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Cassazione Penale, Ordinanza n. 19811/2026 del 29/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il giudice dell'esecuzione aveva accolto la richiesta di applicare la disciplina del reato continuato ex art. 81 c.p. solo tra alcuni fatti già giudicati per violazioni dell'art. 75 d.lgs. 159/2011, rigettandola invece per un secondo gruppo di sentenze relative a furti e tentati furti. Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza deducendo violazione di legge e vizio di motivazione in relazione all'art. 81 c.p., sostenendo che il giudice non avrebbe valorizzato adeguatamente l'omogeneità delle condotte, la progressione criminosa e la sostanziale identità delle modalità esecutive, e che dunque doveva essere riconosciuta l'unicità del disegno criminoso anche per i reati contro il patrimonio.

La decisione

La Corte ha ritenuto manifestamente infondate le doglianze. Ha osservato che il provvedimento impugnato aveva motivato in modo adeguato richiamando la distanza temporale e la diversità dei luoghi di commissione dei fatti, elementi incompatibili con la prova dell'identità originaria del disegno criminoso. Ha ribadito che l'unicità del programma criminoso deve essere rintracciabile sin dalla commissione del primo reato e che, nel caso concreto, dagli atti non emergevano elementi idonei a dimostrare una deliberazione unitaria originaria, ma soltanto condotte espressive di esigenze estemporanee e delle opportunità del momento. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 81 c.p.

    La continuazione richiede la prova di un originario e unico disegno criminoso, desumibile già dal primo reato; la mera omogeneità delle condotte non basta.

  • art. 75 d.lgs. 159/2011

    I fatti oggetto di alcuni giudicati riguardavano reati previsti da questa disposizione, ma la sentenza non si sofferma sul relativo contenuto tipico, limitandosi al loro raccordo ai fini della continuazione.

  • Sez. U, n. 28659 del 18/05/2017, Gargiulo

    Richiamata a sostegno del principio per cui l'identità del disegno criminoso deve essere originaria e non ricavabile in modo postumo da sole analogie tra reati.

  • Sez. 1, n. 13971 del 30/3/2021, di Serio

    Richiamata in tema di requisiti dell'identità del disegno criminoso, in continuità con l'orientamento restrittivo.

  • Sez. 1, n. 39222 del 26/02/2014, B

    Richiamata per affermare che la continuità criminosa non si desume dalla sola omogeneità delle condotte.

  • Sez. 6, n. 5465 del 04/11/2020, dep. 2021, F.

    Richiamata per ribadire che in cassazione non è consentita una diversa e alternativa lettura del fatto e della motivazione.

Massime di principio

  • Ai fini del riconoscimento della continuazione ex art. 81 c.p., non è sufficiente la mera omogeneità dei reati o delle modalità esecutive: occorre la prova di un unico disegno criminoso originario.
  • L'identità del disegno criminoso deve essere già desumibile al momento della commissione del primo reato e non può essere ricostruita solo ex post sulla base della ripetizione di condotte analoghe.
  • La distanza temporale tra i fatti e la diversità dei luoghi di commissione sono elementi valutabili in senso contrario alla configurabilità di un medesimo programma criminoso.
  • In sede di legittimità non è consentito chiedere una nuova valutazione del materiale fattuale per ottenere una lettura alternativa della vicenda rispetto a quella motivatamente adottata dal giudice di merito.
  • Quando il ricorso è manifestamente infondato, la Corte dichiara l'inammissibilità e applica le conseguenze economiche previste, salvo che emergano elementi idonei a escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Come è indicizzato

MaterieCircostanze del reatoImpugnazioni
RamiParte generaleProcesso penale
IstitutiContinuazione

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