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Sentenza

Sentenza n. 10543/2026 - Roma, Sezione 5B

per l’accertamento dell’illegittimità del silenzio inadempimento serbato dall’Amministrazione nel procedimento avente ad oggetto l’istanza di riconoscimento del titolo abilitante conseguito in Spagna ai sensi del d. lgs. 9 novembre 2007, n. 206, come modificato dal d. lgs. 28 gennaio 2016, n. 15; e per la condanna della P.A. all’adozione di un provvedimento espresso nel termine stabilito ex art. 117, comma 2, c.p.a. nonché per la nomina di un commissario ad acta incaricato di concludere il procedimento con l’adozione del provvedimento in caso di perdurante inerzia serbata dalla Amministrazione intimata;

Giustizia amministrativa202603518

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio-inadempimento serbato sull’istanza di riconoscimento in Italia del titolo abilitante conseguito in Spagna

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha proposto ricorso ai sensi degli artt. 31 e 117 c.p.a., chiedendo l’accertamento dell’illegittimità del silenzio-inadempimento del Ministero dell’Istruzione sull’istanza, presentata il 27 giugno 2025, di riconoscimento in Italia del titolo conseguito in Spagna e ritenuto valido per l’insegnamento di sostegno. Ha inoltre chiesto la condanna dell’Amministrazione ad adottare un provvedimento espresso entro il termine stabilito dal giudice e, in caso di persistente inerzia, la nomina di un commissario ad acta.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. Nelle more del giudizio, il Ministero ha adottato il 4 maggio 2026 un provvedimento espresso di diniego, depositato il 7 maggio 2026. Tale sopravvenienza ha fatto venir meno l’inerzia presupposta dall’azione avverso il silenzio e ogni ulteriore utilità conseguibile mediante una pronuncia ex art. 117 c.p.a. Il giudice ha precisato che la condanna dell’Amministrazione a provvedere presuppone la persistenza dell’inerzia al momento della decisione; l’adozione di un provvedimento espresso durante il giudizio determina l’improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, mentre l’adozione prima della proposizione del ricorso comporterebbe carenza originaria dell’interesse ad agire. Spese compensate.

Norme richiamate

  • artt. 31 e 117 c.p.a.

    per l’accertamento dell’illegittimità del silenzio e la condanna dell’Amministrazione a provvedere

    L’azione avverso il silenzio richiede che l’inerzia amministrativa persista fino al momento della decisione; l’adozione di un provvedimento espresso nelle more elimina il presupposto per la pronuncia sul silenzio.

  • art. 35, comma 1, lett. c) c.p.a.

    improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse

    Il ricorso diviene improcedibile quando, durante il giudizio, sopravviene un atto o comportamento che fa venir meno l’interesse concreto e attuale alla decisione.

  • d.lgs. 9 novembre 2007, n. 206

    Disciplina richiamata quale base normativa dell’istanza di riconoscimento del titolo abilitante conseguito in Spagna.

  • d.lgs. 28 gennaio 2016, n. 15

    Richiamato quale normativa modificativa del d.lgs. n. 206/2007 in materia di riconoscimento del titolo conseguito all’estero.

Massime di principio

  • L’azione avverso il silenzio ai sensi degli artt. 31 e 117 c.p.a. presuppone che l’inerzia dell’Amministrazione persista al momento della decisione giudiziale.
  • L’adozione di un provvedimento espresso in risposta all’istanza durante il giudizio elimina il presupposto dell’azione avverso il silenzio e determina l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.
  • Se il provvedimento espresso interviene prima della proposizione del ricorso, la mancanza dell’interesse ad agire è originaria; se interviene nelle more del giudizio, la carenza di interesse è sopravvenuta e comporta l’improcedibilità.
  • Nel giudizio avverso il silenzio, la pronuncia non può offrire ulteriore utilità al ricorrente quando l’Amministrazione abbia già adottato un provvedimento espresso, anche se di diniego; eventuali contestazioni contro tale provvedimento devono essere proposte mediante le ordinarie forme di impugnazione.

Come è indicizzato

MaterieRiconoscimento dei titoli di studioEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesseLegittimazione e interesse a ricorrere

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