Cassazione Penale, Sentenza n. 36678/2025 del 11/11/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del 10/04/2025 che aveva respinto le istanze di misura alternativa (affidamento in prova al servizio sociale/detenzione domiciliare) presentate dal ricorrente. Il ricorso denunciava errore di applicazione di legge e vizio di motivazione: il Tribunale avrebbe travisato la sequenza temporale dei fatti e delle misure eseguite, ritenendo la esistenza di una costante tendenza a riproporre condotte illecite sulla base di episodi del 2014 e 2016, mentre il fatto in attuale esecuzione risale al 2011 e le vicende del 2014-2016 erano state successivamente oggetto di affidamento in prova (provvedimenti 2018 e 2019) con esito positivo, sicché non sarebbe configurabile una "ricaduta" dopo misure alternative.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, annullando l'ordinanza impugnata e rinviando il giudizio al Tribunale di Sorveglianza di Roma. La Corte ha rilevato un travisamento della sequenza temporale dei fatti e ha richiamato l'obbligo del giudice di formulare una motivazione analitica e completa, che consideri anche gli elementi favorevoli all'istante. Ha altresì ricordato i principi consolidati secondo cui gravità del reato, precedenti o mancata ammissione di colpevolezza non possono da soli assumere valore decisivo, e che è sufficiente che risulti avviato un processo di revisione critica della personalità per ammettere una prognosi favorevole.
Norme richiamate
art. 47 Ord. pen., comma 5
Le prescrizioni previste dall'art. 47, comma 5, rientrano negli strumenti con cui l'affidamento in prova mira al recupero del condannato; il giudizio prognostico deve tenere conto dell'effetto delle prescrizioni sul percorso di risocializzazione
Giurisprudenza - Sez. 1, n. 1410 del 30/10/2019 (Rv. 277924)
Sez. 1, n. 1410 del 30 ottobre 2019, dep. 2020, Rv. 277924
Principio consolidato secondo cui, ai fini del giudizio prognostico per l'affidamento in prova, non possono da soli assumere rilievo decisivo la gravità del reato, i precedenti penali o la mancata ammissione di colpevolezza; è sufficiente che risulti avviato un processo di revisione critica della propria condotta
Massime di principio
- La valutazione per l'ammissione a misure alternative richiede un giudizio prognostico motivato e analitico: il giudice deve indicare tutte le fonti di conoscenza rilevanti, compresi gli elementi favorevoli al richiedente
- La sequenza temporale dei fatti e delle misure eseguite è rilevante: non si può dedurre una "ricaduta" a fronte di fatti anteriori alle esperienze positive di misura alternativa
- Gravità del reato, precedenti penali o rifiuto di ammettere la colpevolezza non bastano da soli a escludere l'affidamento in prova; è sufficiente che sia dimostrato l'avvio di una revisione critica della personalità
- In caso di travisamento dei fatti o di motivazione incompleta il provvedimento è annullabile e la decisione rinviata per nuovo giudizio
- Prassi consigliata per chi chiede una misura alternativa: documentare cronologia precisa dei fatti e delle misure, fornire prove degli esiti positivi di precedenti misure alternative e elementi che attestino l'avvio di un percorso di recupero (rapporti dei servizi sociali, programmi di trattamento, attività lavorative/educative)
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