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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36648/2025 del 11/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Conflitto negativo di competenza relativo alla decisione sull'istanza di sospensione condizionata della pena ai sensi dell'art. 2 L. n. 207/2003 ("indultino") proposta da Francesco Delisi (detenuto presso la casa di reclusione di Milano Opera). Il magistrato di sorveglianza di Milano, con provvedimento del 20/06/2025, aveva dichiarato la propria incompetenza ritenendo che la materia rientrasse nella competenza del giudice dell'esecuzione; il Tribunale di Bergamo, invece, con ordinanza del 27/06/2025 ha sollevato il conflitto negativo sostenendo che la competenza spettasse al magistrato di sorveglianza (in particolare quello del luogo di detenzione).

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato sussistente il conflitto negativo e ha ritenuto competente il magistrato di sorveglianza di Milano. Ha disposto che gli atti vengano trasmessi a detto magistrato di sorveglianza, motivando che la richiesta riguarda la sospensione condizionata della pena prevista dall'art. 2 L. n. 207/2003 e che, pertanto, la competenza decisionale appartiene al magistrato di sorveglianza del luogo in cui il richiedente è detenuto; il giudice dell'esecuzione resta competente unicamente per la dichiarazione di estinzione della pena conseguente alla sospensione, una volta decorso il termine di cui al comma 5 dell'art. 2.

Norme richiamate

  • art. 28 comma 1 lett. a) cod. proc. pen.

    La norma è stata applicata per qualificare la situazione come conflitto negativo di competenza, in quanto due giudici ordinari hanno rifiutato di conoscere del medesimo fatto determinando una stasi processuale; la soluzione del conflitto è demandata alla Corte di cassazione.

  • art. 2 L. n. 207/2003

    La Corte interpreta l'art. 2 nel senso che è il magistrato di sorveglianza ad applicare la sospensione condizionata della pena (cd. 'indultino' o 'indultino previsto dall'art. 1'), perciò le istanze volte all'ottenimento di tale sospensione devono essere decise dal magistrato di sorveglianza competente per territorio (luogo di detenzione).

  • comma 5 art. 2 L. n. 207/2003

    Il comma 5 è richiamato per chiarire che la declaratoria di estinzione della pena, conseguente alla sospensione condizionata, rientra nella competenza del giudice dell'esecuzione una volta decorso il termine previsto; non è pertanto questa la fase cui si riferisce l'istanza originaria.

Massime di principio

  • Le istanze di sospensione condizionata della pena ex art. 2 L. n. 207/2003 sono di competenza del magistrato di sorveglianza del luogo in cui il richiedente è detenuto; occorre presentarle al magistrato di sorveglianza competente per territorio.
  • Il giudice dell'esecuzione interviene in relazione agli effetti successivi (dichiarazione di estinzione della pena) dopo il decorso del termine previsto dal comma 5 dell'art. 2; non è competente a decidere sull'istanza di sospensione in prima battuta.
  • Se due magistrati ordinari rifiutano di conoscere dello stesso atto o fatto creando una stasi processuale si configura un conflitto negativo ai sensi dell'art. 28 c.p.p. e la Corte di cassazione è chiamata a risolverlo.
  • In caso di declinatoria di competenza ritenuta erronea, le parti (o il pubblico ministero) devono chiedere la pronuncia risolutiva della Corte di cassazione o la trasmissione degli atti al giudice effettivamente competente.
  • Prima di proporre l'istanza, è pratica utile verificare il luogo di detenzione e la natura esatta del rimedio richiesto per indirizzarla immediatamente al magistrato di sorveglianza competente, evitando conflitti e ritardi procedurali.

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