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Interpello

Risposta n. 273 del 18/07/2019

Agenzia delle Entrate

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Secondo l'istante, i lavoratori selezionati tramite un sistema di punteggio oggettivo integrano una categoria omogenea di dipendenti; il Percorso occupabilità, essendo formazione e aggiornamento professionale sostenuti dal datore di lavoro, rientra nell'art. 51, comma 2, lett. f), TUIR; le singole utilità del piano welfare sono non imponibili in base alle specifiche lettere dell'art. 51 richiamate per ciascuna voce.

Trattamento fiscale di un percorso di "occupabilità" e di un piano welfare aziendale destinati a una categoria omogenea di dipendenti

Il quesito

La società chiede se i dipendenti individuati tramite criteri oggettivi e inseriti nel Percorso occupabilità costituiscano una categoria omogenea ai fini dell'art. 51 TUIR e se il valore del Percorso occupabilità, nonché i beni e servizi del piano welfare (buoni acquisto, previdenza complementare, pacchetti sanitari, rimborsi per spese familiari e trasporto pubblico) possano fruire del regime di non imponibilità previsto dai commi 2 e seguenti dell'art. 51 TUIR.

Il parere dell’Agenzia

L'Agenzia ritiene che il Percorso occupabilità e il relativo credito welfare figurativo siano rivolti a una categoria di dipendenti ai sensi dell'art. 51, comma 2, TUIR, perché accessibili solo a chi raggiunge un certo punteggio basato su criteri oggettivi. Il Percorso occupabilità, in quanto formazione/apprendimento/aggiornamento professionale, realizza una finalità di istruzione e non genera reddito imponibile. Anche il budget welfare figurativo non è imponibile se non convertito in denaro e se usato nel rispetto delle finalità di legge. Le singole utilità del paniere non concorrono al reddito se rispettano le condizioni delle rispettive norme: pacchetti sanitari (lett. f), rimborsi scolastici per familiari in età prescolare (lett. f-bis), assistenza a familiari anziani o non autosufficienti (lett. f-ter), abbonamenti al trasporto pubblico (lett. d-bis), contribuzione alla previdenza complementare nei limiti di legge (art. 10, comma 1, lett. e-bis); per i buoni acquisto vale il limite del comma 3 dell'art. 51 (all'epoca lire 500.000, corrispondenti alla soglia generale dei fringe benefit).

Reddito di lavoro dipendente, Percorso occupabilità e piano welfare aziendale

L’interpello riguarda il trattamento fiscale di un progetto aziendale di formazione e aggiornamento professionale, denominato "Percorso occupabilità", e di un correlato piano welfare riservati a una categoria di dipendenti individuata tramite criteri oggettivi. Il tema centrale è stabilire se tali utilità possano beneficiare delle esclusioni dal reddito di lavoro dipendente previste dall’art. 51 del TUIR.

Fattispecie rappresentata

La società istante applica ai dipendenti non dirigenti un CCNL che consente la stipula di contratti integrativi aziendali solo per materie specificamente elencate. Con il nuovo contratto integrativo la società intende rafforzare il supporto socioeconomico ai lavoratori, migliorando la conciliazione vita-lavoro e investendo sull’"occupabilità" presente e futura.

L’obiettivo viene perseguito attraverso:

  • un percorso di formazione, apprendimento e aggiornamento professionale, denominato "Percorso occupabilità", messo a disposizione di una categoria di dipendenti individuata con criteri oggettivi funzionali;
  • un "Credito Welfare" figurativo, non liquidabile né convertibile in altro trattamento, destinato ai soli dipendenti inseriti nel Percorso occupabilità per fruire di beni, opere e servizi con finalità sociali;
  • per i dipendenti esclusi dal Percorso occupabilità, un’erogazione economica non collegata all’andamento economico della società.

