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Sentenza

Sentenza del 19/08/2015 n. 16972 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il Comune ha impugnato la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Campania che aveva annullato l'avviso TARSU relativo all'anno 2005. Ha sostenuto, in particolare, che l'appello del contribuente contenesse questioni nuove, che la Commissione non potesse disapplicare la disciplina comunale esercitando un sindacato sulla discrezionalità amministrativa e che la TARSU dovesse essere determinata considerando la concreta potenzialità di produzione dei rifiuti, indipendentemente dalla destinazione urbanistica o catastale dell'immobile. La questione centrale riguardava la legittimità dell'applicazione alla struttura B&B della sottocategoria tariffaria C4, distinta sia dalle abitazioni sia dagli alberghi.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso del Comune nei limiti indicati, cassando la sentenza della Commissione Tributaria Regionale e decidendo direttamente nel merito. Ha ritenuto legittima la tariffa TARSU della sottocategoria C4, poiché l'attività di B&B può produrre una quantità e qualità di rifiuti superiori a quelle di una normale abitazione, anche se l'immobile mantiene la destinazione civile abitativa. Tuttavia, ha dichiarato non dovuta la tassa sulle aree scoperte pertinenziali o accessorie dell'abitazione, pari a 56 mq, e ha annullato la sanzione per omessa denuncia, ritenendo non necessaria una denuncia di variazione in assenza di mutamento della destinazione d'uso. Le spese dell'intero giudizio sono state compensate.

Norme richiamate

  • D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, artt. 24, comma 2, e 57

    La deduzione in appello dell'irragionevolezza della tariffa è stata qualificata come una mera argomentazione difensiva, non idonea a modificare il petitum o la causa petendi e quindi non costituente domanda o eccezione nuova.

  • D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 7, comma 5

    Il giudice tributario può disapplicare atti amministrativi rilevanti ai fini della decisione, ma la questione è stata valutata alla luce della legittimità concreta della tariffa e della sua correlazione alla produzione potenziale di rifiuti.

  • D.Lgs. 5 febbraio 1997, n. 22, art. 49, commi 5, 6 e 8

    La tariffa è articolata per fasce di utenza e territoriali ed è determinata dagli enti locali in modo da assicurare la copertura dei costi del servizio.

    La disciplina consente di differenziare le tariffe in base alle categorie di utenza e alla rispettiva capacità di produrre rifiuti, anche considerando l'uso effettivo dell'immobile.

  • D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507, artt. 62, 68, 69 e 70

    La TARSU deve essere collegata alla concreta o potenziale produzione di rifiuti e deve essere disciplinata dal regolamento comunale, con individuazione delle categorie di contribuenza e dei relativi coefficienti. Per le utenze assimilate a quelle domestiche sono escluse le aree scoperte pertinenziali o accessorie delle abitazioni.

  • Legge regionale Campania n. 5 del 2001, art. 1

    L'esercizio dell'attività di bed & breakfast non modifica la destinazione d'uso dell'immobile e, per la sua natura occasionale e non imprenditoriale, non consente di assimilarlo automaticamente a un albergo.

  • Art. 384 c.p.c.

    La Corte ha deciso direttamente nel merito dopo la cassazione della sentenza impugnata, non essendo necessari ulteriori accertamenti.

  • Corte di giustizia CE, sez. II, 16 luglio 2009, causa C-254/08

    Il principio "chi inquina paga" non osta a che gli Stati membri adottino, in funzione di categorie di utenti determinati secondo la loro rispettiva capacità a produrre rifiuti urbani, il contributo di ciascuna categoria al costo complessivo del sistema.

    È compatibile con il diritto europeo una tassa calcolata sulla produzione stimata di rifiuti e non necessariamente sul quantitativo effettivamente prodotto, purché le categorie siano individuate secondo criteri ragionevoli collegati alla capacità di produzione.

Massime di principio

  • Ai fini della TARSU, conta principalmente l'uso effettivo dell'immobile e la sua potenziale capacità di produrre rifiuti, non la sola classificazione catastale o la destinazione urbanistica.
  • Un bed & breakfast può essere assoggettato a una tariffa differenziata rispetto a una normale abitazione quando l'attività comporti servizi e presenze idonei a produrre rifiuti ulteriori, come pulizia, cambio della biancheria, somministrazione della colazione e fornitura di prodotti ai clienti.
  • L'attività di B&B non può essere automaticamente equiparata a quella alberghiera: la tariffa deve riflettere le caratteristiche concrete e la natura eventualmente promiscua dell'uso abitativo e ricettivo.
  • Il Comune può istituire sottocategorie tariffarie intermedie tra abitazioni e alberghi, purché la differenziazione sia ragionevole e collegata alla quantità e qualità dei rifiuti potenzialmente prodotti.
  • Le aree scoperte pertinenziali o accessorie di un'abitazione, come balconi, terrazze, posti auto e scoperti, non sono soggette a TARSU quando la disciplina applicabile le esclude dal computo.
  • L'assenza di una denuncia di variazione non giustifica una sanzione se l'attività ricettiva non comporta un mutamento della destinazione d'uso dell'immobile.
  • La legittimità della tariffa dipende anche dalla prova concreta: il contribuente può contestare la maggiore capacità produttiva dimostrando che l'attività è svolta con modalità, dimensioni o intensità tali da non giustificare la tariffa applicata.

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