Ordinanza n. 2435/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: sentenza semplificata del TAR Lazio – Roma, Sez. IV ter, che aveva respinto il ricorso di primo grado
Esito
Favorevole al resistente (amministrazioni resistenti)
Prevale l’amministrazione
La controversia
L’appellante ha impugnato la sentenza del TAR chiedendone, in via cautelare, la sospensione dell’efficacia. Dalla motivazione dell’ordinanza emerge che la controversia riguardava, in particolare, la legittimità dei quesiti n. 31 e n. 14 di una prova concorsuale. Quanto al quesito n. 31, l’appellante contestava presumibilmente la formulazione o la risposta individuata dall’Amministrazione; quanto al quesito n. 14, ne prospettava l’eventuale annullamento e la conseguente attribuzione di un punto supplementare. Il testo non specifica gli ulteriori motivi d’appello né il contenuto integrale delle censure dedotte.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha respinto la domanda cautelare per difetto di fumus boni iuris. Ha ritenuto, in questa fase sommaria, che il quesito n. 31 avesse carattere nozionistico e richiedesse una risposta coerente con il diritto positivo vigente, poiché l’Amministrazione aveva chiaramente e puntualmente delimitato l’ambito normativo rilevante per individuare la risposta corretta. Quanto al quesito n. 14, il Collegio ha osservato che il suo eventuale annullamento non avrebbe comportato automaticamente l’attribuzione di un punto aggiuntivo; non risultava quindi superata la prova di resistenza, il cui onere incombeva sull’appellante. Le spese della fase cautelare sono state compensate.
Norme richiamate
art. 98 c.p.a.
Disciplina l’appello cautelare e consente di chiedere la sospensione dell’efficacia della sentenza impugnata; la domanda è stata respinta per assenza di fumus boni iuris.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato quale fondamento della tutela dei dati identificativi dell’appellante mediante oscuramento.
art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679
Richiamato, insieme alla normativa nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti e della dignità dell’interessato mediante oscuramento dei dati identificativi.
Massime di principio
- In sede cautelare d’appello, la sospensione dell’efficacia della sentenza presuppone almeno la sussistenza del fumus boni iuris; in mancanza, l’istanza deve essere respinta senza necessità di riconoscere la misura richiesta.
- Un quesito concorsuale di carattere nozionistico è legittimo quando l’Amministrazione abbia chiaramente delimitato l’ambito normativo di riferimento e la risposta prevista sia congruente con il diritto positivo vigente.
- L’eventuale illegittimità o annullamento di un quesito concorsuale non comporta automaticamente l’attribuzione del relativo punteggio: il candidato deve dimostrare, secondo la prova di resistenza, che la rimozione dell’atto determinerebbe concretamente un esito a lui favorevole.
- Nella fase cautelare il candidato che impugna un quesito concorsuale deve dimostrare l’utilità concreta e attuale della misura richiesta, non essendo sufficiente dedurre l’illegittimità astratta del quesito.
Come è indicizzato
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