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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18386/2024 del 10/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza di condanna emessa in appello per episodi di danneggiamento della vettura dell'ex fidanzata (27 e 30 settembre 2020). Il ricorso in Cassazione contestava: 1) violazione di norme e vizi di motivazione per mancata rinnovazione dell'istruttoria testimoniale e per l'assenza di una motivazione rafforzata a fronte dell'overturning dell'assoluzione di primo grado; 2) vizio di legge e motivazionale sulla determinazione della pena, mancata applicazione delle circostanze attenuanti generiche e sulla continuazione; 3) mancata concessione della sospensione condizionale della pena ai sensi dell'art. 635 c.4 c.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato i primi due motivi ritenendoli manifestamente infondati: ha ritenuto lecita l'attività motivazionale dell'appello (non era necessaria la rinnovazione del dibattimento né una motivazione "più forte" oltre quella svolta, data la conferma e la non contestazione dei dati di fatto e la valenza delle tracce elettroniche). Ha invece accolto il terzo motivo: la Corte d'appello ha anticipato indebitamente il giudizio sulla sussistenza delle condizioni per concedere la sospensione condizionale della pena (art. 635 c.4 c.p.), negandola in via preliminare; perciò la Cassazione ha annullato la sentenza in parte qua e ha rinviato ad altra sezione della Corte d'appello di Messina per nuovo giudizio esclusivamente sul punto della sospensione condizionale. La condanna di merito e il risarcimento confermati per il resto.

Norme richiamate

  • art.23 co.8 d.l. 137/2020

    Riferimento procedurale relativo al contraddittorio scritto per la trattazione del ricorso (modalita' di notifica e dibattimento eccezionali).

  • art.606 lett. b ed e, c.p.p.

    Norme di cassazione che individuano i vizî di motivazione e di applicazione di legge come mezzi di impugnazione; qui usate per censurare presunte violazioni nella motivazione e nella rinnovazione dell'istruttoria nonché nella determinazione della pena.

  • art.635 comma 4 c.p.

    Disciplina la sospensione condizionale della pena e le condizioni per la sua concessione; la Corte ha ritenuto che il giudizio sulla sussistenza delle condizioni non possa essere anticipatamente deciso in sede di pronuncia ma debba seguire il passaggio in giudicato e l'eventuale adempimento degli obblighi imposti.

  • art.165 comma 2 c.p.

    Richiamato in relazione alla finalita' riparativa e riabilitativa della sospensione condizionale; la Corte sottolinea che la sospensione realizza il meccanismo riparativo previsto dalla norma.

  • Convenzione europea dei diritti dell'uomo (EDU)

    Riferimento ai parametri di garanzia del giusto processo e all'importanza dell'oralita' e immediatezza della prova; la Corte ha valutato che tali garanzie non richiedevano la rinnovazione dell'istruttoria nel caso concreto, dato che i dati fattuali erano documentali, acquisiti e non contestati.

  • Giurisprudenza citata (Sez. 6, n. 11732 del 23/11/2022)

    Principio secondo cui l'onere argomentativo del giudice d'appello e' proporzionato alla quantita' della motivazione del primo grado; utilizzato per motivare che non sempre e' richiesta una motivazione "ulteriore" di tipo rafforzato.

Massime di principio

  • Il ribaltamento in appello di una assoluzione non impone automaticamente la rinnovazione integrale del dibattimento: la rinnovazione dell'istruttoria e' necessaria solo quando il giudice d'appello si fonda su elementi che richiedono l'acquisizione orale della prova o quando i fatti decisivi sono contestati.
  • L'obbligo di "motivazione rafforzata" del giudice d'appello sussiste ma e' proporzionato alla motivazione adottata dal primo grado; non sempre e' necessaria una motivazione addizionale particolarmente ampia se il primo giudice ha spiegato limitatamente le ragioni dell'assoluzione e i dati fattuali sono documentali e non contestati.
  • Nella determinazione della pena il giudice di merito ha ampia discrezionalita' purché adeguatamente motivata; l'onere motivazionale aumenta se la pena si discosta dal minimo edittale, ma aumenti impliciti per continuazione possono essere giustificati se la condotta e la natura del reato sono identiche.
  • La sospensione condizionale della pena ai sensi dell'art. 635 c.4 c.p. non deve essere esclusa in modo anticipato e assoluto nella motivazione: il giudizio definitivo sulla sua concessione deve rispettare il momento procedurale (passaggio in giudicato) e verificare l'adempimento o la possibile imposizione degli obblighi riparativi/di pubblica utilita'.
  • Le tracce elettroniche e i dati 'freddi' possono avere valore decisivo quando rendono implausibili o inconsistente l'alibi o le alternative prospettate dalla difesa; ipotesi difensive senza elemento probatorio concreto (es. uso del veicolo da terzi) rischiano di essere considerate irreali e insufficienti a determinare il ragionevole dubbio.
  • Strategia difensiva consigliata in casi analoghi: se la condanna interviene in appello, contestare puntualmente la legittimita' della mancata rinnovazione dell'istruttoria solo se sussistono elementi probatori orali decisivi non inseriti; prospettare ricorso sulla sospensione condizionale se la motivazione di rigetto e' formulata in termini anticipatori.

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