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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38758/2024 del 22/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale della libertà di Napoli che aveva annullato la misura custodiale nei confronti di Luigi Pandolfo ritenendo non provata la specificità della sua condotta nell'ambito di un episodio estorsivo. Il Pubblico Ministero ha contestato la motivazione come erronea e manifestamente illogica: la persona offesa aveva riconosciuto con certezza l'indagato e dalla descrizione emergeva che la presenza di Pandolfo (attesa iniziale, partecipazione all'accerchiamento e facilitazione del pestaggio) non era neutra né occasionale, ma idonea a integrare un contributo causale nella commissione dell'estorsione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato per manifesta illogicità della motivazione del giudice del riesame. Ha richiamato l'orientamento giurisprudenziale secondo cui la mera presenza sul luogo, quando non possa essere considerata casuale, può integrare la partecipazione al reato perché rafforza il proposito criminoso o facilita la sua consumazione. Considerata la condotta coordinata del gruppo (attesa, accerchiamento, pestaggio) e il riconoscimento certo della vittima, la suprema Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato il procedimento al Tribunale di Napoli per un nuovo giudizio ai sensi dell'art. 309, comma 7, c.p.p.

Norme richiamate

  • D.L. n. 137/2020, art. 23, comma 8

    Richiamato per giustificare il trattamento del ricorso con contraddittorio scritto; la trattazione è avvenuta ai sensi della norma che disciplina il contraddittorio per via telematica nelle impugnazioni

  • D.L. n. 198/2022, art. 8

    Ulteriore base normativa per l'ammissione del contraddittorio scritto tramite PEC nelle impugnazioni

  • art. 606, lett. e) c.p.p.

    Fondamento della censura in Cassazione: la motivazione manifestamente illogica configura il vizio deducibile con il motivo di cui alla lett. e) dell'art. 606 c.p.p., che legittima l'annullamento

  • art. 309, comma 7, c.p.p.

    Norma richiamata per la competenza a cui rinviare il procedimento dopo l'annullamento dell'ordinanza cautelare

  • Giurisprudenza di legittimità (Perfetto 1997; Aloia 2013; Massaro 2020)

    Sez. 1, n. 4805 del 11/03/1997 (Perfetto) - Rv.207582; Sez. 2, n. 50323 del 22/10/2013 (Aloia) - Rv.257979; Sez. 2, n. 28895 del 13/07/2020 (Massaro) - Rv.279807

    Principio consolidato secondo il quale la partecipazione ad una condotta estorsiva o lesiva può essere integrata anche dalla semplice presenza sul luogo quando questa non sia meramente casuale, essendo tale presenza idonea a rafforzare l'intento criminoso o a facilitare la commissione del reato

Massime di principio

  • La mera presenza in un gruppo che compie un reato non è automaticamente neutra: se non appare casuale può integrare partecipazione perché rafforza il proposito criminoso o facilita l'azione degli altri
  • Il giudice del riesame deve motivare le ipotesi alternative (es. presenza per curiosità o caso) ancorandole a elementi indiziari concreti o a massime di esperienza; spiegazioni speculative o bizzarre costituiscono vizio di motivazione
  • Il riconoscimento certo della vittima è elemento rilevante nel quadro indiziario e non può essere scisso, senza valida motivazione, dalla valutazione della partecipazione dell'indagato
  • In azioni di gruppo caratterizzate da coordinazione (attesa, accerchiamento, aggressione) la valutazione sulla casualità della presenza deve tener conto del comportamento complessivo e delle dinamiche di gruppo
  • La Corte di Cassazione, quando riscontra manifesta illogicità nella motivazione del provvedimento cautelare, annulla e rinvia per nuovo giudizio piuttosto che decidere nel merito, lasciando alla cognizione del giudice di rinvio la valutazione integrale delle prove

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