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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38933/2022 del 14/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Elena Albini aveva impugnato in Cassazione la sentenza del Tribunale di Bari che aveva confermato la condanna a suo carico per i reati di diffamazione e minaccia. Il ricorso deduceva la sopravvenuta remissione di querela e, come unico motivo principale, plurimi vizi di motivazione della sentenza impugnata.

La decisione

La Corte ha dichiarato l'estinzione del reato per remissione di querela. Risulta che Antonio Demauro ha rimosso la querela con dichiarazione del 3 novembre 2021 e l'imputata ha ritualmene accettato la remissione. Richiamata giurisprudenza di legittimità, la Corte ha affermato che la remissione intervenuta in pendenza del ricorso e accettata determina l'estinzione del reato e deve essere rilevata d'ufficio dal giudice di legittimità, travolgendo anche le statuizioni civili. Perciò la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata e ha posto le spese processuali a carico della querelata (Albini).

Norme richiamate

  • Sez. U, n. 24246 del 25/02/2004 (Chiasserini) e Sez. 5, n. 19675 del 25/02/2019 (Crupi)

    Giurisprudenza di legittimità che stabilisce che la remissione di querela intervenuta in pendenza del ricorso per cassazione e ritualmente accettata estingue il reato; tale estinzione prevale su eventuali cause di inammissibilità e deve essere rilevata e dichiarata dal giudice di legittimità, travolgendo le statuizioni civili collegate.

  • art. 129, primo comma, codice di procedura penale

    "in ogni stato e grado del processo il giudice il quale riconosce che il fatto non sussiste o che l'imputato non lo ha commesso o che il fatto non costituisce reato o non è previsto dalla legge come reato ovvero che il reato è estinto o che manca una condizione di procedibilità, lo dichiara di ufficio con sentenza"

    Il giudice, anche di legittimità, è tenuto a dichiarare d'ufficio l'estinzione del reato quando ne abbia conoscenza (tra cui la remissione di querela), pronunciando la sentenza che accerta l'improcedibilità o l'estinzione e producendo gli effetti di annullamento della precedente decisione.

Massime di principio

  • La remissione di querela, se intervenuta in pendenza di un ricorso per cassazione e ritualmente accettata dall'imputato, estingue il reato e il giudice di legittimità deve dichiararne l'estinzione d'ufficio.
  • L'estinzione del reato per remissione prevale su questioni processuali di inammissibilità e travolge anche le statuizioni civili connesse ai reati estinti.
  • Quando l'estinzione è dichiarata in Cassazione, la sentenza impugnata viene annullata senza rinvio agli effetti penali e civili.
  • La remissione deve essere rituale (dichiarata formalmente) e accettata; in assenza di questi requisiti l'effetto estintivo potrebbe non prodursi.
  • Le spese del procedimento possono essere poste a carico della persona che ha presentato la querela estinta (o della querelata, a seconda della decisione), per cui vi sono conseguenze patrimoniali anche se il reato è estinto.

Testo integrale

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