La selezione dei beneficiari avviene tramite un sistema di pesatura che considera condizioni oggettive e funzionali, finalizzate a individuare lavoratori considerati a maggior rischio di non impiegabilità e di fragilità sociale. Le variabili considerate sono sia individuali sia territoriali. Il punteggio minimo per accedere al Percorso occupabilità è pari a 140.

Quesito del contribuente

La società chiede in sintesi:

  • se la categoria di dipendenti destinataria del Percorso occupabilità sia una "categoria omogenea" ai sensi dell’art. 51, commi 2 e seguenti, del TUIR;
  • se il valore del Percorso occupabilità e delle utilità eventualmente fruite tramite il piano welfare siano non imponibili ai sensi dei commi 2 e seguenti dell’art. 51 del TUIR.

Soluzione interpretativa prospettata dall’istante

Secondo la società:

  • la categoria selezionata tramite i criteri di clusterizzazione costituirebbe una categoria omogenea di dipendenti, anche se potenzialmente molto ampia;
  • il Percorso occupabilità sarebbe non imponibile perché consiste in un servizio di formazione e istruzione offerto a una categoria omogenea di dipendenti e sostenuto integralmente dal datore di lavoro, quindi riconducibile all’art. 51, comma 2, lett. f), TUIR;
  • anche le singole utilità del paniere welfare sarebbero escluse da imposizione, in base alla specifica disciplina di settore:
    • buoni acquisto entro il limite del comma 3;
    • contribuzione aggiuntiva alla previdenza complementare entro il limite di legge;
    • pacchetti sanitari ai sensi della lett. f);
    • rimborsi per spese prescolari e scolastiche ai sensi della lett. f-bis;
    • assistenza a familiari anziani o non autosufficienti ai sensi della lett. f-ter;
    • servizi di educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sociale e sanitaria ai sensi della lett. f);
    • rimborsi per abbonamenti al trasporto pubblico ai sensi della lett. d-bis.

Normativa e prassi richiamate dall’Agenzia

L’Agenzia richiama l’art. 51, comma 1, del TUIR, che prevede il principio di onnicomprensività del reddito di lavoro dipendente, e il comma 2, che elenca tassativamente le somme e i valori esclusi, in tutto o in parte, dal reddito imponibile.

Vengono richiamati anche precedenti di prassi, tra cui:

  • circolare n. 326 del 1997;
  • circolare n. 188 del 1998;
  • circolare n. 28/E del 2016;
  • circolare n. 5/E del 2018.

Tali documenti chiariscono che l’espressione "categorie di dipendenti" non coincide solo con le categorie civilistiche, ma comprende gruppi omogenei di lavoratori, ad esempio per livello, qualifica o turno. Non rientrano invece nel regime agevolato le utilità attribuite ad personam o a pochi lavoratori specificamente individuati.

Valutazione dell’Agenzia sulla categoria di dipendenti

L’Agenzia osserva che il Percorso occupabilità e il correlato Credito Welfare figurativo sono destinati ai dipendenti con maggior rischio di non impiegabilità e con maggiore fragilità sociale. La selezione avviene tramite una valutazione fondata su fattori soggettivi e oggettivi, con un sistema di punteggio, e solo chi raggiunge almeno 140 punti accede alle utilità.

Per questa ragione, l’Agenzia ritiene che il Percorso occupabilità e il relativo budget figurativo siano rivolti a una "categoria di dipendenti" ai sensi dell’art. 51, comma 2, del TUIR.

Valutazione dell’Agenzia sul Percorso occupabilità

Con riguardo al Percorso occupabilità, l’Agenzia richiama la lett. f) dell’art. 51, comma 2, TUIR, che esclude dal reddito le opere e i servizi di educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sociale e sanitaria o culto, purché:

  • siano messi a disposizione della generalità dei dipendenti o di categorie di dipendenti;
  • consistano in erogazioni in natura e non in somme di denaro;
  • perseguano le finalità indicate dalla norma.

