Cassazione Penale, Sentenza n. 21309/2022 del 01/06/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Fall Fallou ha chiesto il riconoscimento di un equo indennizzo ex art. 314 c.p.p. per ingiusta detenzione subita in seguito a misura cautelare applicata per il reato previsto dagli artt. 110 e 628, comma 3, c.p. Era stato assolto con sentenza irrevocabile per non aver commesso il fatto. La Corte d'appello ha rigettato l'istanza ritenendo che l'incolpazione cautelare si fondasse sulle dichiarazioni delle vittime, sugli accertamenti della polizia intervenuta nel luogo e nel tempo del reato e sulla condotta dello stesso Fallou, che alla vista delle forze dell'ordine si era disfatto di un telefono (corpo di reato) acceso e senza PIN e non aveva chiarito la natura dell'operazione di acquisto. Il ricorrente ha censurato in Cassazione un presunto travisamento della motivazione della sentenza di assoluzione, sostenendo che la tempestività dell'intervento di polizia non gli consentì di restituire l'apparecchio.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che il giudice della riparazione valuta autonomamente, con valutazione ex ante, se la condotta dell'interessato abbia concorso a cagionare l'adozione della misura cautelare per dolo o colpa grave; non si tratta di valutare la sussistenza del reato ma se la condotta abbia creato la falsa apparenza della sua configurabilità. Nel caso concreto la Corte d'appello ha motivato, in modo congruo e logico, che Fallou ha tenuto una condotta idonea a far ritenere la sua partecipazione alla rapina: ha trattenuto un telefono privo di PIN nonostante sospetti sulla sua provenienza, lo ha gettato alla vista della polizia e non ha informato gli agenti dell'acquisto. Tale comportamento è stato ritenuto colpa grave che esclude l'equa riparazione; il ricorso è stato quindi respinto e l'imputato condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 314 cod. proc. pen.
La norma disciplina l'equa riparazione per ingiusta detenzione; la Corte ha applicato il principio secondo cui l'indennizzo è escluso se l'interessato ha concorso a causare la custodia cautelare con dolo o colpa grave, valutando autonomamente se la sua condotta abbia creato la falsa apparenza del reato
art. 110 cod. pen.
Norma sulla concorso di persone nel reato; citata solo per l'imputazione iniziale, non rilevante ai fini della decisione sulla riparazione, che si concentra sulla condotta che ha ingenerato l'apparenza di responsabilità
art. 628, comma 3, cod. pen.
art. 628, comma 3, cod. pen.
Norma sulla rapina aggravata (per l'atto contestato nella fase cautelare); richiamata quale fattispecie a base dell'arresto cautelare ma la valutazione sull'equa riparazione è stata compiuta indipendentemente dall'esito penale sostanziale
Massime di principio
- Il giudice della riparazione valuta autonomamente (ex ante) se la condotta dell'indagato abbia causato, con dolo o colpa grave, la falsa apparenza del reato che ha determinato la misura cautelare; non è vincolato dall'esito assolutorio del processo penale
- Comportamenti come il trattenere beni di dubbia provenienza, disfarsene alla vista delle forze dell'ordine o omettere di fornire chiarimenti agli agenti possono integrare colpa grave e dunque escludere l'equa riparazione
- La tempestività dell'intervento delle forze dell'ordine non esclude automaticamente la responsabilità dell'indagato: va valutato se, in concreto, la sua condotta abbia effettivamente indotto l'Autorità a ritenere plausibile la commissione del reato
- Per contestare un rigetto in sede di riparazione è necessario dimostrare l'assenza di nesso causale tra la propria condotta e la decisione cautelare o l'assenza di colpa grave; la mera acquisizione di un'insufficiente prova di innocenza nel processo penale non è di per sé idonea
- In situazioni simili, chi richiede l'equa riparazione deve documentare e dimostrare comportamenti collaborativi e mancata predisposizione di condotte idonee a creare una falsa apparenza di responsabilità (es. restituzione immediata del bene, comunicazione chiara alle forze dell'ordine, prove dell'acquisto lecito)
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