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Sentenza

Sentenza n. 310/2026 - Brescia, Sezione 1

per l'annullamento del provvedimento del Comune di Capriolo, emesso in data 1 luglio 2022, in forza del quale è stata dichiarata l’inefficacia della SCIA n. 23/2022, datata 20 maggio 2022, riguardante l’avvio di una nuova attività artigianale in un edificio produttivo situato in viale Lombardia, ed è stata ingiunta l’immediata cessazione dell’attività; del provvedimento del Comune di Capriolo, datato 23 maggio 2022, con il quale è stata dichiarata l’inefficacia della SCA presentata il 6 maggio 2022, ed è stata formulata richiesta di integrazione documentale;

Giustizia amministrativa202200865

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Brescia, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimenti comunali che avevano dichiarato l’inefficacia della SCA e della SCIA, richiesto integrazioni documentali e disposto la cessazione immediata dell’attività

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ricorrente ha impugnato il provvedimento del Comune che aveva dichiarato l’inefficacia della segnalazione certificata di agibilità relativa a una porzione di fabbricato produttivo, formulando contestualmente una richiesta di integrazione documentale, nonché il successivo provvedimento che aveva dichiarato inefficace la SCIA per l’avvio di una nuova attività artigianale, ordinando la cessazione immediata dell’attività e la rimozione degli eventuali effetti dannosi prodotti. Nel corso del giudizio la società ha chiesto la dichiarazione di cessazione della materia del contendere, deducendo che il Comune, con atto del 13 dicembre 2022, aveva preso atto della completezza della documentazione necessaria per la SCA e della dichiarazione del direttore dei lavori secondo cui lo stato di avanzamento delle opere di urbanizzazione non impediva l’uso degli immobili produttivi. Tale sopravvenienza aveva consentito alla società di avviare l’attività presso il nuovo sito produttivo.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, nonostante il Comune non avesse formalmente annullato d’ufficio i provvedimenti impugnati. Il Collegio ha ritenuto decisivo che l’atto comunale del 13 dicembre 2022 avesse comunque superato gli effetti inibitori e ostativi degli atti contestati, riconoscendo la completezza della documentazione allegata alla SCA e la non preclusività dello stato di avanzamento delle opere di urbanizzazione all’uso degli immobili produttivi. Essendo venuto meno l’interesse concreto all’annullamento, non residuava utilità nella decisione di merito. Le spese di lite sono state integralmente compensate in ragione della complessità e peculiarità della controversia.

Norme richiamate

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato in relazione alla trattazione dell’udienza straordinaria di smaltimento dell’arretrato con modalità telematiche; non costituisce la ragione decisiva dell’improcedibilità.

Massime di principio

  • Il ricorso avverso provvedimenti inibitori relativi a una SCIA o a una SCA diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse quando l’amministrazione, anche senza procedere a un formale annullamento d’ufficio, adotta successivamente atti incompatibili con gli effetti ostativi dei provvedimenti impugnati e consente di fatto l’esercizio dell’attività.
  • La sopravvenuta rimozione degli effetti inibitori e ostativi dell’atto impugnato fa venir meno l’utilità concreta e attuale della pronuncia di annullamento, determinando l’improcedibilità del ricorso per carenza sopravvenuta di interesse.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziSCIA e liberalizzazioniEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseSilenzio della pubblica amministrazione

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