Nel caso esaminato, l’Agenzia ritiene soddisfatte le prime due condizioni, poiché il servizio è offerto a una categoria di dipendenti e non prevede erogazioni monetarie, nemmeno a titolo di rimborso. Inoltre, il Percorso occupabilità, essendo un percorso di formazione, apprendimento e aggiornamento professionale, realizza una finalità di "istruzione". Di conseguenza, il suo valore non genera reddito di lavoro dipendente imponibile.

Valutazione dell’Agenzia sul Credito Welfare figurativo

Anche il budget di spesa figurativo assegnato ai dipendenti non genera imponibile, a condizione che:

  • le modalità di utilizzo non siano in contrasto con le finalità dei commi 2 e 3 dell’art. 51 TUIR;
  • il budget non utilizzato non venga convertito in denaro e rimborsato al lavoratore.

L’Agenzia precisa inoltre che il budget figurativo, se gestito su circuito elettronico, non costituisce un titolo di credito ma serve a identificare il dipendente che attiva il servizio e a prevenire utilizzi impropri o fraudolenti.

Valutazione delle singole utilità del piano welfare

Per le varie voci del paniere welfare, l’Agenzia conferma la non imponibilità nei limiti e alle condizioni previste dalla normativa specifica.

Pacchetti sanitari integrativi

L’acquisto di pacchetti sanitari integrativi non concorre al reddito se rientra nella lett. f), in quanto finalizzato a prestazioni sanitarie.

Spese scolastiche per familiari in età prescolare e spese per familiari

I rimborsi delle spese scolastiche per i familiari in età prescolare e, più in generale, le utilità collegate alla fruizione di servizi per l’istruzione dei familiari non concorrono al reddito se rimborsati nel rispetto della lett. f-bis) del comma 2 dell’art. 51 TUIR, anche alla luce dei chiarimenti della circolare n. 28/E del 2016, § 2.2.

Assistenza a familiari anziani o non autosufficienti

Le somme rimborsate per spese sostenute per l’assistenza di familiari anziani o non autosufficienti non concorrono al reddito se rispettano le condizioni della lett. f-ter), richiamata dall’Agenzia anche alla luce della circolare n. 28/E del 2016, § 2.3.

Abbonamenti al trasporto pubblico

Il rimborso delle spese per abbonamenti al trasporto pubblico locale, regionale e interregionale non concorre al reddito ai sensi della lett. d-bis), introdotta dalla legge n. 205 del 27 dicembre 2017, purché siano rispettate le condizioni previste dalla norma. La non imponibilità opera anche per abbonamenti destinati a familiari fiscalmente a carico.

Previdenza complementare

La contribuzione aggiuntiva ai fondi di previdenza complementare, nel contesto del piano rivolto a una categoria di dipendenti, può essere qualificata come onere deducibile che non concorre alla formazione del reddito nei limiti dell’art. 10, comma 1, lett. e-bis), del TUIR, richiamato dall’Agenzia in relazione all’art. 51, comma 2, lett. h).

Buoni acquisto

L’Agenzia richiama infine il comma 3 dell’art. 51 TUIR, che esclude dal reddito il valore dei beni ceduti e dei servizi prestati se complessivamente non superiore, nel periodo d’imposta, a lire 500.000; oltre tale limite, il valore concorre integralmente a formare il reddito. La risposta menziona questo regime con riferimento ai buoni acquisto.

Conclusioni operative

L’Agenzia conclude che:

  • il Percorso occupabilità, per la sua struttura e per le modalità di selezione dei beneficiari, è rivolto a una categoria di dipendenti ai sensi dell’art. 51, comma 2, TUIR;
  • il suo valore non genera reddito di lavoro dipendente imponibile, poiché riconducibile a un servizio di istruzione fornito in natura;
  • il Credito Welfare figurativo non è imponibile se non convertito in denaro e se utilizzato nel rispetto delle finalità normative;
  • le varie utilità del piano welfare sono non imponibili solo se ricorrono, per ciascuna di esse, le condizioni specificamente previste dalle singole disposizioni dell’art. 51 TUIR e della normativa richiamata.

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