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Sentenza

Sentenza n. 1968/2026 - Palermo, Sezione 2

Giustizia amministrativa202502012

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: esito della prova scritta e graduatoria regionale del concorso per funzionari psicologi, con mancato riconoscimento della risposta al quesito n. 24 e conseguente esclusione del candidato dalla graduatoria

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'esito della prova scritta del concorso pubblico per funzionari psicologi e, con motivi aggiunti, la graduatoria regionale nella parte in cui non lo includeva. La prova prevedeva 60 quesiti, con attribuzione di 0,50 punti per ogni risposta esatta, nessun punto per la mancata risposta e detrazione di 0,15 punti per ogni risposta errata. Il candidato aveva conseguito 20,90/30, a fronte della soglia di idoneità di 21/30. Contestava la valutazione come errata della risposta fornita al quesito n. 24, relativo alla definizione del Servizio sanitario nazionale ai sensi dell'art. 1 del d.lgs. 502/1992. Il ricorrente aveva scelto l'opzione secondo cui le funzioni e attività assistenziali sono svolte da soggetti pubblici e privati, mentre l'Amministrazione aveva considerato corretta soltanto l'opzione riferita ai Servizi sanitari regionali e agli altri enti e istituzioni di rilievo nazionale. Deduceva ambiguità e perplessità del quesito, equivalenza sostanziale delle prime due risposte, difetto di istruttoria, errore manifesto, violazione del legittimo affidamento, della parità tra i candidati, della lex specialis e del buon andamento, sostenendo inoltre che il quesito, di natura tecnico-giuridica, fosse incongruo rispetto al profilo professionale di psicologo. In via preliminare l'Amministrazione aveva eccepito l'incompetenza territoriale del TAR Sicilia in favore del TAR Lazio, assumendo che il quesito fosse stato formulato a livello centrale.

La decisione

Il TAR ha respinto l'eccezione di incompetenza territoriale, ritenendo che la procedura fosse organizzata su base regionale, con graduatorie ed effetti limitati a ciascuna Regione; la formulazione centralizzata dei quesiti non incideva sulla competenza territoriale. Nel merito ha respinto il ricorso e i motivi aggiunti. Ha ritenuto che il quesito n. 24 individuasse un'unica risposta corretta, coincidente con il contenuto e il significato sistematico dell'art. 1 del d.lgs. 502/1992: le funzioni e attività assistenziali del SSN sono quelle dei Servizi sanitari regionali e delle altre funzioni e attività svolte dagli enti e istituzioni di rilievo nazionale. L'opzione scelta dal ricorrente, riferita genericamente a soggetti pubblici e privati, non riproduceva la definizione legislativa e risultava logicamente incompatibile con essa, poiché lasciava intendere che qualunque soggetto pubblico o privato potesse svolgere funzioni del SSN, mentre gli operatori privati devono essere autorizzati o accreditati. Il Collegio ha applicato il principio secondo cui la formulazione dei quiz e l'individuazione della risposta esatta rientrano nella discrezionalità tecnica dell'Amministrazione e sono sindacabili soltanto in presenza di errori macroscopici, manifesta illogicità o irragionevolezza, oppure quando manchi una risposta univocamente corretta. Ha distinto il distrattore legittimo dalla risposta decettiva: il primo è plausibile ma certamente scartabile dal candidato competente; la seconda non è scartabile dal candidato mediamente preparato e diligente per insufficienza degli elementi discriminatori del quesito. Nel caso concreto la prima opzione costituiva un distrattore legittimo e non una risposta decettiva. Il TAR ha inoltre ritenuto il quesito coerente con la lex specialis, poiché la parte comune della prova comprendeva materie giuridico-amministrative e il profilo di funzionario psicologo includeva anche normative sociosanitarie e psicologia della salute. Il Collegio ha motivatamente dichiarato di discostarsi dalla precedente ordinanza cautelare del CGARS, che aveva sospeso la detrazione di 0,15 punti; l'Amministrazione aveva dato esecuzione alla misura cautelare attribuendo provvisoriamente al ricorrente 21,05 punti e l'idoneità con riserva. Le spese sono state compensate tra le parti costituite, in considerazione del diverso esito della fase cautelare; nulla è stato disposto per le parti non costituite.

Norme richiamate

  • art. 1 d.lgs. 502/1992

    la tutela della salute come diritto fondamentale dell’individuo ed interesse della collettività è garantita, nel rispetto della dignità e della libertà della persona umana, attraverso il Servizio sanitario nazionale, quale complesso delle funzioni e delle attività assistenziali dei Servizi sanitari regionali e delle altre funzioni e attività svolte dagli enti ed istituzioni di rilievo nazionale, nell’ambito dei conferimenti

    La disposizione individua la definizione normativa del Servizio sanitario nazionale. In un quiz che la richiami espressamente, è corretta l'opzione che ne riproduce il contenuto, mentre una formula generica riferita a soggetti pubblici e privati non è equivalente.

  • artt. 8-bis e seguenti d.lgs. 502/1992

    Le attività sanitarie erogate da soggetti privati nell'ambito del SSN presuppongono autorizzazione o accreditamento; pertanto, la formula generica riferita a qualunque soggetto pubblico o privato è logicamente incompatibile con il sistema normativo.

Massime di principio

  • Nelle prove concorsuali a risposta multipla, la formulazione dei quesiti e l'individuazione della risposta corretta rientrano nella discrezionalità tecnica dell'Amministrazione e sono sindacabili dal giudice soltanto in presenza di errori macroscopici, manifesta illogicità o irragionevolezza, oppure quando tra le opzioni non sia presente una risposta univocamente corretta.
  • Quando un quesito richiama espressamente una disposizione normativa, è legittima la scelta dell'opzione che riproduce il contenuto e il significato sistematico della disposizione; un'opzione genericamente formulata, anche se astrattamente compatibile con alcuni aspetti della disciplina, può costituire un distrattore legittimo se risulta logicamente incompatibile con la norma richiamata.
  • Il distrattore di un quiz è legittimo quando appare plausibile a un candidato superficialmente preparato, ma può essere scartato con certezza da un candidato competente sulla base del diritto vigente; è invece decettiva l'opzione che un candidato mediamente preparato e diligente non possa ragionevolmente distinguere dalla risposta corretta per insufficienza degli elementi discriminatori del quesito.
  • Un quesito relativo a una disciplina giuridico-amministrativa può essere inserito nella parte comune di una prova concorsuale quando la lex specialis contempla materie comuni trasversali e il profilo professionale include, anche tra le materie specifiche, ambiti connessi alla normativa oggetto della domanda.
  • In una procedura concorsuale organizzata su base regionale, con graduatorie ed effetti limitati a ciascuna Regione, la competenza territoriale non è spostata presso il giudice della sede centrale per il solo fatto che i quesiti siano stati formulati a livello nazionale o centralizzato.

Come è indicizzato

MaterieConcorsi pubbliciCompetenza
RamiPubblico impiego e concorsiProcesso amministrativo
SottomaterieProve e valutazione delle commissioni
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaLegittimazione e interesse a ricorrereProporzionalità e ragionevolezza

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