Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31949/2026 del 26/08/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato aveva chiesto al giudice dell'esecuzione il riconoscimento del vincolo della continuazione ex art. 671 c.p.p. tra due omicidi, commessi in tempi e circostanze diverse nel medesimo contesto territoriale e nell'ambito dello stesso clan mafioso: il primo, aggravato dalla premeditazione e dal metodo mafioso; il secondo, aggravato dalla premeditazione e dall'agevolazione mafiosa. Il Tribunale di Udine aveva rigettato l'istanza, ritenendo che l'omogeneità dei reati e la vicinanza temporale non fossero sufficienti a dimostrare un'unica deliberazione criminosa anticipata. Aveva valorizzato, invece, la natura estemporanea e contingente dei due omicidi, collegati a causali differenti e a eventi sopravvenuti. Con un unico motivo il ricorrente ha dedotto violazione dell'art. 81, secondo comma, c.p. e vizio di motivazione, sostenendo che i due delitti erano riconducibili allo stesso clan, alle esigenze di risoluzione di conflitti interni o esterni al sodalizio e a un medesimo disegno criminoso. Ha inoltre contestato il rilievo attribuito all'estemporaneità delle causali, osservando che per entrambi gli omicidi era stata riconosciuta la premeditazione. Il Procuratore generale ha chiesto la declaratoria di inammissibilità del ricorso.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto manifestamente infondate le censure, osservando che il riconoscimento della continuazione richiede la prova che, al momento della commissione del primo reato, i successivi fossero stati programmati almeno nelle linee essenziali. L'omogeneità dei reati, la contiguità spazio-temporale, la comune appartenenza associativa e la strumentalità delle condotte al rafforzamento del clan sono indici non decisivi e non sostituiscono la prova di una previsione unitaria e specifica ab origine. Il giudice dell'esecuzione aveva motivato congruamente sulla matrice occasionale dei due omicidi, desunta dalle sentenze di merito. La Corte ha inoltre distinto la premeditazione dalla continuazione: la prima riguarda la permanenza nel tempo di una risoluzione criminosa ferma e irrevocabile relativa a un singolo reato, mentre la seconda richiede l'originaria deliberazione unitaria di più reati, senza che questi debbano essere necessariamente premeditati. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 81, secondo comma, c.p.

    La continuazione presuppone che più violazioni siano espressione di un medesimo disegno criminoso, costituito da un'unica deliberazione criminosa originaria e specifica.

  • art. 671 c.p.p.

    Il giudice dell'esecuzione può riconoscere il vincolo della continuazione tra reati separatamente giudicati, ma deve verificare rigorosamente la sussistenza dell'unica deliberazione criminosa, sulla base degli elementi emergenti dalle sentenze e dagli atti pertinenti.

  • art. 416-bis c.p.

    La riconducibilità dei reati-fine all'attività di un'associazione mafiosa non determina automaticamente il vincolo della continuazione con il reato associativo o tra i singoli reati-fine; occorre la prova della loro programmazione specifica al momento rilevante.

  • art. 192 c.p.p.

  • art. 186 Cost.

    La condanna alla Cassa delle ammende consegue all'inammissibilità dell'impugnazione quando essa sia riconducibile a profili di colpa del ricorrente.

Massime di principio

  • Il riconoscimento della continuazione richiede la prova rigorosa che, al momento della commissione del primo reato, gli ulteriori reati fossero stati programmati almeno nelle loro linee essenziali; non è sufficiente una generica inclinazione delinquenziale o una comune matrice criminale.
  • L'omogeneità delle violazioni, l'identità del bene giuridico, la contiguità spazio-temporale, la comunanza del contesto associativo e la strumentalità delle condotte rispetto agli scopi del sodalizio costituiscono soltanto indici valutabili insieme ad altri e, isolatamente o congiuntamente, non dimostrano necessariamente l'unicità del disegno criminoso.
  • Tra reato associativo e reati-fine, o tra più reati-fine commessi nell'ambito di un'associazione mafiosa, la continuazione non opera automaticamente: sono esclusi dal vincolo i reati determinati da circostanze sopravvenute, contingenti od occasionali, non prevedibili specificamente ab origine.
  • La strumentalità di un omicidio al rafforzamento dell'associazione mafiosa o alla risoluzione di conflitti interni o esterni al sodalizio non coincide con l'unicità del disegno criminoso e non è sufficiente, da sola, a fondare la continuazione.
  • La premeditazione e la continuazione sono istituti distinti: la premeditazione riguarda la protrazione temporale di una risoluzione criminosa ferma e irrevocabile relativa al singolo reato, mentre la continuazione richiede l'originaria deliberazione unitaria di più reati; la sussistenza della prima non prova necessariamente la seconda.
  • La valutazione degli elementi indicativi dell'unicità o pluralità delle deliberazioni criminose appartiene al giudice di merito ed è insindacabile in cassazione quando sia sorretta da motivazione congrua, immune da illogicità e da travisamenti di fatto.

Come è indicizzato

MaterieElemento soggettivoImpugnazioni
RamiParte generaleProcesso penale
IstitutiContinuazione

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.