Sentenza del 30/12/2021 n. 1621 - Comm. Trib. Reg. Emilia Romagna
Processo tributario - Interpello disapplicativo - Fusione per incorporazione - Utilizzabilità perdite pregresse - Provvedimento di diniego - Impugnabilità - Sussiste
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Il contribuente ha presentato un interpello disapplicativo, ai sensi dell'art.37‑bis del DPR n.600/1973, chiedendo la disapplicazione della norma antielusiva (art.172 TUIR) che limita l'utilizzabilità delle perdite pregresse in occasione di una fusione per incorporazione. L'Agenzia delle Entrate ha emesso un provvedimento di diniego. La questione giudiziale è se tale provvedimento di diniego sia autonomamente impugnabile davanti al giudice tributario ai sensi dell'art.19 del D.lgs. 546/1992 e quale sia l'ambito di sindacato del giudice (formale o anche di merito).
La decisione
Il giudice ha ritenuto che il provvedimento di diniego dell'interpello disapplicativo è atto autonomamente impugnabile ai sensi dell'art.19 D.lgs. 546/1992. Ha altresì affermato che l'obbligo di presentare l'interpello previsto dall'art.37‑bis DPR 600/72 configura l'esercizio di un diritto soggettivo del contribuente (e non un mero interesse legittimo), pertanto il provvedimento di diniego può essere impugnato e il giudice tributario, investito della controversia, non è limitato a un controllo formale dell'atto ma deve valutare anche il merito della pretesa circa la disapplicazione dell'art.172 TUIR. Sul merito della disapplicazione nulla è stato definitivamente deciso (la pronuncia riguarda l'impugnabilità e il potere di sindacato), quindi la vicenda torna alla valutazione di merito in sede giurisdizionale.
Norme richiamate
D.lgs. 546/1992, art.19
L'art.19 disciplina l'impugnazione degli atti amministrativi davanti al giudice tributario: il provvedimento di diniego dell'interpello è riconosciuto come atto autonomamente impugnabile ai sensi di questa norma.
D.P.R. 600/1973, art.37‑bis
L'art.37‑bis impone la presentazione dell'interpello per ottenere la disapplicazione di norme fiscali antielusive; l'obbligo di interpello è collegato all'esercizio di un diritto soggettivo del contribuente (non a un mero interesse legittimo), giustificando l'impugnabilità del diniego.
TUIR (D.P.R. 917/1986), art.172
L'art.172 disciplina i limiti all'utilizzabilità delle perdite fiscali in caso di operazioni straordinarie (es. fusioni). La richiesta di disapplicazione di tale norma può essere formulata mediante interpello disapplicativo e il diniego è sindacabile dal giudice tributario.
Massime di principio
- Il diniego di un interpello disapplicativo è autonomamente impugnabile davanti al giudice tributario: il contribuente può proporre ricorso avverso il provvedimento di diniego.
- L'interpello disapplicativo previsto dall'art.37‑bis DPR 600/72 configura l'esercizio di un diritto soggettivo; pertanto l'Amministrazione è tenuta a pronunciarsi e il rifiuto è sindacabile anche sul merito.
- Il giudice tributario, investito della controversia, non si limita al controllo formale del provvedimento (es. legittimità esterna) ma deve partecipare alla valutazione del merito della richiesta di disapplicazione.
- In caso di fusioni e utilizzabilità di perdite pregresse (art.172 TUIR), il contribuente dovrebbe documentare pienamente i presupposti per la disapplicazione già in sede di interpello, poiché il giudice potrà valutare il merito degli elementi prodotti.
- Per conservare i diritti procedurali è importante impugnare tempestivamente il provvedimento di diniego nei termini di legge e allegare gli argomenti sostanziali rilevanti; l'esito favorevole sull'impugnabilità non predetermina la decisione di merito.
- Distinguere sempre l'interpello disapplicativo (che può dare origine a un diritto impugnabile) dagli interpelli di mero carattere interpretativo: le conseguenze giurisdizionali possono differire.
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