debiti e che la responsabilità dei soci è di tipo limitato, ancorata alla effettiva percezione di somme in sede di liquidazione; l'Amministrazione deve provare l'effettiva percezione per agire contro i soci.
Massime di principio
- La cancellazione dal registro delle imprese non trasferisce automaticamente tutte le passività ai soci: la responsabilità dei soci è limitata alle somme da essi effettivamente percepite in sede di liquidazione (art. 2495 c.c.).
- Se l'Amministrazione intende contestare la responsabilità dei soci per debiti della società, deve emettere un avviso di accertamento motivato (art. 36 DPR 602/73) in cui indichi e provi gli elementi che giustificano il coinvolgimento dei soci (es. somme o beni distribuiti negli ultimi due esercizi o nel bilancio finale).
- La mera omissione di un debito nel bilancio finale di liquidazione non vale, di per sé, come attribuzione ai soci di somme o beni; l'onere di provare la percezione grava sull'Amministrazione che agisce contro i soci.
- L'iscrizione a ruolo e la notifica della cartella esattoriale non suppliscono all'obbligo di un precedente e motivato atto di accertamento quando l'obbligazione si intende trasferita su soggetti diversi dalla società originaria.
- Eccezioni pratiche: se sussistono prove che beni o somme sono effettivamente confluiti ai soci (anche se non inseriti nel bilancio finale), l'Amministrazione può tentare di dimostrarlo e agire nei limiti previsti; diversa è la posizione se si riscontrano responsabilità personali (es. per violazioni amministrative o penali) degli amministratori o dei soci.
- Sul piano processuale, l'appello dell'Amministrazione deve essere sufficientemente specifico; richieste di condanna per responsabilità aggravata richiedono fattispecie concrete e non possono essere riconosciute automaticamente.
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