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Sentenza

Sentenza n. 613/2026 - Roma, Sezione 3T

per l’esecuzione della Sentenza Tribunale di Tivoli n. 263/2024 pubbl. il 14/02/2024 RG n. 2354/2023 passata in giudicato

Giustizia amministrativa202504656

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. III terSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Tivoli n. 263/2024, passata in giudicato

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (beneficiaria del giudicato)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto ricorso per l'esecuzione della sentenza del Tribunale di Tivoli n. 263/2024, deducendo l'inadempimento dell'amministrazione agli obblighi derivanti dal giudicato. L'amministrazione non ha fornito chiarimenti o indicazioni idonei a dimostrare la corretta esecuzione della pronuncia. La domanda è stata valutata alla luce dei principi sull'onere della prova nei rapporti tra creditore e debitore, richiamati dalla Cassazione, e del contenuto della sentenza da eseguire.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso per ottemperanza, ritenendo che dall'esame della sentenza del Tribunale di Tivoli risultasse il diritto della ricorrente a conseguire la pretesa riconosciuta dal giudicato e che i relativi presupposti non fossero più sindacabili in sede di ottemperanza. Ha dichiarato l'obbligo dell'amministrazione di dare esecuzione alla sentenza entro 60 giorni dalla notificazione o comunicazione della decisione. Per il caso di ulteriore inerzia, ha nominato quale Commissario ad acta il direttore generale dell'amministrazione resistente competente per materia, con facoltà di delega e senza compenso, attribuendogli un ulteriore termine di 60 giorni decorrente dalla scadenza del termine assegnato all'amministrazione e previa richiesta della ricorrente. L'amministrazione è stata condannata alle spese del giudizio, liquidate in euro 600,00 oltre accessori se dovuti, con rimborso del contributo unificato se versato e distrazione in favore dei procuratori antistatari.

Norme richiamate

  • art. 112 c.p.a.

    La disposizione è richiamata implicitamente quale fondamento dell'azione di ottemperanza, diretta a ottenere l'esecuzione del giudicato.

  • art. 114 c.p.a.

    La disposizione è richiamata implicitamente quale disciplina del giudizio di ottemperanza e della possibilità di ordinare all'amministrazione l'esecuzione del giudicato e nominare un commissario ad acta.

  • Cass. 13533/2001

    In tema di onere della prova tra debitore e creditore, l'amministrazione che assume di avere adempiuto deve fornire chiarimenti e indicazioni sulla corretta esecuzione dell'obbligazione.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, quando il ricorrente allega l'inadempimento del soggetto obbligato, l'amministrazione deve fornire chiarimenti e indicazioni sulla corretta esecuzione del giudicato; in mancanza, la pretesa esecutiva può essere accolta secondo i principi sull'onere della prova tra creditore e debitore.
  • In sede di ottemperanza non possono essere rimessi in discussione i presupposti del diritto già riconosciuto dalla pronuncia passata in giudicato, dovendosi l'amministrazione limitare a darvi esecuzione.
  • Accertato l'inadempimento, il giudice dell'ottemperanza può ordinare all'amministrazione di eseguire il giudicato entro un termine e nominare preventivamente un commissario ad acta, destinato a intervenire, su richiesta del ricorrente, in caso di inutile decorso del termine assegnato.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaOnere della prova e principio dispositivoEffetto conformativo e riedizione del potere

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