Cassazione Penale, Sentenza n. 45148/2022 del 28/11/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorso, proposto dal difensore Avv. Salvatore Spedale, deduceva: 1) violazione di legge per il diniego della riapertura dell'istruttoria al fine di acquisire il decreto di archiviazione relativo al proc. 10812/14 e l'intero incarto processuale ritenuti prova decisiva (accertamenti tecnici in altro procedimento avevano riscontrato la conformità di merce simile); 2) errata applicazione degli artt. 648 e 474 c.p., per non aver valutato la "grossolanità" del falso, la scarsa qualità e il basso prezzo come elementi che escluderebbero la lesione della fede pubblica; 3) errata attribuzione della responsabilità penale al prevenuto nonostante la titolarità dell'attività fosse della moglie, assente al controllo, e la gestione occasionale del negozio da parte del ricorrente non sufficiente a provare la sua responsabilità per approvvigionamento e introduzione della merce.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto logicamente assorbente il terzo motivo e censurato la motivazione dei giudici di merito in punto di addebitabilità soggettiva: la mera presenza del ricorrente e la sua gestione occasionale del negozio in assenza della titolare non sono risultati idonei a provare una stabile relazione di detenzione dei beni e l'autonoma disponibilità necessaria per la responsabilità per ricettazione e per la detenzione a fini di vendita. La Corte ha inoltre chiarito che l'art. 474 c.p. ricomprende ipotesi alternative (introduzione e/o detenzione a fini di vendita) e che i giudici avevano valorizzato la sola detenzione senza verificare la sussistenza di una relazione qualificata fra il bene e l'imputato. Alla luce di ciò la Cassazione ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio ad altra Sezione della Corte d'Appello di Palermo per nuovo giudizio.
Norme richiamate
art. 23, comma 8, D.L. n. 137/2020
Consentita la trattazione con contraddittorio cartolare (procedura tramite atti senza udienza pubblica) nel procedimento di legittimità; citata per spiegare la modalità di trattazione del ricorso.
art. 648 c.p.
Norma che disciplina il reato di ricettazione. La decisione richiama la natura istantanea del reato (si perfeziona all'acquisto o alla ricezione del bene) e sottolinea che la responsabilità soggettiva richiede elementi che colleghino l'imputato al momento dell'acquisizione/introduzione del bene.
art. 474 c.p.
Norma che sanziona l'introduzione nello Stato e la detenzione ai fini di vendita di prodotti con marchi contraffatti. La Corte evidenzia che le ipotesi di introduzione e la detenzione a fini di vendita sono, nella sostanza, alternative (il secondo comma esclude la rilevanza autonoma della detenzione nei casi di concorso nella contraffazione/introduzione) e richiedono una verifica puntuale della condotta accertata.
art. 56 c.p.
Richiamato in riferimento al diverso procedimento in cui si era contestata altra fattispecie (concorso in reato), segnalando che l'esistenza di un diverso capo di imputazione in altro procedimento non esonera dalla necessità di valutare la specificità probatoria nel presente giudizio.
art. 515 c.p.
Menziionato insieme all'art. 56 come norma collegata alle contestazioni rilevate in altro procedimento; indicato per distinguere le fattispecie contestate nei diversi procedimenti.
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (richiamata)
Sez. 2, n. 29561 del 20/07/2020; Sez. 5, n. 53198 del 11/10/2018; Sez. 1, n. 42886 del 20/12/2017; Sez. 2, n. 4853 del 20/12/1993
Richiamati per affermare principi consolidati: la natura istantanea della ricettazione, la nozione di detenzione a fini di vendita che richiede una relazione stabile e autonomo possesso materiale, e la distinzione fra detenzione in nome proprio e per conto altrui. Questi orientamenti hanno sorretto la censura sulla insufficiente motivazione dei giudici di merito.
Massime di principio
- La responsabilità per ricettazione o per detenzione a fini di vendita non può essere automatica per il solo fatto che una persona sia presente al momento del controllo: è necessario provare un rapporto stabile e una disponibilità autonoma del bene da parte dell'imputato (apporto probatorio sull'approvvigionamento o cogestione).
- La detenzione a fini di vendita, ai fini dell'art. 474 c.p., implica un minimo apprezzabile di permanenza e di autonomia nella disponibilità dei beni; la mera gestione occasionale o la presenza del coniuge titolare non giustificano di per sé la responsabilità penale.
- Quando esistono procedimenti distinti riguardanti merce simile, l'acquisizione di atti e accertamenti tecnici da altri fascicoli può essere rilevante se la prova è decisiva: il giudice di merito deve valutare la rilevanza e l'ammissibilità di tali elementi e motivare il diniego di acquisizione se lo rifiuta.
- Nella valutazione della contraffazione (art. 474 c.p. e artt. 648 c.p.) la bassa qualità o il prezzo modesto non escludono automaticamente il reato, ma costituiscono elementi fattuali che il giudice deve considerare per verificare l'idoneità a ledere la fede pubblica.
- I giudici di merito devono esplicitare quale profilo della fattispecie hanno ritenuto configurato (introduzione nello Stato o detenzione a fini di vendita) e motivare adeguatamente la scelta, evitando presunzioni non supportate da elementi probatori.
- Il rinvio per nuovo giudizio è la conseguenza quando la motivazione di merito si mostra carente in punti essenziali che incidono sulla riconducibilità soggettiva del reato; la Cassazione non sostituisce il giudizio sui fatti, ma richiede una nuova valutazione motivata.
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