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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30063/2024 del 23/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza di condanna confermata dalla Corte d'appello per opere edilizie abusive in area vincolata (Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano) contestando: 1) errori interpretativi e omessa risposta su alcuni capi (art. 606 c.1 lett. c) c.p.p.); 2) vizio di motivazione e insufficiente valutazione dell'evento dannoso per il reato di alterazione delle bellezze naturali (capo F) e dell'occupazione di aree demaniali/usi civici (capo H); 3) difetto di prova univoca e mancato ricorso alla formula dubitativa (art. 530 c.p.p.); 4) errore nel calcolo della prescrizione e nel computo dei giorni di sospensione; 5) errato diniego della causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis c.p.); 6) illegittimità del trattamento sanzionatorio (errata individuazione del reato più grave, pena illegale); 7) mancata motivazione nel subordinare la sospensione condizionale della pena alla demolizione e ripristino dello stato dei luoghi.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza e genericità, respingendo tutte le censure. Motivazioni principali: l'appello era limitato ai capi F) e H) quindi la Corte d'appello ha correttamente circoscritto l'esame; i fatti sono stati accertati in doppia conformità (Tribunale e Corte d'appello) sulla base di sopralluogo dei Carabinieri (16/06/2018) che ha rilevato manufatto in c.a., pista sterrata, movimento terra e cisterna interrata; la modifica del paesaggio era tale da integrare il reato di cui all'art. 734 c.p.; la data del sequestro del 16/06/2018 è stata correttamente assunta come dies a quo per la prescrizione (reato permanente) e il conteggio della sospensione (504 giorni) è stato effettuato correttamente; il principio "favor rei" non è applicabile per determinare un diverso dies a quo quando la data certa risulta dagli atti; l'esclusione dell'art. 131-bis è giustificata dalla plurima offensività delle violazioni edilizie, paesaggistiche e antisismiche; l'individuazione del reato più grave nel delitto di invasione/occupazione (art. 633 c.p.) è corretta (delitti prevalgono sulle contravvenzioni ai fini della continuazione); la subordinazione della sospensione condizionale alla demolizione è legittima alla luce dei precedenti inadempimenti agli ordini di demolizione; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e, in via equitativa, a versare euro 3.000,00.

Norme richiamate

  • d.P.R. n. 380/2001 (Testo Unico Edilizia), art. 44 lett. c)

    art. 44 lett. c) d.P.R. n. 380/2001

    Le norme tecniche ed edilizie sono state ritenute violate nelle loro prescrizioni antisismiche e di conglomerato cementizio relativamente alle opere realizzate; la Corte ha dato credito all'accertamento di fatto sulla violazione

  • d.lvo n. 42/2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio), art. 181 comma 1

    art. 181 comma 1 d.lvo n. 42/2004

    L'esecuzione di opere senza autorizzazione in area sottoposta a vincolo paesaggistico integra il reato paesaggistico; la Corte ha ritenuto provata l'assenza del titolo autorizzatorio

  • Legge n. 394/1991 (Istituzione e disciplina dei Parchi), artt. 13 e 30

    art. 13 e 30 legge n. 394/1991

    L'assenza del nulla osta dell'Ente Parco è stata considerata violazione rilevante ai fini della responsabilità penale

  • Codice penale, art. 734

    Alterazione delle bellezze naturali in area sottoposta a speciale protezione: la Corte ha ritenuto che l'insieme delle opere ha modificato le visioni panoramiche e l'estetica del luogo, integrando il reato

  • Codice penale, art. 633 in relazione all'art. 639-bis

    art. 633 c.p. in relazione all'art. 639-bis c.p.

    L'occupazione di area demaniale gravata da usi civici senza concessione è stata qualificata come delitto prevalente ai fini della continuazione

  • Codice penale, art. 131-bis

    La causa di non punibilità per particolare tenuità dell'offesa è stata esclusa per la pluralità e l'entità delle violazioni (urbanistiche, paesaggistiche e antisismiche)

  • Codice penale, art. 159

    La sospensione del corso della prescrizione per rinvio d'udienza opera ex lege; la Corte ha ritenuto correttamente computati i giorni di sospensione (231 giorni per il rinvio indicato) e, in totale, 504 giorni

  • Codice di procedura penale, art. 606 c.1 lett. c) ed e) e art. 616

    art. 606 c.1 lett. c) ed e); art. 616 c.p.p.

    I motivi di cassazione devono essere specifici e confrontarsi con la decisione impugnata; il ricorrente è stato condannato alle spese processuali ai sensi dell'art. 616

  • Codice penale, art. 62-bis e Codice di procedura penale, art. 164

    art. 62-bis c.p.; art. 164 c.p.p.

    Riduzioni e valutazioni ai fini del quantum di pena e del giudizio prognostico per la sospensione condizionale sono state correttamente applicate e motivate; la condizione demolitoria è legittima se giustificata

  • Legge 01/12/2018 (modifiche a norme penali menzionate nella sentenza)

    riferimento a modifiche normative intervenute

    La Corte ha verificato che la pena è stata irrogata nella cornice edittale vigente all'epoca dei fatti e ha escluso profili di illegittimità della pena

Massime di principio

  • In sede di appello il giudice territoriale valuta solo le questioni effettivamente impugnate: censure non prospettate in appello non possono essere riesaminate in cassazione come infondate di fatto
  • Le sentenze "doppia conforme" (Tribunale e Corte d'appello) consolidano l'accertamento di fatto e limitano la possibilità per la Cassazione di riesaminare il merito; la cassazione esamina soprattutto vizi di diritto, motivazione e motivi specifici
  • I reati edilizi e paesaggistici hanno natura permanente: la prescrizione decorre dal momento di cessazione dell'attività abusiva; se esiste un atto processuale certo (es. sequestro) la Corte può utilizzare quella data come dies a quo
  • Il principio del "favor rei" non può essere invocato per alterare la determinazione del dies a quo della prescrizione quando la data certa risulta dagli atti e non v'è incertezza sulla decorrenza
  • La causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis) è difficilmente applicabile se l'offensività è derivante dalla violazione simultanea di più disposizioni (urbanistiche, antisismiche, paesaggistiche)
  • Ai fini della continuazione, i delitti prevalgono sulle contravvenzioni anche se la conversione della pena per la contravvenzione potrebbe sembrare più grave; occorre riferirsi alla valutazione legislativa della gravità (delitto vs contravvenzione)
  • Il giudice ha discrezionalità nel subordinare la sospensione condizionale della pena alla demolizione/ripristino quando vi siano precedenti inadempimenti agli ordini di demolizione e ragioni motivate per ritenere necessaria la condizione

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