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Sentenza

Sentenza n. 6218/2026 - Roma, Sezione 2B

per l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia: dell’ordinanza sindacale n. 9 del 26 gennaio 2026, notificata in data 4 febbraio 2026, per l’allontanamento degli equidi presenti nello stabilimento identificato con il codice aziendale 015RM80;

Giustizia amministrativa202602612

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II bisSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza sindacale contingibile e urgente che disponeva l’allontanamento degli equidi presenti nello stabilimento identificato con il codice aziendale 015RM80

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (gestore di stabilimento)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l’ordinanza sindacale adottata ai sensi dell’art. 50, comma 5, TUEL, deducendo: a) l’assenza dei presupposti per l’esercizio del potere extra ordinem, in particolare per mancanza di contingibilità, urgenza e rischio concreto di inquinamento, anche perché il letame non sarebbe qualificabile come rifiuto ai sensi del testo unico ambientale; b) l’omessa comunicazione di avvio del procedimento; c) il difetto di istruttoria. L’ordinanza aveva disposto l’allontanamento degli equidi ritenendo inidonea la struttura al loro ricovero e ravvisando un possibile rischio di inquinamento delle acque superficiali e della falda acquifera derivante dal letame presente nello stabilimento.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e annullato l’ordinanza, assorbendo il motivo relativo all’omessa comunicazione di avvio del procedimento. Il Collegio ha richiamato i presupposti del potere di ordinanza contingibile e urgente: pericolo di nuova insorgenza, irreparabile e imminente, imprevisto e imprevedibile; residualità rispetto agli strumenti tipici; urgenza, intesa come impossibilità di differire l’intervento e necessità di salvaguardare immediatamente l’interesse pubblico; provvisorietà e temporaneità degli effetti; proporzionalità della misura. Ha ritenuto che tali presupposti non sussistessero. Anzitutto, il richiamo alle prescrizioni impartite nel novembre 2023 dimostrava che la situazione era conosciuta da oltre due anni e non aveva carattere estemporaneo, imminente, imprevisto o imprevedibile. Inoltre, l’ordinanza non rispettava il requisito della residualità, poiché l’eventuale esercizio illegittimo dell’attività in assenza di SCIA avrebbe dovuto essere contrastato mediante gli strumenti repressivi tipici in materia di SCIA commerciale. Il provvedimento era altresì affetto da difetto di istruttoria: il Comune aveva affermato genericamente che il letame collocato nel cassone potesse inquinare la falda, senza spiegare le ragioni né richiamare documentazione specifica. Dai verbali dell’ASL richiamati nell’ordinanza non emergevano né il rischio di inquinamento della falda né rischi imminenti per la salute degli equidi. Infine, l’omesso approfondimento dei rischi rendeva la misura sproporzionata, poiché il Comune avrebbe potuto imporre prescrizioni ulteriori, mentre l’allontanamento degli animali costituiva un’estrema ratio. L’annullamento è stato disposto fermo restando il riesercizio del potere amministrativo nel rispetto dell’effetto conformativo della sentenza. Spese integralmente compensate.

Norme richiamate

  • art. 50, comma 5, d.lgs. 267/2000 (TUEL)

    ordinanza contingibile e urgente

    Il potere sindacale extra ordinem richiede la presenza congiunta di contingibilità o necessità, residualità, urgenza, provvisorietà o temporaneità degli effetti e proporzionalità della misura.

  • art. 60 c.p.a.

    Sentite le stesse parti ai sensi dell'art. 60 cod. proc. amm.

    Ha consentito la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata nella camera di consiglio fissata per la fase cautelare.

Massime di principio

  • Il potere sindacale di adottare ordinanze contingibili e urgenti presuppone un pericolo di nuova insorgenza, irreparabile e imminente, imprevisto e imprevedibile; una situazione preesistente, permanente o prevedibile non legittima il ricorso al potere extra ordinem.
  • Il requisito della residualità impedisce di utilizzare l’ordinanza contingibile e urgente per reprimere violazioni o attività illegittime fronteggiabili mediante strumenti tipici previsti dall’ordinamento, come i poteri repressivi in materia di SCIA.
  • Le ordinanze extra ordinem, derogando al principio di tipicità e potendo incidere su diritti e interessi privati, devono essere sorrette da un’istruttoria adeguata e da una motivazione congrua e specifica, soprattutto con riguardo alla concreta sussistenza del pericolo posto a fondamento della misura.
  • La mera allegazione generica di un rischio ambientale o sanitario non è sufficiente: l’amministrazione deve documentare, attraverso accertamenti e riferimenti puntuali, il nesso tra la situazione riscontrata e il pericolo concreto e imminente che intende prevenire.
  • L’allontanamento degli animali, ove siano ipotizzabili misure prescrittive meno incisive idonee a fronteggiare il rischio, deve essere considerato extrema ratio e rispetta il principio di proporzionalità soltanto se le alternative risultano inadeguate.

Come è indicizzato

MaterieOrdinanze contingibili e urgentiInvalidità del provvedimento
RamiEnti locali e organizzazione amministrativaProcedimento amministrativo
IstitutiDifetto di istruttoriaProporzionalità e ragionevolezzaPrincipio di legalità e tipicitàEffetto conformativo e riedizione del potere

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