Sentenza del 05/10/2016 n. 5112 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia
PUBBLICITÀ - Legittimazione a resistere in giudizio del concessionario - Sussiste.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legittimazione passiva del concessionario è stata riconosciuta. Esso può quindi costituirsi e resistere nel processo tributario sia per contestazioni formali riguardanti la cartella o la riscossione, sia per motivi sostanziali relativi all'esistenza e alla debenza dell'imposta. Il principio è affermato in conformità a Cass. n. 23382/2009.
Esito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La controversia riguardava la legittimazione del concessionario a resistere in giudizio anche quando il ricorso non contestava soltanto vizi propri della cartella o del procedimento esecutivo, ma anche la debenza del tributo. Secondo la Suprema Corte, il concessionario, subentrando nei diritti e negli obblighi inerenti alla gestione del servizio affidatogli dal Comune, è legittimato a difendere la pretesa tributaria relativa agli accertamenti da esso compiuti.
Norme richiamate
D.lgs. n. 507 del 1993, art. 25
La disciplina dell'imposta comunale sulla pubblicità consente di attribuire al concessionario la gestione del servizio e i relativi diritti e obblighi.
D.lgs. n. 507 del 1993, art. 32
La gestione affidata al concessionario comprende le attività connesse all'accertamento e alla riscossione del tributo, con conseguente subentro nelle posizioni inerenti al rapporto.
D.lgs. n. 507 del 1993, art. 52
La normativa conferma il ruolo del concessionario nella gestione dell'imposta e nella tutela giudiziale degli atti e delle pretese da esso gestiti.
D.lgs. n. 546 del 1992, art. 10
La regola generale sulla legittimazione passiva nel processo tributario è derogata dalla disciplina speciale dell'imposta comunale sulla pubblicità, che riconosce la legittimazione processuale del concessionario.
Cassazione civile n. 23382/2009
Il concessionario del servizio di accertamento e riscossione dell'imposta comunale sulla pubblicità è legittimato a resistere anche alle contestazioni riguardanti la debenza del tributo, non soltanto ai vizi propri della cartella o dell'esecuzione.
Massime di principio
- Quando un Comune affida a un concessionario qualificato l'accertamento e la riscossione di un tributo, il concessionario può essere legittimato a stare in giudizio in relazione agli atti da esso emessi.
- La legittimazione del concessionario non è limitata alle contestazioni formali della cartella o agli atti esecutivi, ma può estendersi anche alle questioni sostanziali sull'esistenza e sulla debenza del tributo.
- In presenza di una disciplina speciale che attribuisce al concessionario diritti e obblighi della gestione tributaria, tale disciplina può derogare alle regole generali sulla legittimazione passiva dell'ente impositore.
- Per valutare correttamente il soggetto contro cui proporre ricorso o dal quale attendersi la difesa, occorre verificare il contenuto della convenzione di affidamento, il tipo di atto impugnato e la normativa speciale applicabile.
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