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Parere

Parere n. 1207/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 1

Ricorso straordinario proposto dalla signora Valentina Savino contro il Comune di Trieste per l’annullamento: - dell’ordinanza del Comune di Trieste del 6 giugno 2024, prot. gen. 2204-0132751, Prot. Corr. 28/8-5/2024, notificato a mezzo posta in data 17 giugno 2024, a seguito di notifica ex art. 140 c.p.c. del 14 giugno 2024, con la quale è stata disposta la demolizione e la rimessa in pristino dello stato dei luoghi relativamente alle opere non conformi in Trieste, p.c.n. I 948/1 del C.C. di Barcola – via del Perarolo; - di ogni altro atto presupposto nonché consequenziale.

Giustizia amministrativa202501056

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il Consiglio di Stato prende atto della dichiarazione di rinuncia al ricorso resa dalla ricorrente tramite il proprio difensore. In applicazione del principio dispositivo, ritenuto operante anche nel ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, dichiara l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, senza esaminare nel merito il motivo dedotto.

Consiglio di Stato, Sez. IRicorso straordinario al Presidente della Repubblica

Impugnazione dell’ordinanza del Comune di Trieste del 6 giugno 2024, recante demolizione e rimessione in pristino per opere non conformi realizzate in Trieste, p.c.n. I 948/1 del C.C. di Barcola – via del Perarolo.

Esito

IMPROCEDIBILITA

Prevale l’amministrazione

La questione giuridica

La ricorrente ha impugnato l’ordinanza comunale di demolizione e rimessione in pristino, deducendo, con un unico motivo, la violazione o falsa applicazione degli artt. 42 e 51 della legge regionale n. 19/2009, del PRGC del Comune di Trieste e del d.lgs. n. 42/2004, nonché eccesso di potere per difetto dei presupposti, travisamento dei fatti, illogicità manifesta, sviamento di potere e difetto di istruttoria. Nel corso del procedimento, il difensore ha comunicato la volontà della ricorrente di rinunciare all’ulteriore trattazione del ricorso.

Osservazioni

Rinuncia al ricorso

La rinuncia all’ulteriore trattazione del gravame deve essere presa d’atto in applicazione del principio dispositivo, applicabile anche al ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.

Sopravvenuta carenza di interesse

La rinuncia determina la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione e conduce alla declaratoria di improcedibilità del ricorso, senza esame delle censure di merito.

Norme richiamate

  • artt. 42 e 51 l.r. n. 19/2009

    La ricorrente ne ha dedotto la violazione o falsa applicazione; il parere non esamina nel merito tali censure.

  • d.lgs. n. 42/2004

    La ricorrente ne ha dedotto la violazione o falsa applicazione; il parere non esamina nel merito la censura.

  • art. 140 c.p.c.

    È richiamato nell’atto impugnato con riferimento alla notificazione dell’ordinanza comunale; il parere non svolge ulteriori considerazioni interpretative.

Massime di principio

  • Nel ricorso straordinario al Presidente della Repubblica opera il principio dispositivo, sicché la rinuncia dell’interessato all’ulteriore trattazione del ricorso deve essere presa d’atto.
  • La rinuncia al ricorso determina la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione e comporta la declaratoria di improcedibilità del ricorso straordinario, senza esame delle censure di merito.

Impugnazione di un’ordinanza comunale di demolizione

Il parere riguarda un ricorso straordinario proposto da una privata contro il Comune di Trieste per l’annullamento di un’ordinanza del 6 giugno 2024, con cui era stata disposta la demolizione e la rimessione in pristino dello stato dei luoghi relativamente a opere non conformi ubicate in Trieste, p.c.n. I 948/1 del C.C. di Barcola – via del Perarolo.

Motivo di ricorso

La ricorrente aveva dedotto, con un unico motivo, la violazione o falsa applicazione degli artt. 42 e 51 della l.r. n. 19/2009, del PRGC del Comune di Trieste e del d.lgs. n. 42/2004. Erano stati inoltre denunciati eccesso di potere per difetto dei presupposti, travisamento dei fatti, illogicità manifesta, sviamento di potere e difetto di istruttoria.

Rinuncia alla trattazione

Nel corso dell’istruttoria, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha riferito che il difensore della ricorrente, con atto del 24 marzo 2025 trasmesso il 27 marzo 2025, aveva comunicato l’intenzione della propria assistita di rinunciare all’ulteriore trattazione del gravame.

Valutazioni del Consiglio di Stato

La Sezione ha preso atto della dichiarazione di rinuncia resa dalla ricorrente tramite il proprio difensore. Il parere afferma che il principio dispositivo è applicabile anche al rimedio giustiziale del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.

La rinuncia fa venir meno l’interesse alla decisione. Di conseguenza, il Consiglio di Stato non ha esaminato nel merito le censure formulate contro l’ordinanza di demolizione e ha ritenuto il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.

Conclusione

La Sezione ha espresso parere nel senso della declaratoria di improcedibilità del ricorso straordinario per sopravvenuta carenza di interesse.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSanatoria paesaggisticaRicorso straordinario al Presidente della Repubblica
RamiEdiliziaBeni culturali e paesaggioProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseLegittimazione e interesse a ricorrere

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